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Tra Betania e Gerusalemme - La casa, luogo delle relazioni e dell'impegno

convivenza GIM Venegono al Molino delle Asse di Parma

 

Tra Betania e Gerusalemme

La casa, luogo delle relazioni e dell'impegno

Canto iniziale: Beatitudini

   
DO              SOL            LA-
Dove due o tre sono riuniti
         FA
nel mio nome
SOL             DO    FA              SOL
io sarò con loro, pregherò con loro
MI               LA-            
amerò con loro perché il mondo
FA                  SOL
venga a Te, o Padre,
DO                      DO7     FA      FA-
conoscere il tuo amore è avere vita
DO
con Te

Voi che siete luce della terra miei amici
risplendete sempre della vera luce
perché il mondo creda nell'amore
che c'è in voi, o Padre,
consacrali per sempre e diano gloria
 DO          LA7               
a Te

RE         LA          SI-
Ogni beatitudine vi attende
           SOL 
nel mio nome
LA           RE         SOL       LA
se sarete uniti, se sarete pace,
FA#          SI-                          SOL
se sarete puri perché voi vedrete Dio
        LA
che è Padre
RE                   RE7   SOL SOL- RE
in lui la vostra vita gioia piena sarà.

Voi che ora siete miei discepoli
nel mondo
siate testimoni di un amore immenso
date prova di quella speranza
che c'è in voi, coraggio,
vi guiderò per sempre, io rimango
       RE   SI7
con voi.


     MI             SI        DO#        LA
Spirito che animi la Chiesa e la rinnovi
   SI                MI     LA          SI
dandole fortezza, fa' che sia fedele
              SOL#               DO#-
come Cristo che muore e risorge perché
   LA                SI
il regno del Padre
      MI                   MI7
si compia in mezzo a noi
     LA         LA-  MI
e abbiamo vita in lui


L’ultimo tratto della vita terrena di Gesú si sviluppa attraverso una relazione dialettica tra due poli: Betania e Gerusalemme. Betania è lo spazio dell’amicizia, dove uno si sente accolto e amato; Gerusalemme è lo spazio dell’impegno pubblico, con tutto ció che esso implica: fatica, incomprensione, persecuzione, etc. Il profumo che Maria sparge sui piedi del Maestro e riempie la casa di Betania è il profumo dell’amicizia, dell’amore, il profumo degli ideali quando sono condivisi con gli amici. Gesú ha bisogno di andare a Betania: qui a Betania troverá la forza necessaria per andare a Gerusalemme e affrontare la Croce. Non si puó vivere senza Betania, Gesú non poteva vivere senza Betania: una vita senza Betania sarebbe una vita disumana. Ma in realtá Gesú é pienamente umano: “Cosí umano solo Dio poteva esserlo!”, ha detto un famoso teologo sudamericano. Sí, perché l’amore umano, l’amore fraterno, é proprio di Dio. (Fr. Alberto Degan)


Preghiamo con le parole di Jean Vanier:

Separarsi dall'amore
diventare efficienti
obiettivi
una facciata
un muro
delle strutture
la sicurezza
non essere feriti.
Entrare nel mondo dell'amore
è un rischio
lascio trasparire il fondo di me
nelle mie mani
nei miei occhi
nel mio viso
in tutto il mio essere...
divento come una piaga
una piaga aperta per accogliere
una piaga dalla quale devono uscire
fiumi di tenerezza
di dolcezza
ma anche una piaga che può
essere beffeggiata e ferita.
   

Il desiderio di questo amore aumenta
più aumenta
più io divento fragile e vulnerabile
più mi apro agli altri
a Gesù
più ho sete di un amore reale
non l'incontro di due egoismi
non possedere l'altro
non certo un erotismo
ma qualcosa
di molto più vitale
di interiore.
L'appello
l'appello verso qualcosa di vero
una vera comunione
una fusione di due libertà
l'unione a Gesù e in lui al Padre.


Ascolto del brano “Solo le pido a Dios” (Leòn Gieco 1978)

Sólo le pido a Dios
que el dolor no me sea indiferente,
que la reseca muerte no me encuentre
vacío y solo sin haber hecho lo suficiente.

Sólo le pido a Dios
que lo injusto no me sea indiferente,
que no me abofeteen la otra mejilla
después que una garra me arañó esta suerte.

Sólo le pido a Dios
que la guerra no me sea indiferente,
es un monstruo grande y pisa fuerte
toda la pobre inocencia de la gente.

Sólo le pido a Dios
que el engaño no me sea indiferente
si un traidor puede más que unos cuantos,
que esos cuantos no lo olviden fácilmente.

Sólo le pido a Dios
que el futuro no me sea indiferente,
desahuciado está el que tiene que marchar
a vivir una cultura diferente.

Sólo le pido a Dios,
que la guerra no me sea indiferente
es un monstruo grande y pisa fuerte
toda la pobre inocencia de la gente.

Solamente chiedo a Dio
che il dolore non mi sia indifferente
che la morte secca non mi trovi
vuoto e solo, senza aver fatto abbastanza.

Solamente chiedo a Dio,
che l'ingiustizia non mi sia indifferente
che non mi schiaffeggino l'altra guancia
dopo che un artiglio graffiò il mio destino

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente

Solamente chiedo a Dio
che l'inganno non mi sia indifferente
Se un traditore può più che alcuni,
che questi non lo dimentichino facilmente.

Solamente chiedo a Dio
che il futuro non mi sia indifferente
Sfortunato è colui che deve andarsene
a vivere una cultura diversa.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente



Come ha scritto Benedetto XVI, “l’uomo non puó vivere solo dell’amore oblativo, discendente. Non puó sempre e solo dare, deve anche ricevere. Chi vuole dare amore deve a sua volta riceverlo come dono” (“Dio é amore”, n.7). Rinunciare a Betania e all’amore fraterno, dunque, é rinunciare ad essere umani cosí come ci ha creati Dio.
Detto questo, non dobbiamo però andare all’eccesso opposto: se per goderci la nostra Betania rinunciamo poi a Gerusalemme, all’impegno nel mondo, alla fatica e alla gioia dell’annuncio, andremo incontro a un altro tipo di frustrazione, e cadremo nel cosiddetto ‘comodismo’: ci rinchiuderemo nella nostra vita ‘privata’ e comoda, ci incontreremo con alcuni amici e ridurremo al minimo necessario il nostro apostolato, ovviamente decidendo noi stessi in che consiste questo minimo. In questo modo, si potrebbe pensare che avremo una vita felice, ma in realtá cominceremo a sentire dentro di noi una grande sensazione di vuoto, che crescerá giorno dopo giorno e non ci lascerá in pace.
Io penso dunque che, come missionari, ci sentiamo pienamente umani quando abbiamo amici in Betania che nutrono i nostri stessi ideali, che condividono almeno una parte della nostra lotta, e che con il loro affetto e la loro solidarietá ci danno la forza di continuare con passione la nostra missione a Gerusalemme.
É interessante notare che, prima di ascendere al cielo, Gesú sentí il bisogno di andare a Betania:“Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccó da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia” (Lc 24, 50-52). L’ultima missione di Gesú fu quella di immergere i suoi apostoli nel profumo di Betania, perché avessero la forza di tornare con gioia a Gerusalemme. (Fr. Alberto Degan)


...Noi ci Impegniamo...
 
Noi ci impegniamo…
Ci impegniamo noi, e non gli altri;
unicamente noi, e non gli altri;
né chi sta in alto, né chi sta in basso;
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo,
senza pretendere che gli altri si impegnino,
con noi o per conto loro,
con noi o in altro modo.

Ci impegniamo
senza giudicare chi non s’impegna,
senza accusare chi non s’impegna,
senza condannare chi non s’impegna,
senza cercare perché non s’impegna.

Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi mutiamo,
si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
La primavera incomincia con il primo fiore,
la notte con la prima stella,
il fiume con la prima goccia d’acqua
l’amore col primo pegno.

Ci impegniamo
perché noi crediamo nell’amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta
a impegnarci perpetuamente.
                                                                              Don Primo Mazzolari

 

Dalla Lettera ai Colossesi (3, 12 – 17)

12 Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; 13 sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
14 Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. 15 E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
16 La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. 17 E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

Canto finale: Mani

Vorrei che le parole mutassero in preghiera
e rivederti o Padre che dipingevi il cielo.
Sapessi quante volte, guardando questo mondo,
vorrei che Tu tornassi a ritoccarne il cuore.

Vorrei che le mie mani avessero la forza
per sostenere chi non può camminare.
Vorrei che questo cuore, che esplode in sentimenti,
diventasse culla per chi non ha più madre.

Mani, prendi queste mie mani, fanne vita fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.
Cuore, prendi questo mio cuore, fa che si spalanchi al mondo,
germogliando per quegli occhi che non sanno pianger più.

Sei Tu lo spazio che desidero da sempre,
so che mi stringerai e mi terrai la mano.
Fa' che le mie strade si perdano nel buio
ed io cammini dove cammineresti Tu.

Tu soffio della vita prendi la mia giovinezza
con le contraddizioni e le falsità.
Strumento fa' che sia per annunciare il Regno
a chi per queste vie Tu chiami beati.

Mani, prendi queste mie mani, fanne vita fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.
Cuore, prendi questo mio cuore, fa che si spalanchi al mondo,
germogliando per quegli occhi che non sanno pianger più.

Noi giovani di un mondo che cancella i sentimenti
e  inscatola le forze nell’asfalto di città.
Siamo stanchi di guardare, siamo stanchi di gridare
ci hai chiamati, siamo tuoi: cammineremo insieme.

Mani, prendi questi nostre mani, fanne vita fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.
Cuore, prendi questi nostri cuori, fa che siano testimoni
che Tu chiami ogni  uomo a fare festa con Dio.


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