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Sobre Venezuela Queridos, Adesso che il cuore inizia ad essere un pò meno gonfio per tutte le emozioni di questi giorni riesco a condividere con voi queste ore così importanti… 
Il 18 febbraio Chavez era ritornato in Venezuela dopo due mesi passati a Cuba per l’operazione e tutte le cure necessarie per la sua riabilitazione. Anche se le sue condizioni continuavano ad essere molto delicate si era riaccesa la speranza, magari non si sarebbe reintegrato come prima nella vita politica ma si credeva che la sua guarigione, anche se lunga, fosse possibile. Il pensiero della sua morte albergava, e già da tempo, solo nella mente degli oppositori. Il 4 sera il Venezuela si addormenta con la notizia di un peggioramento grave delle condizioni del suo presidente, l’infezione respiratoria che lo aveva colpito già dall’operazione si era acutizzata. All’una di martedì 5 quando Maduro parla al paese si pensa al peggio ma, nonostante i volti visibilmente preoccupati, la comunicazione riguarda l’espulsione dei funzionari dell’ambasciata statunitense accusati di cospirazione. Ma purtroppo la triste notizia è rimandata solo di qualche ora… |
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La Diocesi di Tumaco fa conoscere alla comunità
locale, nazionale, internazionale e alle istituzioni del Governo colombiano
il “Comunicato pubblico 001 del primo di aprile 2013” del Gruppo
armato
“Los Rastrojos – Comandos urbanos nacionales”, in cui dichiarano
“nemici e obiettivi militari permanenti 94 organizzazzioni sociali,
Difensori dei Diritti Umani e del sistema delle Nazioni Unite, e alcune
persone chiamate con il nome proprio. Fra queste organizzazioni nuovamente
minacciate c’è la Pastorale Sociale della Diocesi di Tumaco. |
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Riprendere il cammino della dignità  delegazione comboniana al World Social Forum di Tunisi Oggi il Forum Sociale Mondiale, questo grande cantiere di sogni e progetti per un mondo alternativo, ha chiuso i battenti. Certamente
per i tunisini questo evento è stato un momento straordinario che ha
rafforzato la loro voglia di democrazia vera, di libertà, di giustizia.
Parole che sono state pronunciate mille volte in questa settimana
soprattutto dai giovani entusiasti per questo Forum. La decisione di
celebrarlo a Tunisi è stata indubbiamente una grande scelta politica che
avrà serie ricadute. La situazione però della Tunisia non è così
rosea come potrebbe apparire da questi nostri diari. L’economia è in
difficoltà, la disoccupazione è molto alta, la produzione mineraria
crolla, il turismo vacilla e molti, soprattutto giovani, emigrano.
Altrettanto difficile è la situazione politica, che si intravede dalla
presenza massiccia di polizia antisommossa. Alla vigilia del Forum sono
stati arrestati circa 300 tunisini. Lo scontro poi fra laici e
fondamentalisti è molto forte e la tensione resta alta. Anche la
ricerca di soluzione politica ai problemi è notevole. Interessante le
prese di posizione del partito di opposizione Il Fronte Popolare sulla
questione del debito.. “Se davvero Francia, Germania, Italia - ha detto
Jilani Hammami del FP - hanno simpatia per la Tunisia, che congelino
il pagamento del debito estero per tre o quattro anni, in modo che il
18% del bilancio tunisino, così svincolato, possa essere consacrato alla
creazione di posti di lavoro. Questo del debito è stato uno dei temi
più dibattuti al FSM.
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Risonanze dal Social Forum di Tunisi È ormai tradizione in occasione del Forum Sociale Mondiale: anche le missionarie e i missionari comboniani partecipano, offrono le loro proposte e idee, si incontrano per comprendere i nuovi cammini della missione. Quest'anno il Forum convocato a Tunisi negli stessi giorni della Pasqua ci sembrava una contraddizione: temevamo di perdere l'intensità della settimana santa. Al contrario, sono state scritte per noi pagine di vita nel sapore della Pasqua e del martirio. Abbiamo aperto il nostro incontro in terra maghrebina proprio nel giorno della memoria dei martiri di Tibhirine, monaci che non hanno voluto abbandonare il popolo algerino nei giorni della rivolta fondamentalista del '96. E abbiamo concluso sette giorni di riflessione, articolazioni, definizione di strategie ed impegni pregando nel luogo dove due martiri della prima chiesa cristiana tunisina sono state uccise: Perpetua e Felicita, che consideravano il loro martirio come "il grido di un altro", il Crocefisso. E noi, nell'arena del loro sacrificio, abbiamo rinnovato il nostro impegno assoluto ad essere grido di tante vittime dell'ingiustizia. |
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