mercoledì 23 luglio 2014  
 

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::   La Borsa o la Vita (Gv 6,5-11)  

 

  

Durante gli ultimi mesi ogni volta in cui sono partito da Fangak per andare a visitare i centri della parrocchia era come rivivere una di quelle dinamiche conosciute ai gruppi di Azione Cattolica: un disastro imminente, la possibilità di mettere in salvo solo tre oggetti, quali scegliere? La realtà non sarà stata poi così drammatica. Ma era difficile poter valutarla e pronosticare gli sviluppi del conflitto quando le forze antigovernative volevano prendere alcuni centri a tutti i costi e il governo sembrava volere spazzare via l’opposizione. Quindi partendo da Fangak mi lasciavo anche alle spalle una buona fetta di imprevedibilità: sarà attaccata? Cosa portare con me per essere autonomo anche in caso di imprevisti? Cosa troveró della missione al mio ritorno? Quali cose devo preoccuparmi di mettere in salvo? Al primo pensiero mi sarei portato appresso la casa intera. Ma poi sono sempre partito con lo zaino e le cose di sempre, le più necessarie, niente più.

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::   Costruire ponti tra oppressi: Lettera dei comboniani di Castelvolturno  

A Castel Volturno si spara ancora.

Si spara con metodi e atteggiamenti camorristici, con cieca arroganza e ignoranza. Si spara per determinare la legge del più forte, per fare capire chi comanda e chi in silenzio deve solo ubbidire. Si spara per ribadire il terrore, per vedere negli occhi dell’altro la paura e la rassegnazione. Non è la prima volta che succede un fatto del genere. Già diversi mesi fa la Vigilanza privata ha usato armi contro gli immigrati e per questo fatto c’è una denuncia in corso. Quello che è successo domenica ha del paradossale. I fatti sono oramai chiari. Dietro il ferimento dei due immigrati non c’è nessun furto. Uno dei ragazzi feriti era in bicicletta a Pescopagano quando è stato fermato da uno dei due Cipriano, il figlio, mentre stava trasportando una bombola di gas. Subito è stato accusato di averla rubata ma il ragazzo si è difeso dicendo che la bombola era di sua proprietà ed è stato aggredito. A quel punto è intervenuto un connazionale che passava di lì e lo ha soccorso. C’è stato un litigio, sono volati degli schiaffi poi però la cosa sembrava finita lì. Invece dopo pochi minuti il giovane è tornato insieme al padre con una pistola e hanno fatto fuoco. Da qui è partita la reazione di una parte della comunità immigrata di Pesco Pagano.

 

 

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::   Annunciare la fraternità in Colombia  

 

ANNUNCIARE LA FRATERNITA’ IN COLOMBIA

Vivo nella comunità comboniana di Tumaco, in Colombia, dal novembre 2007.
Le realtà sociale ed ecclesiale incontrate sono state segnate da varie forme di violenza e di precarietà. In mezzo ad un contesto così frammentato e complesso, come Missionari Comboniani, abbiamo scelto - come priorità - quella di promuovere piccole comunità di base, piccoli gruppi biblici di quartiere chiamati “grupos de familias”, gruppi di vicini che settimanalmente si riuniscono e condividono Vita e Parola di Dio. Provvidenzialmente questa nostra priorità coincide con quella del piano pastorale della diocesi di Tumaco; perciò già da qualche anno investiamo parecchi sforzi nella costruzione e perseveranza di piccole comunità; anche l'Infanzia Missionaria ed i gruppi giovanili dovranno fare il salto di qualità per arrivare ad essere piccole comunità.

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:: Brasile: tempo di vittoria e di sconfitta  

Brasile: tempo di vittoria e di sconfitta

Venerdì pomeriggio, giorno di Coppa, ai quarti di finale il Brasile attende la Colombia.

La partita è tra un’ora, siamo in ritardo: noi missionari vogliamo seguirla assieme alle comunità rurali con cui lavoriamo da anni, in un progetto di agroecologia nell’interno del municipio di Buriticupu.

Buriticupu è una piccola città nello Stato brasiliano del Maranhão, con circa trentamila persone nel suo nucleo urbano ed altrettante sparse nella zona rurale. Le distanze ed i tempi sono “brasiliani”: infinite e difficilmente calcolabili a priori. La vita della gente è precaria, in questa terra considerata preamazzonica, nel senso che “prima qui c’era l’Amazzonia”.

Questa regione, in particolare, ha sofferto ed ancora soffre una enorme violenza strutturale: il conflitto tra fazendeiros e agricoltori senza terra ha marcato anni di sangue e di esecuzioni sommarie; politiche di interesse privato, indifferenza, abbandono e corruzione hanno ridotto migliaia di contadini alla sopravvivenza piú precaria; una logica permanente di saccheggio delle risorse naturali ha distrutto migliaia di ettari di foresta amazzonica spianandola a beneficio degli allevatori, che gestiscono la terra in modo estensivo e poco efficace.

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:: Giugno 2014 - Credere al futuro  
 

Credere al futuro

Cara amica, caro amico,

siamo già arrivati alla fine del cammino Gim di quest’anno.... un anno veloce, ricco di movimento per me, da un continente all’altro, dalla temporaneità al "per sempre", da un ministero ad un altro o, come un amico centrafricano mi ha detto, dalle follie giovanili al prendersi cura della congregazione.

Provo a pensare a te, a questo cammino a cui sei approdato perché ti sei messo in ricerca di qualcosa che ti mancava.

Sicuramente la promessa iniziale di incontri che trasformano, è stata mantenuta con abbondante generosità: immagino l’emozione e l’entusiasmo di essere immersi in un mondo di grandi ideali, grandi valori, grandi obiettivi; la gioia di condividere la ricerca e la scoperta con un gruppo di amici che poco a poco diventa comunità di fratelli e sorelle; la consapevolezza della propria piccolezza, dei propri limiti e contraddizioni, della debolezza che diventa luogo fertile per i semi del Regno.

Sicuramente in questi mesi di parole ascoltate e condivise ce n’è una che emerge con più insistenza e forza nel tuo cuore e nella tua vita: aggrappati a lei, prenditene cura, proteggila, siile fedele!

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