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Quanto sappiamo dei migranti che arrivano in Italia? Quante delle notizie che li riguardano e che circolano sul web e in televisione sono vere? Cosa sono i Cie? Che cos’è l’accoglienza di secondo livello? E lo Sprar? Che differenza c’è tra richiedente asilo, profugo, rifugiato…? Come si fa a ottenere l’asilo?

" Migranti, oltre l'accoglienza"

Incontro con Teresa Borelli, impiegata presso la Prefettura di Padova e con Alice Rossetto della cooperativa La rosa blu

incontro Freire

Quanto sappiamo dei migranti che arrivano in Italia? Quante delle notizie che li riguardano e che circolano sul web e in televisione sono vere? Cosa sono i Cie? Che cos’è l’accoglienza di secondo livello? E lo Sprar? Che differenza c’è tra richiedente asilo, profugo, rifugiato…? Come si fa a ottenere l’asilo? A queste e ad altre domande abbiamo cercato di rispondere mercoledì 18 gennaio 2017 con un incontro dal titolo “Migranti, oltre l’accoglienza. Un incontro dialogato alla ricerca di risposte umanizzanti” organizzato presso la Casa dei Comboniani. Ne abbiamo parlato con Teresa Borelli, impiegata presso la Prefettura di Padova e con Alice Rossetto della cooperativa La rosa blu.

Avevamo bisogno di chiarirci le idee nel caos di notizie vere, false, presunte da cui siamo bombardati ogni giorno; avevamo voglia di (ri)scoprire l’umanità delle persone coinvolte nel fenomeno migrazione: dai migranti, a chi è impegnato nell’accoglienza, fino a chi si occupa delle pratiche burocratiche.  Abbiamo cercato di utilizzare modalità freiriane: non una conferenza, ma uno scambio orizzontale, in cui ognuno dei partecipanti portava conoscenze, dubbi, storie. Nel corso della serata abbiamo capito che i problemi che spesso vengono dalle lungaggini burocratiche (un anno e mezzo per esaminare una richiesta d’asilo…) impongono di ripensare l’accoglienza, che non può limitarsi all’assistenza immediata e deve invece puntare sulla formazione e l’inserimento sociale e lavorativo. Nell’accoglienza serve creatività: come quella che hanno avuto a Trento dove – come raccontato nel numero di Giugno 2016 di Nigrizia – attraverso il progetto “Residenzialità leggera” il migrante da accolto diventa accogliente: come Omar, ivoriano arrivato in Italia nel 2007, che dopo un corso di formazione diventa coinquilino di Giuseppe, una persona con disagio mentale. La strada da fare per costruire un’altra accoglienza è tanta, ma le idee e le esperienze positive sono già tante: si tratta innanzi tutto di condividerle e diffonderle. Anche incontri come questo (da replicare magari nel territorio padovano) possono essere il punto di partenza per provare a costruire un’altra narrazione sulla migrazione.

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