giovedì 27 novembre 2014  
 

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::   EPA (Accordi di Partenariato Economico con i paesi ACP) - EUROPA/ AFRICA: IL BACIO DELLA MORTE  
Nel semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea (UE) e con Federica Mogherini, Alta Rappresentante per la politica estera e di sicurezza, nonché vicepresidente della UE, l’Europa ha dato il ‘bacio della morte’-così scrive Le Monde Diplomatique- all’Africa, forzandola a firmare gli Accordi di Partenariato Economico (EPA). “O firmate gli EPA- ha detto la Commissione Europea ai paesi ACP(Africa, Caraibi, Pacifico) o sarete sottoposti a un nuovo regime di tassazione delle vostre esportazioni .” E lo ha fatto , come promesso, entro il 1 ottobre 2014. E’ gravissimo che l’Europa l’abbia fatto in un momento così difficile per il continente nero, soprattutto con i paesi dell’Africa occidentale minacciati dalla tragedia di Ebola, con la zona saheliana dal Mali al Sudan in subbuglio, con il Corno d’Africa in guerra e con il Sud Sudan e il Centrafrica in guerra civile. E’ incredibile che in questo clima, la UE abbia forzato l’Africa sub-sahariana ad arrendersi. Il primo gruppo a capitolare è stata l’Africa Occidentale,quella che più si era opposta agli EPA. Il 10 luglio, i sedici paesi della Africa occidentale, che rappresentano il 38% del commercio globale UE-ACP, per un totale di 38 miliardi di euro, hanno firmato. Il 15 luglio si sono chiusi i negoziati con sei paesi (Botswana,Lesotho, Mozambico, Namibia, Sudafrica e Swaziland) dell’Africa Australe.Il 21 settembre hanno capitolato i cinque paesi dell’Africa Orientale (Burundi, Kenya, Rwanda, Tanzania, Uganda). Non hanno ancora firmato i paesi del Corno d’Africa, il Sud Sudan e il Centrafrica, sconvolte da conflitti e guerre. Gli altri paesi dei Caraibi e del Pacifico avevano già capitolato prima. “Sotto la spada di Damocle del 1 ottobre-scrive S.Squarcina su Nigrizia – si può affermare che il grosso degli EPA sono stati siglati con praticamente l’insieme degli ACP.” Per capire quello che è avvenuto, dobbiamo ricordare che le relazioni commerciali tra UE e paesi ACP erano regolati dalla Convenzione di Lomè(1975-2000) e poi di Cotonou (2000-2020), con la clausola che i prodotti ACP- prevalentemente materie prime- potessero essere esportati nei mercati europei senza essere tassati. Questo però non valeva per i prodotti europei esportati nei paesi ACP, che dovevano invece sottostare a un regime fiscale di tipo protezionistico. Ora la UE chiede ai paesi ACP di eliminare le barriere protezionistiche in nome del libero scambio, che sono frutto delle spinte neoliberiste di Bruxelles. Con gli EPA infatti le nazioni africane saranno costrette a togliere sia i dazi che le tariffe oltre ad aprire i loro mercati alla concorrenza. La conseguenza sarà drammatica per i paesi ACP: l’agricoltura europea(sorretta da 50 miliardi di euro all’anno) potrà svendere i propri prodotti sui mercati nei paesi impoveriti. I contadini africani, infatti,, (l’Africa è un continente al 70% agricolo) non potranno competere con i prezzi degli agricoltori europei che potranno svendere i loro prodotti sussidiati. E l’Africa sarà ancora più strangolata ed affamata in un momento in cui l’Africa pagherà pesantemente per i cambiamenti climatici. L’Europa ha vinto, gli impoveriti hanno perso. Ma non possiamo arrenderci, né demordere perché ci vorrà tempo per la ratifica e l’entrata in vigore degli EPA. Ci vorranno molti anni prima che i singoli EPA entrino in vigore. Infatti i singoli EPA dovranno essere ratificati da tutti i parlamenti UE e ACP interessati dai singoli accordi di partenariato. Bruxelles farà di tutto per chiudere il processo di ratifica entro il 2020, quando si dovrà procedere al rinnovo della Convenzione di Cotonou. A questo bisogna aggiungere che gli ACP faranno di tutto per rallentare la ratifica degli EPA. “La Commissione ha lasciato intendere-scrive J. Berthelot su Le Monde Diplomatique – che potrebbe rinviare la data limite per la ratifica al 1 ottobre 2016. La battaglia non è finita.”
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:: TERRA, CASA E LAVORO PER TUTTI  

Papa Francesco ha incontrato i partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari promosso dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e dalla Pontificia Accademia delle scienze sociali. All’udienza, svoltasi martedì mattina, 28 ottobre, nell’Aula vecchia del Sinodo in Vaticano, erano presenti, tra gli altri, il vescovo Sánchez Sorondo, alcuni presuli e circa 150 persone provenienti da 80 Paesi in rappresentanza dei cinque continenti. All’inizio, il cardinale Turkson, presidente di Iustitia et pax, ha rivolto un breve saluto al Pontefice, sottolineando che l’incontro ha lo scopo «di consolidare la rete delle organizzazioni popolari, di favorire la conoscenza reciproca e di promuovere la collaborazione tra esse e le Chiese locali» per la promozione e la tutela «della dignità e dei diritti della persona umana». Pubblichiamo il discorso del Pontefice in una nostra traduzione dallo spagnolo.

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:: PERCHÉ NESSUNO SI SENTA ESCLUSO O DISCRIMINATO  

“Oggi ci sono molti emarginati, molti dimenticati… esclusi dalla vita umana. Come si può restare indifferenti a questo dolore dell’uomo? Sono contento quando vedo il sorriso di una persona, quando la posso aiutare. Sono contento quando vivo veramente”.

Così scriveva un grande missionario padovano, p. Ezechiele Ramin.

 Padre Lele ha dato la vita per gli ultimi e gli emarginati, e l’anno prossimo la Diocesi di Padova celebrerà il 30° anniversario della sua morte. Il suo martirio è per noi un impegno a continuare a vivere veramente, a lottare perché nessuno sia escluso dalla vita umana e perché tutti si sentano rispettati nella propria dignità; solo allora potremo vedere il sorriso sulla bocca di ogni persona e di ogni popolo.

Invitiamo dunque a riflettere su una annunciata ordinanza del Comune di Padova, finalizzata a “vietare la dimora a Padova, anche occasionalmente, di persone provenienti da Paesi dell’area africana se non in possesso di certificato attestante lo stato di salute”.

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:: Cammino GIM 2014/2015  

“CON GESU’ UN MONDO NUOVO… IO CI STO!” 

A tutti i giovani dai 18 ai 30 anni!!!
Cammina con noi! Partecipa al
GIM
Giovani Impegno Missionario

Si tratta di un cammino di formazione e spiritualità missionaria, aperto a tutti i giovani che vogliono spalancare gli orizzonti e dare concretezza alla loro fede tentando d’incarnarla nella loro Vita.

Si basa su quattro principali colonne:

1. la preghiera fondata sulla Parola di Dio, partendo dal Gesù Storico;
2. l’accompagnamento personale di ciascun giovane;
3. il servizio concreto a partire dai più poveri;
4. la formazione/informazione critica.

Siamo a:

PADOVA
NAPOLI
VENEGONO SUPERIORE (VA)
PALERMO

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:: RIFUGIATI. É UN GENOCIDIO !  
In questi ultimi 5 giorni sono morti nel Mediterraneo quasi 800 rifugiati,in prevalenza donne e bambini. Dobbiamo solo vergognarci! Se chiamiamo mostri quelli dell’ISIS, dobbiamo riconoscerci mostri per un tale “omicidio di massa”, come lo definisce l’OIM. Sono quasi tutte donne e bambini in fuga da spaventose situazioni di guerra.Il Medio Oriente è in fiamme, così come la Libia e tante nazioni dell’Africa saheliana dal Sud Sudan al Centrafrica. Milioni sono in fuga, tanti tentano la via del Mediterraneo, che ormai si è trasformato in un cimitero. E’ uno stillicidio quotidiano a cui assistiamo quasi impassibili. Come missionari non possiamo stare in silenzio davanti a questo genocidio che avviene alle nostre porte.
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