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Oggi come vent'anni fa e, prima ancora, come nell'epoca della colonizzazione dell'America Latina, sembra ripetersi la storia: i piccoli, i poveri e gli ultimi non hanno nessun valore per i potenti della terra. Fr. Alberto Degan in questa riflessione ci dice che la posizione di Dio è chiara, egli "del più piccolino serba freschissima memoria". E noi? Come ci comportiamo di fonte a queste situazioni alla luce di questa verità evangelica?

“Del più piccolino Dio serba freschissima memoria"

Riflessione di fr. Alberto Degan

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 L’Impero e i ‘piccoli’

Il 12 maggio 1996, in un dibattito televisivo alla CBS una giornalista fece notare a Madeleine Albright - Segretaria di Stato sotto la presidenza Clinton - che il prolungato embargo imposto dagli Stati Uniti all’Irak aveva fatto morire mezzo milione di bambini iracheni. "Sono morti più bambini in Irak di quanti ne sono morti a Hiroshima. E' un prezzo che vale la pena pagare?", domandò la giornalista. E la Albright rispose: ”E’ stata una scelta molto difficile, ma sì, penso che ne valga la pena" .

Gli Stati Uniti avevano mosso guerra all’Irak nel 1991 per “difendere la democrazia” contro il dittatore Saddam Hussein. L’esercito americano bombardò e contaminò le riserve idriche dell’Irak, riducendo del 50% l’accesso all’acqua potabile, e alla fine della guerra impose sanzioni che, di fatto, impedirono agli ospedali iracheni di rifornirsi delle medicine necessarie. Ecco perché le malattie infettive aumentarono in maniera esponenziale, causando la morte di più di un milione di iracheni, di cui la metà erano bambini. I dati erano così eclatanti che la Albright non potè negarli; ma tuttavia disse che la morte di tutti quei bambini valeva la pena. Per cosa? Per portare la democrazia? Che me ne faccio di una democrazia che richiede la morte di centinaia di migliaia dei presunti ‘beneficiati’? Oppure il vero motivo di quelle sanzioni era mettere in ginocchio il paese e impossessarsi dei suoi giacimenti di petrolio, che per l’Imperatore valgono molto di più della vita di tutti quei bambini?

 

Ai tempi della conquista del ‘Nuovo Mondo’ da parte delle potenze europee, alcuni frati domenicani dell’isola Hispaniola (l’odierna Santo Domingo) misero apertamente in discussione la politica del loro governo. In una predica dell’Avvento del 1511 fra’ Antòn de Montesinos, rivolgendosi ai colonizzatori spagnoli che avevano schiavizzato gli indios e provocato la morte di molti di loro, disse: “Siete tutti in peccato mortale. Con quale autorità avete fatto detestabili guerre a queste genti che se ne stavano tranquille nelle proprie terre, dove così tante vite voi avete distrutto? Non sono uomini questi? E Gesù non ha detto che dovete amarli come voi stessi? Voi invece li uccidete!”. Come disse un altro famoso frate e vescovo spagnolo, Bartolomè de Las Casas, il peccato dei ‘cristiani’ era che “toglievano la vita anzitempo” a quei poveri indios. Per l’esercito imperiale è normale togliere anzitempo la vita dei bambini o di altre persone indifese, ma per un cristiano è un peccato mortale.

Per far capire la gravità del comportamento dei colonizzatori, Las Casas citava S.Agostino: “Se dunque andrà nel fuoco eterno colui a cui Cristo dice: ‘ero nudo e non mi hai vestito’, quale posto avrà nel fuoco eterno colui a cui Gesù dovesse dire: ‘ero vestito e tu mi hai denudato’?”. Las Casas si riferiva al fatto che i ‘cristiani’ avevano spogliato gli indios di tutto: delle loro ricchezze, della loro libertà e della loro dignità. E dunque, se Cristo condanna chi non disseta coloro che sono rimasti senz’acqua, che posto avrà nel fuoco eterno colui a cui Cristo dovesse dire: “Avevo l’acqua potabile, e tu me l’hai tolta”? Ed è proprio questo che ha fatto l’esercito americano con gli iracheni, così come hanno fatto i russi con gli abitanti di Aleppo, in Siria.

Di fronte alle parole di fra’ Montesinos, i coloni spagnoli protestarono duramente, tantochè il re Ferdinando ordinò a quei frati di smettere di predicare e di tornare subito in Spagna. Ma i frati domenicani “decisero di continuare a predicare la verità evangelica”, perchè “questo era necessario per la salvezza sia degli spagnoli che degli indios”.

E qual è questa verità evangelica? Ecco come la definisce Bartolomè de las Casas:“Del più piccolino e del più dimenticato Dio serba freschissima e vivissima memoria”.

All’Imperatore non interessa niente della morte degli indios o di quella dei bambini iracheni e siriani, ma di loro Gesù “serba freschissima e vivissima memoria”.

E’ da sottolineare che quei frati spagnoli non esitarono a condannare la politica estera del loro paese, e in pratica affermarono: ‘State sbagliando tutto. E’ disumano e antievangelico il modo in cui trattate gli abitanti delle terre che abbiamo invaso. Li fate morire anzitempo. Siete tutti in peccato mortale’. Lo dissero ai coloni e, indirettamente, lo dissero anche al re, che infatti si arrabbiò e voleva castigarli.

E noi? abbiamo avuto il coraggio di dirlo, quando abbiamo bombardato la Libia pochi anni fa? E abbiamo il coraggio di dirlo adesso, di fronte alla morte per assideramento di tanti migranti?

 

Nei giorni scorsi le agenzie umanitarie internazionali hanno lanciato l’allarme per le migliaia di migranti

travolti dall’ondata di freddo in Europa, e attualmente fermi in Grecia o in Serbia o in Bulgaria. Provengono soprattutto dalla Siria e dall’Afghanistan: sono i cosiddetti ‘transitanti’.

In particolare, a Belgrado più di duemila ragazzi ‘transitanti’ dormono in edifici abbandonati mentre le temperature sono scese a 20 gradi sotto zero. Ma il freddo non è l’unico nemico contro cui gli operatori umanitari devono combattere. Secondo il dott. Contenta, di Medici senza frontiere (Msf), “le autorità serbe hanno intimidito i gruppi di volontari, arrivando a ostacolare il loro lavoro”. Di fatto, lo scorso 4 novembre il ministero del lavoro serbo ha diramato un comunicato che vieta alle ONG di distribuire cibo, coperte e vestiti ai migranti che vivono fuori dei campi governativi. E’ davvero sconcertante che in un paese ‘cristiano’ si vieti per legge di fare le opere di misericordia che, secondo Gesù, sono quelle che definiranno la nostra vita come ‘salvata’ o come ‘fallita’ al cospetto di Dio.

Ecco dunque che si affaccia sullo scenario politico europeo una preoccupante tendenza che potrebbe accentuarsi nel futuro immediato: d’ora in poi, chi vorrà compiere le opere di misericordia raccomandate da Gesù - nutrire l’affamato, vestire l’ignudo, etc. - è destinato ad essere redarguito, infastidito se non addirittura apertamente perseguitato dal Potere.

Purtroppo, alcuni di questi ‘transitanti’ hanno perso la vita anzitempo: una donna somala e due iracheni sono morti assiderati in Bulgaria; mentre un ventenne afghano è morto di ipotermia al confine tra la Grecia e la Macedonia. Non ne sappiamo neanche i nomi. Neanche degli indios morti si sapevano i nomi: non interessavano, neanche a noi interessano i nomi dei ‘transitanti’. Ma a Gesù si, perché Dio del più piccolo e dimenticato serba freschissima e vivissima memoria!

Si dice che queste persone sono morte di freddo; in realtà, sono morte per una scelta politica dei governi europei, che non riescono a trovare soldi per aiutare i ‘transitanti’…

 

 

Fermare la notizia

Ogni giorno siamo bombardati da varie notizie: sono così tante che rischiamo di esserne travolti senza soffermarci su nessuna. Il cittadino responsabile, allora, si impegna a individuare le notizie particolarmente importanti, per poi ‘fermarle’ e rifletterci sopra. Altrimenti il rischio è che una notizia mi scandalizza o mi esalta per un attimo, e poi mi scivola via.

La notizia secondo me più importante di questi giorni è quella che ci ha dato l’ennesimo rapporto Oxfam, e cioè che sul nostro Pianeta ci sono otto super-Paperoni che “detengono la stessa ricchezza che è riuscita a mettere insieme la metà più povera della popolazione mondiale”. Non è vero, dunque, come sentiamo ripetere spesso, che non ci sono soldi; i soldi ci sono, ma sono sempre più concentrati in poche avide mani. Quanto al nostro paese, il 20% più ricco possiede il 70% della ricchezza nazionale. E’ questa “l’economia che uccide” tante volte denunciata dal papa: mentre alcuni paperoni non sanno cosa fare con tutti i loro miliardi, tanta gente muore di freddo.

Quindi ci sarebbero i soldi sia per aiutare i ‘transitanti’ che per progettare un piano nazionale di protezione dell’ambiente che dia lavoro ai disoccupati italiani. Coloro che alimentano la guerra tra i poveri sono i sostenitori più subdoli di questo sistema economico disumano! Perché distolgono la nostra attenzione da quella che è la vera causa di tanta sofferenza e tanta povertà: la concentrazione di ricchezze immense in poche mani, come non si era mai visto prima nella storia dell’umanità.

 

Recentemente Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, percependo la frustrazione della classe media, ha espresso un dubbio: “Probabilmente ci vuole una maggiore redistribuzione dei redditi di quanta ne abbiamo oggi". Io vorrei togliere ogni dubbio alla signora Lagarde: è proprio così, viviamo in un periodo di disuguaglianze scandalose. E’ urgente prendere decisioni politiche, a livello nazionale e mondiale, per giungere a una ripartizione decisamente più equa delle ricchezze e dei redditi. Si può e si deve fare: è solo questione di volontà politica!

Oggi più che mai, come diceva Bartolomè de Las Casas, siamo chiamati ad annunciare la verità evangelica, e cioè che anche a livello politico ed economico Gesù ci invita a mettere al primo posto la vita di quei piccolini e dimenticati che per l’Impero non hanno alcuna importanza ma di cui invece Dio serba freschissima e vivissima memoria.

 

fratel Alberto Degan

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