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Puó un profumo smuovere le pietre?

Pasqua 2009 ad Açailândia, Brasile

Puó un profumo smuovere le pietre?
Pasqua 2009 ad Açailândia, Brasile

Era una pietra molto grande”. Le donne volevano tornare a vedere Gesú, per lo meno il suo corpo, e ricordare di lui, di tutto quello che si era sognato insieme.
Era una pietra molto grande, e loro avevano solo... un po' di profumo. Il profumo non smuove le pietre.
Chi toglierá per noi la pietra dal sepolcro?”: erano rimaste la notte intera con questa domanda in testa. Anche oggi la stessa domanda martellante si impone dentro di noi e nelle nostre comunitá, durante molte notti.

Le pietre da rotolare per noi sono numerose:
- la corruzione di chi ha comprato il potere e ora vende i suoi favori;
- la sensazione di essere la discarica industriale delle grandi imprese dalla faccia pulita (nel nord del mondo) e dai piedi sozzi che calpestano i poveri;
- l'alcol e la violenza sessuale (anche contro bambini e adolescenti), specchio di un vuoto di valori e prospettive: invece di svuotare i sepolcri, si stanno svuotando i nostri sogni.
Chi toglierá per noi queste pietre? Graças a Deus, tre donne non si sono fermate alla domanda e hanno accettato la sfida: andarci lo stesso a quella pietra, 'armate' solo dei loro profumi.

Quali sono i nostri profumi? Vorrei che sentiste il profumo dei 60 gruppi di preghiera nelle case, che per cinque settimane si sono riuniti per leggere e capire insieme la Bibbia e la realtá.
Il profumo di celebrazioni in cui la nostra gente tocca con mano la resurrezione, cantando la vita, raccontando le loro storie, stringendosi le mani. É poco, lo so, ma il profumo si usa in piccole dosi.
La fragranza di alcuni giovani che si stanno appassionando per la stessa causa che difendiamo noi, e li sentiamo un po' figli, un po' fratelli minori...

Per la loro fede e ostinazione, le donne sono state ascoltate e la pietra era rotolata via, in quella mattina di un giorno nuovo, primo giorno di una nuova storia.
C'era peró da varcare quella soglia: non é sufficiente smuovere le pietre, se non abbiamo anche noi il coraggio di entrare nel sepolcro, assumere il conflitto, guardare in faccia le forze di morte che minacciano la nostra gente... e anche stare dentro alle contraddizioni pur non vedendo soluzioni o cambiamenti immediati. A volte, per una pietra che si smuove, sembra che se ne ammucchino altre dieci: ci vuole il coraggio di entrare e stare nel sepolcro, prima di riuscire a vedere la resurrezione.

Cosí viviamo oggi, nella pre-Amazzonia ricca di violenza e di potenzialitá: un piede nel sepolcro, l'altro giá in corsa per dire a tutti della vita che non muore.
Buona Pasqua!

pe. Dàrio

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