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Fratel Antonio, missionario comboniano a Piquià, Brasile, ci fa gli auguri di Buona Pasqua, festeggiando con noi la vittoria della gente di Açailandia che, grazie ad una sentenza del Tribunale di Giustizia, potrà reinsediarsi nella propria terra!
LA PASQUA DI PIQUIA’…LA NOSTRA PASQUA
Sarà certamente una Pasqua differente quella delle 300 famiglie di Piquià de baixo. Forse l’ultima Pasqua che passeranno respirando l’inquinamento prodotto dalle 5 industrie siderurgiche che da più di venti anni stanno distruggendo l’ambiente e la vita di questa gente.
Martedì 20 marzo 2012 sarà sicuramente ricordato come uno dei giorni più importanti per il quartiere. I giudici del Tribunale di Giustizia di São Luis hanno deciso quasi all’unanimità (un solo voto contrario) per la legalità dell’azione di esproprio (fatta dal comune di Açailandia) della terra che gli stessi abitanti di Piquià avevano scelto, in una affollata assemblea, più di un anno e mezzo fa e dove saranno re-insediati.
Già, perché più di un anno e mezzo è durata l’ultima stazione di una lunga via crucis iniziata, come già abbiamo detto, nella metà degli anni 80. Edvar(presidente dell’associazione dei residenti) e tutte le altre persone che con lui stanno vivendo questa esperienza hanno dovuto faticare parecchio, vincere le incomprensioni e le divisioni che si sono create, e lottare con il passare del tempo e la lentezza dei tempi della giustizia brasiliana, fra le persone che non ci credevano più che pensavano che fosse come tutte le altre volte, che tutto terminasse in “pizza”.
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