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Fedeltà fino alla morte

Veglia GIM PD - MAGGIO 2009

Veglia

Canto:

I Momento: L'amore Cristiano

Cristo non lasciò alcun dubbio su quale debba essere la carta d'identità del cristiano. Disse: “Da questo la gente riconoscerà che siete miei discepoli: dall'amore che avrete gli uni per gli altri...Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi...Tutto ciò che vi comando è di amarvi gli uni gli altri”. L'unico atteggiamento degno del cristiano è quello di Cristo, il quale pensò unicamente agli altri e dette se stesso finchè ebbe una goccia di sangue da dare. Egli disse: “Non c'è amore più grande dell'amore di chi dà la vita per i fratelli”.

Ecco che cosa l'amore ci chiede: dare la vita per gli altri. Solo entrando in questa disponibilità al dono totale troveremo noi stessi, la nostra felicità e la nostra pienezza. E solo allora saremo cristiani autentici.

Nietzsche si chiedeva: “Se i cristiani vogliono che crediamo nel loro Redentore, perchè non appaiono un pochino più redenti?

Ghandi ammirava, rispettava e riconosceva la grandezza della vita del Cristo, ma avvertiva la lontananza tra la sua vita e quella dei cristiani.

Mike Gold, filosofo del comunismo americano, era un ebreo che visse la sua infanzia a New York. Gold racconta che la madre insisteva perchè, quando usciva di casa limitasse le sue passeggiate a quattro strade delle quali gli ricordava sempre il nome. La mamma non poteva dirgli che quelle strade erano le strade del ghetto ebraico. Non poteva dirgli che aveva nelle vene un gruppo sanguigno abominevole. I bambini non capiscono i pregiudizi. I pregiudizi sono veleni che solo lentamente vengono assimilati. Un giorno la curiosità spinse Gold al di là di quelle quattro strade. Un gruppo di ragazzi più grandi s'avvicinò a lui e gli chiese: “Dicci, lattante, sei forse un giudeo?” Rispose: “non lo so”. Era la prima volta che sentiva quella parola. Gli altri, allora, parafrassarono la domanda: “sei un assassino di Cristo?” Di nuovo rispose: “non lo so”. Anche quella parola, era la prima volta che la sentiva. Gli chiesero quindi dove abitava e appena egli lo disse gridarono: “Dunque sei un giudeo, sei un assassino di Cristo! Qui ti trovi in territorio cristiano e noi siamo cristiani! Ora ti diamo una bella lezione perchè tu non esca dal tuo ghetto!!!”

Malmenarono il ragazzino, gli fecero sanguinare la faccia, gli strapparono il vestito e quando lo lasciarono scappare lo inseguirono...A casa, la madre spaventata gli chiese: “che ti è successo, Mike?” Egli potè rispondere soltanto: “non lo so”. “Ma chi ti ha ridotto in questo modo?” Dovette rispondere ancora: “non lo so”.

Allora la madre gli lavò la faccia insanguinata, gli cambiò il vestito, poi si sedette sulla sedia a dondolo, se lo mise sulle ginocchia e lo coccolò per fargli passara la paura. A un certo momento, Mike avvicinò le sue labbra tumefatte all'orecchio della madre e le chiese: “Mamma, chi è Cristo?”

Gold, negli ultimi anni della sua vita andava a mangiare coi barboni, i dissocupati, gli esclusi della società alla mensa gratuita del Catholic Worker, il movimento fondato da Dorothy Day. Una volta Dorothy disse di lui: “Mike Gold mangia ogni giorno alla tavola di Cristo, ma probabilmente non lo accetterà mai a causa della prima volta in cui udì il suo nome”. Infatti, Mike morì senza accettare Cristo.

Per riflettere in silenzio: La tua vita personale (lascia stare la Chiesa-gerarchica), TU, che Cristo annunci?

Canto:

II Momento: Fedeltà fino alla morte

Giovanni 10, 17-18  “Per questo il Padre mi ama: perchè io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poichè ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo”.

Oscar Romero: “il cristianesimo non è un insieme di verità che si devono credere, di leggi da osservare, di proibizioni. Così risulta molto ripugnante! Il cristianesimo è una persona, che mi amò tanto, che chiede con forza il mio amore. Il cristianesimo è Cristo!

Una religione fatta di messe alla domenica  e settimane vissute nell’ingiustizia non piace al Signore.

Una religione di tante preghiere con il cuore pieno di ipocrisie non è cristiana.

Sono stato più volte minacciato di morte. Devo dirle che come cristiano non credo nella morte senza resurrezione: se mi uccidono risorgerò nel popolo Salvadoregno. Lo dico senza alcuna boria, con grande umiltà. Come pastore, sono obbligato, per mandato divino, a dare la vita per quelli che amo, che sono tutti i salvadoregni, inclusi quelli che mi uccideranno”.

Daniele Comboni: “Io ritorno fra voi per non mai più cessare d'essere vostro, e tutto al maggior vostro bene consacrato per sempre. Il giorno e la notte, il sole e la pioggia, mi troveranno egualmente e sempre pronto ai vostri spirituali bisogni: il ricco e il povero, il sano e l'infermo, il giovane e il vecchio, il padrone e il servo avranno sempre eguale accesso al mio cuore. Il vostro bene sarà il mio, e le vostre pene saranno pure le mie.

Io prendo a far causa comune con ognuno di voi, e il più felice de' miei giorni sarà quello, in cui potrò dare la vita per voi. - Non ignoro punto la gravezza del peso che mi indosso, mentre come pastore, maestro e medico delle anime vostre, io dovrò vegliarvi, istruirvi e correggervi: difendere gli oppressi senza nuocere agli oppressori, riprovare l'errore senza avversare gli erranti, gridare allo scandalo e al peccato senza lasciar di compatire i peccatori, cercare i traviati senza blandire al vizio: in una parola essere padre e giudice insieme. Ma io mi vi rassegno, nella speranza, che voi tutti mi aiuterete a portare questo peso con allegrezza e con gioia nel nome di Dio”.

Sr.Teresa Grigolini: “La grande debolezza ci aveva fatto perdere un po' il bene dell'inteletto. In principio della nostra prigionia pregavamo con fervore e la nostra mente era sempre fissa in Dio. Eravamo felici di soffrire per la causa del Regno di Cristo. Sentivamo che il Signore era con noi e il nostro cuore era inondato di pace e di gioia sincera. Poi scese la notte, una notte senza stelle: era l'agonia dello spirito, senza ombra di conforto. Prima una pedata, un sacco di corbacciate, di bastonate erano dolcezze da sopportare: il pensiero di poter testimoniare col sangue il nostro amore a Cristo, desiderio tanto vagheggiato nel periodo della nostra formazione, ci sosteneva e infondeva forza e vigore. L'educazione alla croce rivevuta dal fondatore e il desiderio del martirio che ci sembrava tanto vicino ci animavano a tutto sopportare. Ma la morte tanto attesa non venne e noi eravamo tra gli artigli del Mahdi...Poi, quasi insensibilmente la preghiera rifiorì sulle nostre labbra: unite incominciammo un triduo al Cuore di Gesù chiedendogli che ci salvasse dalle zanne delle belve e ci aiutasse a rimanergli fedeli”.

Annalena Tonelli: “Al tempo del massacro, fui arrestata e portata davanti alla corte marziale...Le autorità, tutti non Somali, tutti cristiani, mi dissero che mi avevano fatto due imboscate a cui ero provvidenzialmente sfuggita, ma che non sarei sfuggita una terza volta...poi uno di loro, un cristiano praticante, mi chiese che cosa mi spingeva ad agire così. Gli risposi che lo facevo per Gesù Cristo che chiede che noi diamo la vita per i nostri amici. L'amore può significare anche accettare di morire per gli altri. Morire è come vivere. Camminare consiste tanto nell'alzare il piede che nel posarlo...la mia vita è per loro... io debbo vivere e morire per loro...potessi io vivere e morire d'amore....”

Silenzio

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Canto finale:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIMANERE FEDELI NELL'AMORE FINO ALLA MORTE 

 

 

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