venerdì 26 dicembre 2014  
 

Giovani in Cammino
 GIM
 OrmeGiovani
 Parola ai giovani
 Attività e Campi
Testimoni
 Testimoni della Carità
 P.Alex Zanotelli
 Lettere dalla Missione
Spiritualità
 Catechesi
 Veglie e Preghiere
 Teologia della Missione
 Sfide per Crescere
Mondo e Società
 Sud del Mondo
 Temi Speciali
 Approfondimenti
 Campagne
 Centro Docum. Freire

Cerca nel Sito

Campagne
Advertisement

 
::   Dirigerci verso le periferie - Natale 2014  
Mi trovo in Sud Africa da appena quattro mesi, il tempo sembra davvero volare, a volte non me ne rendo conto! E’ strano essere qui. Tante volte continuo a chiedermi: perché io che sono così piccolo, così fragile, così povero? Il Sud Africa non sembra essere il classico paese africano pieno di villaggi e di foreste, con 40 gradi all’ombra e con leoni e zebre che corrono nelle immense savane. Mi trovo a Pietermarizburg, una città nel Sud-Est del paese; è una bella realtà, piena di negozi, di centri commerciali, di business… Sembrerebbe tutto normale, una città “Europea”, quasi una meta turistica! Ma a volte l’apparenza inganna ed è bene aprire gli occhi, guardare in profondità, andare oltre e dirigerci verso le periferie per scoprire come la gente vive davvero.
Segue...       

:: Con quale colore dipingo la vita? "Coraggio! Non temete..."  
Lettera Missionaria - Avvento 2014

Con quale colore dipingo la vita?

“Coraggio! Non temete ...”

(la marcia redentrice dei poveri di Jahvè)

(Dalla Commissione Giustizia Pace Integrità Creato)

Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: ”Coraggio! Non temete, ecco il vostro Dio ... Egli viene a salvarvi!”. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso si muterà in sorgenti di acqua. Ci sarà una strada appianata ... non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà ... su di essa ritorneranno i riscattati del Signore ...; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto” (Isaia 35).

Segue...       

:: LA PAROLA CERCA UN VARCO  

LA PAROLA CERCA UN VARCO

La Parola si fece carne e venne a mettere la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14).

La nostra sola ambizione missionaria in un paese musulmano, come in
tutti gli altri paesi è di tessere con un popolo dei legami tali che
Dio possa quando vuole e come vuole, far passare il suo Spirito

 (Pierre Claverie, vescovo di Orano, ucciso il 1 Agosto 1996).

       Abdoulaye è un giovane meccanico camerunese musulmano fuggito dalla guerra del Centrafrica. Terrorizzato dalla furia vendicatrice dei presunti cristiani trova rifugio al nord del Ciad a casa di Abel. Lo incontro al nostro arrivo nella comunità di Kalayt. Mi accoglie con un gran sorriso e si dice felice di aver trovato una casa. Abel è un cristiano impegnato della comunità cristiana di Kalayt e ha aperto la sua porta… ma allora non tutti i cristiani lo vogliono far fuori… forse che non tutti i cristiani sono uguali?… ci sono quelli che servono il Vangelo e altri che se ne servono… come non tutti i musulmani sono gli stessi… chi serve Dio (come il nome Aboulaye suggerisce) e chi si serve di Dio per fare altro… ”Questo non è Islam !” hanno gridato tanti imam nigeriani contro Boko Haram e il terrore che imperversa in Nigeria… mi viene da rispondere che “Questo non è cristianesimo !” contro le guerre dei potenti della terra dalle impensabili radici cristiane (ma quali??) in Libia, Irak, Siria… Abdoulaye ripara la nostra macchina e lavora la notte... gli tengo la torcia per vedere dove mettere mani e bulloni mentre il freddo del deserto comincia a pungere. Lavora per tre ore e alla fine non vuole niente… insisto e gli infilo nella camicia un biglietto. Lo affido al Dio che cerca di mettere la sua tenda… non perché diventi cristiano ma perché continui ad essere il buon musulmano che ho incontrato.

Segue...       

:: EPA (Accordi di Partenariato Economico con i paesi ACP) - EUROPA/ AFRICA: IL BACIO DELLA MORTE  
Nel semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea (UE) e con Federica Mogherini, Alta Rappresentante per la politica estera e di sicurezza, nonché vicepresidente della UE, l’Europa ha dato il ‘bacio della morte’-così scrive Le Monde Diplomatique- all’Africa, forzandola a firmare gli Accordi di Partenariato Economico (EPA). “O firmate gli EPA- ha detto la Commissione Europea ai paesi ACP(Africa, Caraibi, Pacifico) o sarete sottoposti a un nuovo regime di tassazione delle vostre esportazioni .” E lo ha fatto , come promesso, entro il 1 ottobre 2014. E’ gravissimo che l’Europa l’abbia fatto in un momento così difficile per il continente nero, soprattutto con i paesi dell’Africa occidentale minacciati dalla tragedia di Ebola, con la zona saheliana dal Mali al Sudan in subbuglio, con il Corno d’Africa in guerra e con il Sud Sudan e il Centrafrica in guerra civile. E’ incredibile che in questo clima, la UE abbia forzato l’Africa sub-sahariana ad arrendersi. Il primo gruppo a capitolare è stata l’Africa Occidentale,quella che più si era opposta agli EPA. Il 10 luglio, i sedici paesi della Africa occidentale, che rappresentano il 38% del commercio globale UE-ACP, per un totale di 38 miliardi di euro, hanno firmato. Il 15 luglio si sono chiusi i negoziati con sei paesi (Botswana,Lesotho, Mozambico, Namibia, Sudafrica e Swaziland) dell’Africa Australe.Il 21 settembre hanno capitolato i cinque paesi dell’Africa Orientale (Burundi, Kenya, Rwanda, Tanzania, Uganda). Non hanno ancora firmato i paesi del Corno d’Africa, il Sud Sudan e il Centrafrica, sconvolte da conflitti e guerre. Gli altri paesi dei Caraibi e del Pacifico avevano già capitolato prima. “Sotto la spada di Damocle del 1 ottobre-scrive S.Squarcina su Nigrizia – si può affermare che il grosso degli EPA sono stati siglati con praticamente l’insieme degli ACP.” Per capire quello che è avvenuto, dobbiamo ricordare che le relazioni commerciali tra UE e paesi ACP erano regolati dalla Convenzione di Lomè(1975-2000) e poi di Cotonou (2000-2020), con la clausola che i prodotti ACP- prevalentemente materie prime- potessero essere esportati nei mercati europei senza essere tassati. Questo però non valeva per i prodotti europei esportati nei paesi ACP, che dovevano invece sottostare a un regime fiscale di tipo protezionistico. Ora la UE chiede ai paesi ACP di eliminare le barriere protezionistiche in nome del libero scambio, che sono frutto delle spinte neoliberiste di Bruxelles. Con gli EPA infatti le nazioni africane saranno costrette a togliere sia i dazi che le tariffe oltre ad aprire i loro mercati alla concorrenza. La conseguenza sarà drammatica per i paesi ACP: l’agricoltura europea(sorretta da 50 miliardi di euro all’anno) potrà svendere i propri prodotti sui mercati nei paesi impoveriti. I contadini africani, infatti,, (l’Africa è un continente al 70% agricolo) non potranno competere con i prezzi degli agricoltori europei che potranno svendere i loro prodotti sussidiati. E l’Africa sarà ancora più strangolata ed affamata in un momento in cui l’Africa pagherà pesantemente per i cambiamenti climatici. L’Europa ha vinto, gli impoveriti hanno perso. Ma non possiamo arrenderci, né demordere perché ci vorrà tempo per la ratifica e l’entrata in vigore degli EPA. Ci vorranno molti anni prima che i singoli EPA entrino in vigore. Infatti i singoli EPA dovranno essere ratificati da tutti i parlamenti UE e ACP interessati dai singoli accordi di partenariato. Bruxelles farà di tutto per chiudere il processo di ratifica entro il 2020, quando si dovrà procedere al rinnovo della Convenzione di Cotonou. A questo bisogna aggiungere che gli ACP faranno di tutto per rallentare la ratifica degli EPA. “La Commissione ha lasciato intendere-scrive J. Berthelot su Le Monde Diplomatique – che potrebbe rinviare la data limite per la ratifica al 1 ottobre 2016. La battaglia non è finita.”
Segue...       

:: TERRA, CASA E LAVORO PER TUTTI  

Papa Francesco ha incontrato i partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari promosso dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e dalla Pontificia Accademia delle scienze sociali. All’udienza, svoltasi martedì mattina, 28 ottobre, nell’Aula vecchia del Sinodo in Vaticano, erano presenti, tra gli altri, il vescovo Sánchez Sorondo, alcuni presuli e circa 150 persone provenienti da 80 Paesi in rappresentanza dei cinque continenti. All’inizio, il cardinale Turkson, presidente di Iustitia et pax, ha rivolto un breve saluto al Pontefice, sottolineando che l’incontro ha lo scopo «di consolidare la rete delle organizzazioni popolari, di favorire la conoscenza reciproca e di promuovere la collaborazione tra esse e le Chiese locali» per la promozione e la tutela «della dignità e dei diritti della persona umana». Pubblichiamo il discorso del Pontefice in una nostra traduzione dallo spagnolo.

Segue...       

Gli altri articoli...
 Titolo Data Hits
PERCHÉ NESSUNO SI SENTA ESCLUSO O DISCRIMINATO 20-10-14 1040
Cammino GIM 2014/2015 - “CON GESU’ UN MONDO NUOVO… IO CI STO!” 31-07-14 4002
RIFUGIATI. É UN GENOCIDIO ! - Appello di Padre Alex Zanotelli 18-09-14 1879
Appello dalla rete delle organizzazioni cristiane in Palestina - Pressure for Gaza! 02-08-14 2538
INCONTRO DELLO STAFF DEL SITO - Limone sul Garda 25-27 luglio 31-07-14 3226
 
Comunicati

Comunità
 News Autogestite
 Foreign peoples and languages
 Comunicati
 MailingList
 Chi siamo
 Banner Sito
 Indirizzi Comboniani
Su Strade di PACE
 Carovana Pace 2008
 Laboratorio 2005
 Carovana Pace 2004
 Carovana Pace 2003
 Giubileo Oppressi 2002
 Giubileo Oppressi 2000

MaterialidiPACE

Links
 


 


:: Torna Sopra ::
    sponsored by NIMWAVE