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2 GIM Padova: Vocazione: chiamati ad essere

ottobre 2004

VOCAZIONE: CHIAMATI AD ESSERE

2° Gim Padova - ottobre 2004

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Catechesi

Teologia della Missione

Sfide per crescere


 

 

Canto d’inizio


Preghiamo:

“Noi non comprendiamo più nulla, noi non sappiamo cosa ci giovi e ci salvi; abbiamo perso perfino la nozione di bene e di male, di quanto può essere utile alla nostra pace e alla nostra salute. Donaci la grazia di tornare ad essere disposti e docili al tuo disegno e la ragione finalmente sia placata, soddisfatta da questa infallibile certezza che Tu, e Tu soltanto, sai quanto ci conviene per non fallire nella nostra irripetibile e singolare esistenza. Non è passività la nostra e nemmeno quietismo: è la riduzione attiva di tutto il nostro essere alla tua azione; e queste parole del tuo Figlio e salvatore nostro ci rendano concreti ed efficienti, diano esse senso e figura alla nostra stessa disponibilità di creature libere.” (p. David Maria Turoldo, dal libro Pregare)


Acclamazione alla Parola.


Dal libro del profeta Geremia

Mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni».

Risposi: «Ahimè, Signore Dio, ecco, io non so parlare, perchè sono giovane».

Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma va’ da coloro a cui ti manderò. Non temerli, perchè io sono con te per proteggerti».

Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: «Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.

Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».


Testimonianza


Suor Wiborada Duft, missionaria europea nel Transkei, Sudafrica nella seconda metà degli anni settanta, si trova sotto il “fuoco incrociato” dei bianchi e dei neri nella lotta di questi ultimi contro l’apartheid.



Anche se già esisteva la segregazione e la discriminazione razziale, il governo imposto dalla minoranza europea (di razza bianca) adottò la discriminazione come propria politica ufficiale solo nel 1948.

A partire da quella data furono approvate leggi che controllavano ogni aspetto della vita. Era proibito sposarsi con una persona di razza diversa dalla propria, scegliere dove abitare, viaggiare dove si desiderava.

Ai bianchi, il 14% della popolazione, fu assegnato l'87% della terra - la parte migliore e più fertile. Essi godevano di un livello di vita fra i più alti nel mondo, perché il Sudafrica è un paese ricco di miniere d'oro e di diamanti, e i Neri (i non-bianchi) erano costretti a servire i bianchi.

Dobbiamo fare memoria del massacro di Sharpeville del 1960, in cui vengono uccisi 56 africani:

Il sole invernale si è appena alzato dietro le montagne spoglie. La nostra residenza missionaria è deserta, immersa in un silenzio inquietante. Gli alunni della scuola secondaria sono in vacanza presso le loro famiglie a Soweto, Guguleto, Uitenhagen, Langa, nelle periferie semidistrutte delle grandi città. Perchè i missionari tengono duro e non vanno a respirare arie più sane nei loro paesi d’origine? In tempi di decisioni radicali, noi ci sentiamo tutti solidali con loro, nonostante il crescente astio verso la gente dalla pelle bianca. Possiamo noi rifugiarci in un’esistenza più sicura, anche se per aver scelto coscientemente il Vangelo, siamo tacciati di follia o di sovversione? La situazione è grave.

Le nostre suore sono spesso costrette a difendersi dalle grandinate di sassi o dai gas lacrimogeni. Oggi non possiamo più permettere che ci identifichino con i colonizzatori del passato o con l’attuale governo minoritario dei bianchi. Un giorno un giovanotto nero mi ha obiettato durante la lezione di religione:” sorella, io non riesco più a pregare un Dio il cui Figlio si è fatto uomo con la pelle bianca”. Sono più che convinta che Dio non vuole più le nostre grandi opere del passato, ma la nostra disponibilità al servizio, la nostra solidarietà con la gente di tutte le razze.

A questa povera gente che vive nei villaggi distrutti noi dobbiamo offrire, oggi, la gioia e la speranza della Pasqua.

La nostra vita quotidiana si fa sempre più difficile, ma ora noi ci sentiamo più libere per l’unica cosa necessaria: una vita cristianamente vissuta e l’annuncio della Buona Notizia”.


Silenzio e condivisione

Spunti per la riflessione:

  1. Geremia sperimenta l’amore e la grazia di Dio, che lo raggiungono prima ancora della nascita e gli propongono la via che è chiamato a seguire.

Ti accorgi e sai accogliere questo amore profondo e gratuito?

  1. Davanti alla chiamata di Dio, Geremia mostra paura, poiché si sente inadeguato. Dio però lo rassicura: “Io sarò con te”.

Ti fidi di un Dio che ha un sogno grande per te, che trasforma le tue difficoltà, paure e resistenze?

  1. P. Turoldo e sr. Wiborada interpretano l’affidamento alla volontà-progetto di Dio come espressione della loro piena libertà.

Tu che libertà cerchi?

Quanto sei disposto a condividerla?


Preghiera

 

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.

Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poichè:

Sì è: Dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Amen.

(S. Francesco d'Assisi)

Canto finale


 

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