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Napoli,
31.12.2004
Carissimi,
jambo!
É
buio. È la notte del mondo. "Era notte", è scritto
nel Vangelo di Giovanni per la notte del
tradimento.
É
la notte del fallimento del vertice dei gas-serra a Buenos
Aires, è la
notte
di Falluja, è la notte dei poveri così come appare nei
rapporti 2004
della
FAO, dell'Unicef, dell'ILO.
È
la notte del maremoto del sud est asiatico.
È
la notte della democrazia italiana. È la notte di questa
città, Napoli, che ha visto cadere
quest'anno oltre 130 vittime della camorra. Da questa città,
dai "bassi" della Sanità, uno degli storici quartieri
insieme a quelli Spagnoli e di Forcella,
vi giunge il mio incoraggiamento a resistere e
a darvi da fare perché la luce splenda nelle tenebre. È un
lento entrare il nostro (Fernando ed io)
nelle vene della Sanità, della città, di questo splendido
popolo napoletano che ci accoglie ogni giorno con tanta festa.
È il popolo semplice, umile (questa è
l'altra Napoli!) che ci fa sentire a
casa
nostra.
È
qui che abbiamo vissuto il Natale,
il Natale dei poveri e abbiamo scelto
di
celebrarlo con loro.
Con
i bambini.
Per
loro abbiamo finalmente aperto il Dopo-scuola, una piccola
struttura data in comodato dal comune alla
Parrocchia per questo scopo. Noi utilizziamo
un cucinino e una stanzetta di questo locale dove Fernando ed io
dormiamo. Ogni giorno al pomeriggio i bambini
scatenati rendono questo locale più umano
e gioioso. Bimbi come Ciro, Lino che, invitati come dono di
Natale al Teatro Augusteo, hanno creato "u
burdello" a detta loro. Una quindicina
di ragazzini assistiti da altrettanti volontari. Una realtà
tutta da inventare. Ma è stato per noi un
vero dono di Natale.
Con
i drogati
Vi
sono due comunità per tossicodipendenti alla Sanità: Crescere
Insieme di Rosario Fiorenza e La
Tenda di don AntonioVitiello che molti anni fa ha deciso
che era importante impiantare la loro prima comunità di
recupero proprio alla Sanità ("e
mise la sua tenda in mezzo a noi") Il 22 dicembre ho
celebrato il Natale con questi giovani (una
cinquantina) che raccontavano cosa fosse
il Natale nella loro vita. Momento splendido in cui molti hanno
condiviso il racconto della propria vita. Quanta
sofferenza e solitudine emergevano dalle
loro storie. Osservavo uomini fatti e rotti a tutto, sciogliersi
in lacrime. Mi sembrava di vedere nascere davanti ai miei occhi
quel Bimbo che ci portiamo dentro. Quel Bimbo non
chiede che di nascere. Con che commozione
abbiamo alla fine benedetto e poi spezzato il pane come segno
di profonda comunione. Una comunione che è
diventata eucaristia, quando con questi
ragazzi abbiamo celebrato la messa la sera di Natale.
Il
23 dicembre ho fatto lo stesso con i tossicodipendenti della
Comunità
Crescere
Insieme guidata da Rosario Fiorenza, un uomo straordinario
che ha dedicato la vita a salvare i suoi
fratelli tossicodipendenti dalla droga. Sono
ragazzi che ho frequentato molto quest'anno con momenti
di preghiera, di riflessione. Che
bello sentirli raccontare la loro esperienza di vita.
Vite
spezzate, distrutte.Il tutto è sfociato poi nell'eucaristia
natalizia
animata
dalla chitarra del capo comunità, lo "scugnizzo
buono" Rosario: "per un pezzetto
di pane, per un bicchiere di vino, Dio si è fatto vero cibo e
cammino." cantavano a gran voce i ragazzi
quello che è diventato un pò il loro
inno perché scritto, parole e musica, da Rosario. Dopo la
lettura del Vangelo della nascita di Gesù
(Luca 2), mostro il bambinello che gira tra le mani
di tutti mentre Rosario con voce potente canta "Quanno
nascette ninno a Betlemme." Poi uno
di loro, Pierino, ha voluto davanti a tutti rinnovare le sue
promesse matrimoniali con Gianna: "non sono stato per te un
buon marito, ma ora..." e il figlio,
già grande, scoppia a piangere. È Natale. È
la vita
che sgorga!
Con
i barboni
Un
Natale che culminerà a mezzanotte del 25 dicembre nella
stazione
ferroviaria
centrale di Napoli, piazza Garibaldi spezzando il pane con i
barboni
e i poveri che ci vivono. Ogni lunedì andiamo (soprattutto
Fernando) a trovarli e a portare loro
qualcosa di caldo. La notte di Natale (nonostante
il rifiuto di darci il permesso) ci siamo ritrovati con gli
"amici"
della stazione. Era la prima volta che a Natale vi si celebrava
la
messa
di mezzanotte. Anche qui è stato lo scugnizzo buono, Rosario a
cantarci:
"Quanno nascette ninno."mentre il Bambinello passava
di mano in mano illuminando i volti di
tanti. Annunciamo a tutti il dono di Natale per la
gente della stazione: il Comune di Napoli ha messo (dopo molta
insistenza!)
a disposizione un piccolo appartamento vicino alla stazione che
servirà come primo rifugio per chi è senza
documenti e vuole un riparo. Sarà gestito
da un gruppo di volontari. Abbiamo concluso nel cuore della
notte di Natale cantando "Tu scendi
dalle stelle" che compie duecentocinquanta anni da
quando S. Alfonso Maria de Liguori la compose per i suoi
napoletani.
Natale
dei piccoli, degli scugnizzi, dei poveri, degli emarginati, dei
drogati,
dei malati mentali.abbiamo celebrato l'eucaristia con una
dozzina
di
uomini e donne che vivono in due case famiglia. Sono due realtà
belle
della
Sanità, volute e sostenute dal Dott. Emilio Lupo, segretario
nazionale di Psichiatria, che si è
impegnato a chiudere il manicomio di Napoli e ad aprire
invece nuove e più umane realtà di accoglienza per chi soffre
di patologie psichiatriche. Che bella
quella celebrazione, seduti tutti attorno ad
un tavolo, con i malati mentali. Era la prima volta che si
celebrava con loro. "Ci mancavano
questi momenti di spiritualità" mi ha confessato Titta,
l'Assistente Sociale.
È
questo il Natale dei poveri, degli esclusi e queste celebrazioni
natalizie
ci
spingono ancora di più a darci da fare perché vinca
la Vita (Natale è la
festa
della Vita!).
In
questo periodo ci siamo impegnati molto per
creare la rete, sostenen- do il coordinamento
di tutte le forze presenti alla Sanità (e sono tante!). Scopo
della rete: conoscerci, aiutarci e
sostenerci vicendevolmente ma soprattutto incominciare
a capire che insieme si può avere un peso ben maggiore sui
politici e sulle istituzioni. Soprattutto la
rete dovrà lentamente riprendersi le
Piazze della Sanità ora abbandonate ai motorini, alla droga
e alla camorra. Con la primavera ogni gruppo
offrirà in piazza un dibattito, una
serata di canti o di teatro. È la resistenza culturale
fondamentale per cambiare una società
basata su una cultura camorristica. Una resistenza
culturale che noi sosteniamo con forti
momenti di spiritualità
missionaria vissuti proprio qui alla
Sanità: la seconda domenica di ogni mese è dedicata ai
giovani del GIM
seguendo il Vangelo di Giovanni e la terza domenica è
dedicata ai laici impegnati socialmente seguendo
l'Apocalisse.
Uno
dei nuovi soggetti della rete è Teatron del prof.
Ettore Massarese che sta lavorando per
rendere agibile la Chiesa di S. Maria Maddalena (da anni chiusa!)
perché diventi un centro teatrale dove i giovani della Sanità
possano imparare a recitare, a fare teatro. (I
napoletani sono attori nati! E'
questo il rione dove è nato il grande Totò). Anche questo
nuovo centro verrà aperto per l'Epifania:
altro dono di Natale per il quartiere!
In
un'altra zona della Sanità ancora un gruppo sta sistemando la
Chiesa dell'Immacolata perché serva per rappresentazioni
teatrali e di burattini. In altri locali
di questa Chiesa il prof. Dalisi (artista napoletano) aprirà
una
"scuola" per formare giovani capaci di trasformare
oggetti di ferro e
altri
materiali "scartati" in piccole "opere
d'arte".
È
Natale! È bello sentire questo "pullulare" di
vita (bisognerebbe ricordare anche il
lavoro di Vivi Quartiere e del gruppo di giovani che sotto la
guida di p. Antonio Loffredo, il Parroco,
gestisce le catacombe di S. Gaudioso!) in
questo quartiere-ghetto.
È Natale! È Natale anche in questo impegno quasi sotterraneo
di resistenza contro la privatizzazione dell'acqua. Una resistenza
portata avanti soprattutto dalla Rete
Lillipuziana di Napoli. Il 23 novembre
Ato 2 che include oltre Napoli, altri 138 comuni della regione
Campania, ha votato la privatizzazione
dell'acqua. Non entro qui in tutti i dettagli
e distinguo. Ci siamo ribellati a questo! L'acqua era da
parecchio nell'agenda di Lilliput
che ha fatto uno splendido lavoro, soprattutto il referente
del nodo Salvatore Carnevale e Consiglia Salvio. Con un coraggio
straordinario sostenuti da Rosario Lembo e E.
Molinari (Contratto Mondiale dell'Acqua -
Italia) hanno portato avanti un esemplare resistenza (con il
totale silenzio della stampa. I media napoletani
sono totalmente asserviti agli interessi
finanziari!). Ha funzionato Internet. Ci siamo sentiti traditi
dalle forze politiche. (Bisogna proprio parlare di tradimento!)
È la notte del
tradimento. Raramente l'abbiamo percepito con forza come
quel 18 dicembre di prima mattina quando
mi sono recato ad Acerra dove si erano dati appuntamento
i comitati italiani anti- inceneritori. Mi è bastato vedere e
toccare con mano il degrado ecologico di Acerra
dove il governo ora, in barba alle
prolungate proteste della gente, vuole costruire il Mostro
(così lo chiama il popolo di Acerra), il
più grande inceneritore di Italia. Ho introdotto
quel seminario di studio contro gli inceneritori e dissi che
anch'io di nuovo mi mettevo a digiunare fino a Natale contro
l'inceneritore e contro la privatizzazione
dell'acqua. A mezzogiorno ero a Napoli dove era stato
convocato un incontro fra la Rete e i Partiti di Napoli. Lì si
è capito come è avvenuto il tradimento,
l'inganno e come si è arrivati a quel voto!
Sembrava che tutto dovesse finire in..., invece Pecoraio Scanio,
il leader dei Verdi, venne a portarci
alcune buone notizie. "vengo dal Convegno dei
Verdi. e parlo a nome del Sindaco Iervolino che mi ha
autorizzato a
dirvi
che lei riconvocherà Ato 2 e chiederà un nuovo voto!".
Applausi in
sala.
"Se questo non avverrà - continua Pecoraio Scanio -
prometto come leader dei verdi di fare
ricorso al TAR." Di nuovo applausi. È stato un momento
importante per noi, di speranza, di vita. "Grazie a voi
tutti -
dissi
concludendo - poiché con i pochi mezzi a disposizione, ma
lavorando seriamente abbiamo gia ottenuto
un buon risultato. Continuerò a digiunare fino
a Natale: è il mio contributo alla lotta
per l'acqua! Se noi cediamo offriamo
su un piatto d'argento un pranzo di lusso alla camorra
napoletana.
È
qui che si combatte la camorra!"
È
con questo spirito di impegno, di gioia che abbiamo poi rotto il
digiuno
nel
cuore della notte di Natale. "Non è piuttosto questo il
digiuno che io voglio - dice il profeta
Isaia - sciogliere le catene inique, togliere i legacci
del giogo, rimandare
liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?".
E
nella liturgia eucaristica celebrata con i barboni alla stazione
ho ascoltato con gioia la parola di Isaia
che mi aveva sempre fatto sobbalzare a Korogocho:
"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce,
un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.".
A
tutti Buon Natale, non quello consumistico ma il Natale
quotidiano fatto di impegno perché vinca
la Vita. A tutti un buon anno 2005 in cui possiamo vedere
qualche sprazzo di luce in questa notte del mondo.
Che
la vita vinca.
Alex
e Fernando
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