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I GIM Padova: Pieni di Spirito Santo

ottobre 2007

PIENI DI SPIRITO SANTO

Veglia  I GIM 13 Ottobre

In cammino con la comunità di Macao
   

Canto Iniziale

Invocazione allo Spirito Santo

"Vieni Spirito di Luce:
illumina, chiarisci, rendici consapevoli.
Fa' che entriamo nell'intimo delle cose,
andando oltre l 'apparenza.
Senza la tua presenza tutto rimane senza senso
e la storia senza direzione.
Che nella tua luce possiamo essere Luce.

Vieni Spirito Creatore:
rinnova, costruisci, reinventa il futuro
del quale siamo responsabili
senza il tuo coraggio siamo vecchi
e incapaci di gesti nobili, di opere liberatrici.
Vieni crea l'uomo nuovo, la donna nuova,
aperti allo Spirito.

Vieni Spirito Unificatore:
strappaci dalla nostra solitudine,
insegnaci a condividere, a non desistere.
Senza il tuo aiuto siamo egoisti ed orgogliosi.

Vieni Spirito Pacificatore:
unisci i popoli, le razze, le comunità, le famiglie divise,
donaci il tuo perdono.
Senza il tuo amore c 'è soltanto lotta e contesa.
Vieni, Spirito di Pace.

Vieni Spirito Nascosto:
Spirito promesso, Spirito dei profeti,
di Gesù, di Maria,
delle Chiese nascoste.
Rivelati al tuo popolo riunito,
alla Chiesa in preghiera.
Spirito di Dio, diffondi il tuo amore.
Amen! "

 

I Missionari Comboniani in Asia e la nascita della prima comunità

I Missionari Comboniani sono arrivati in Asia nel 1989 ed il primo gruppo di cinque confratelli si stabilì a Manila.

Solo due anni più tardi, nel 1991, tre confratelli furono inviati a Hong Kong a studiare la lingua cantonese, segnando così il primo passo della presenza comboniana nel mondo cinese.
 
Una volta terminato il corso di studi i tre "pionieri" si spostarono a Macao.

A Macao, i primi anni sono spesi per superare l'ostacolo della lingua e per dare una mano in varie parrocchie. Ma poi giunge il momento di assumere in proprio, come comboniani, un impegno diretto.

Nel 1999 viene loro affidata la nuova Chiesa di San Giuseppe lavoratore in una zona povera e densamente popolata da immigrati cinesi.

Oltre all'impegno parrocchiale, si aprono altre forme di collaborazione pastorale con la Chiesa locale e si tentano diverse strade per un possibile collegamento con la Chiesa in Cina Continentale: dalla collaborazione nel campo dei servizi sociali, all'impegno nella Caritas di Macao, all'accompagnamento dei Giovani Lavoratori Cristiani, all' elaborazione e sviluppo del progetto "Fen Xiang" (che in cinese significano: il primo carattere: dividere, compatire; il secondo carattere: gioia, buona esperienza), progetto che è stato pensato per la formazione di agenti pastorali in Cina.

A Taiwan, un paio di comboniani arrivano nel 1998, spinti dalla necessità di apprendere il mandarino.

Più tardi, in vista di un eventuale futuro apostolato in Cina, nel 2002 si apre a Taipei una vera comunità, che assume la cura pastorale della Chiesa di Jen Ai Road.

 

Il Natale ci svela il senso della nostra umanità in Cristo
di p. Paolo Consonni (Kong Weiren)

Condividiamo con i nostri lettori e la comunità parrocchiale di Jen Ai – “Amore benevolente” – di Taipei, Taiwan, la riflessione natalizia del parroco, p.Paolo Consonni, missionario comboniano nell’isola da circa 7 anni. La parrocchia sta ultimando la preparazione del presepe, che quest’anno avrà la capanna a forma del carattere “ren”, che in cinese significa “uomo”. “Diventare uomini non è una bella fiaba” – ci dice p. Paolo. “Nel nostro presepe partiamo dalle favole ma utilizziamo soprattutto esempi di vite concrete (Etty Hillesum, Muhammad Yunus, un medico cattolico taiwanese…) per spiegare che questa è la via per arrivare a Gesù, il Dio diventato uomo, Che ci indica la strada per trovare la nostra vera umanità”.

Oggi abbiamo smesso di credere che la vita sia bella: pensiamo che l’umanità intera sia malvagia, violenta, spietata, irresponsabile. Come esseri unani ci lasciamo spesso influenzare da troppe passioni e desideri che spesso ci fanno fare delle scelte sbagliate; tutto questo porterebbe a pensare che l’umanità non meriti fiducia. Tuttavia definiamo “disumani” certi comportamenti malvagi, violenti, prepotenti, spietati e irresponsabili; ci rendiamo conto che tali comportamenti non dovrebbero verificarsi tra gli esseri umani, in quanto i due concetti si contraddicono a vicenda. Tuttavia, spesso ci accorgiamo che comportarsi in modo “disumano” è fin troppo semplice. Diciamo allora che “non tutte le azioni che facciamo sono conformi al nostro essere umani” perchè la quintessenza dell’essere umano sta nella purezza, nell’onestà, nella carità, nella gioia, nella giustizia, nella speranza e soprattutto nella libertà. Per questo possiamo prenderci delle responsabilità per noi stessi, per gli altri e per il mondo intero; solo così potremo davvero essere uomini. Il senso della nostra vita è proprio questo: cercare con tutte le nostre forze di diventare pienamente umani e di continuare ad esserlo.

Avete notato che il tema principale di molte favole come “Pinocchio”e “La Sirenetta” è “diventare esseri umani”? Anche molti film, come “L’uomo bicentenario”, “City of Angels” “A.I. Artificial Intelligence” affrontano temi simili. Nei miti antichi, per una divinità diventare uomo è una punizione, una sorta di esilio. Tuttavia, nel profondo nel nostro cuore, sappiamo bene che essere uomini, esseri umani unici e irripetibili, è la cosa più nobile e gloriosa, e la sorte più desiderabile.

Se raggiungiamo la vera libertà interiore, allora potremo assumerci le nostre responsabilità, fare delle scelte basandoci sulla nostra coscienza e avere la volontà di amare e ricevere l’amore degli altri. Questo è essere uomini completi e la forza interiore che viene da questo non può essere distrutta dalle circostanze avverse, dal male, o persino dalla morte. Questa è la via per “diventare veramente umani”. Le vicende narrate nelle favole e nei film di cui ho parlato forse possono rappresentare lo sforzo continuo che l’umanità ha sempre intrapreso nella ricerca della strada per diventare “esseri pienamente umani”.

““Diventare esseri umani” è soltanto una favola?”. Questo è il tema che affrontiamo quest’anno nel nostro presepe natalizio. Gli antichi miti e le favole esprimono soltanto il desiderio di “comprendere l’essenza dell’essere uomini”, ma noi cristiani, con il Natale celebriamo il miracolo di Cristo che è Dio-fatto-uomo, un fatto storico autentico che ci dice che Dio ama gli uomini – sia nei nostri punti forti che nelle nostre debolezze - fino in fondo, profondamente. Dio ha persino rinunciato alla Sua gloria, e alla Sua potenza divina per poter condividere appieno la nostra condizione umana. La venuta del Cristo non è un mito, ma un racconto d’amore; è una storia vera a cui partecipiamo anche noi, perchè Gesù, il Figlio Unigenito è disceso sulla terra ed è diventato uomo per amore, per compassione e senza condizioni. Nell’esempio della Sua vita, possiamo trovare la via per diventare uomini completi, perchè Lui stesso è la Via. Da lui possiamo imparare a fare uso degli aspetti più belli della nostra umanità.

 

Dal Vangelo di San Luca 10,1-12:
La missione dei settantadue discepoli

  "Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città."

 

Spunti di riflessione:

• Intravedi l’azione dello Spirito Santo nella tua vita?

• Quando si vuol essere testimoni della Parola può capitare di sentire la difficoltà nel farsi comprendere da chi ci ascolta ma anche la nostra difficoltà a comprendere l'altro che ci sta davanti...

 • Ti senti davvero missionario? Guardando la tua vita quotidiana, scorgi momenti concreti di incontro e evangelizzazione?

• Sai riconoscere i messaggeri di pace? Li accogli anche quando sono scomodi?

Ogni condivisione è accompagnata dal gesto di scegliere un cartoncino colorato e di adagiarlo sull’acqua... al contatto con essa si "aprirà" e si trasformerà simbolicamente in un fiore. Vogliamo quindi anche noi lasciarci trasformare dall’azione dello Spirito Santo e sentirci inviati e testimoni in nuove realtà.

   
Silenzio e condivisione

 

Preghiera conclusiva

Prima il pane e poi la libertà!
La libertà
Nella fame è un fiore
Su un cadavere!
Dove c’è il pane c’è Dio.
“Il riso è il cielo”, dice il poeta dell’Asia.
La terra è un enorme piatto di riso,
un pane immenso e nostro,
per la fame di tutti.
Dio si fa pane: lavoro per il povero,
dice il profeta Gandhi.
La Bibbia è un menù di pane fraterno,
Gesù è il Pane vivo.
L’Universo è la nostra tavola, fratelli.
Le masse hanno fame, e questo Pane è la loro carne,
martoriata nella lotta, vincitrice nella notte.
Siamo famiglia nello spezzare il pane.
Solo allo spezzare del pane ci potranno riconoscere.
Cerchiamo di essere pane, fratelli.
Dacci, Padre, il pane quotidiano:   
il riso, il mais o la schiacchiata,
il pane del Sud del Mondo.
(di Pedro Casadàliga)

 

Padre Nostro

 

Canto finale

 

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