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Nel silenzio del deserto

sr. Expedita, 2 maggio 2009

Gerusalemme 2 Maggio 2009

Carissimi-e,
               Eccomi a voi dopo il mio ritorno dal deserto del Sinai! Sono tornata fisicamente ieri sera ma io sento di essere ancora là...

Avevo concluso la mia ultima lettera dicendovi della mia prossima visita a Kubeiba, il 4º Emmaus. Anche questa è stata una bella esperienza di conoscenza della terra andandoci a piedi e vivendo in un certo modo l'esperienza dei due discepoli...
La settimana dopo siamo stati a visitare i ruderi della fortezza di MASSADA, del villaggio di QUMRÀN e del MARE MORTO. Tutto molto bello ma nessun paragone con l'esperienza del deserto e del SINAI, sulla quale oggi mi voglio soffermare a lungo.

Il 24 Aprile pomeriggio abbiamo avuto un momento prolungato di preparazione a questo pellegrinaggio così importante nel nostro percorso. Un po' come facciamo noi dell'equipe gim con voi prima dei campi di lavoro: le cose pratiche e il senso di questa esperienza.
Siamo stati invitati ad andare leggeri di equipaggio, puntando all'essenzialità e a ciò che è veramente necessario per il deserto... Ci è stato detto di:
    * Rispettare il potere del deserto: bere in abbondanza, mangiare leggero, proteggerci del sole con un cappello, riposare ogni tanto, viaggiare leggeri e non mettere le mani sotto le pietre o nei buchi dove abitano gli scorpioni e i serpenti...
    * Rispettare il silenzio del deserto: diventare consapevoli che la nostra voglia di parlare è a volte un modo di fuggire. Mettere in pratica la “dieta del parlare” (per esempio: per mezz'ora parlare soltanto quando ti viene chiesto qualcosa...) e dopo ASCOLTARE, ASCOLTARE, ASCOLTARE.
    * Rispettare la legge del deserto: pensa agli altri: tendi la tua mano a chi nel gruppo ne ha bisogno. Sii onesto e non fare ciò che è oltre le tue possibilità. Quando prendi una decisione rimani fedele a questa. Prendi consapevolezza della tua ansietà e permettile di diventare “meraviglia”, “stupore”. Accetta i tuoi limiti; sii pronto a ritirarti con gratitudine e non con rabbia o frustrazione.
   * Vestiti: appropriati per il caldo e il sole del giorno e per il freddo della notte. Buone scarpe per camminare speditamente e comodamente.
   * Rispetta il deserto: lascialo come lo trovi o meglio, se è possibile (non aggiungere graffiti moderni alle rocce, non lasciare spazzatura e quando vai alla toilette brucia la carta usata...)

Questo pellegrinaggio nel deserto è un'opportunità per essere in comunione con l'esperienza biblica di “liberazione e incontro”. Non è importante quanto noi rimaniamo nel deserto, ma il come. È un tempo per approfondire la nostra fede, calmare il nostro spirito e ascoltare il Signore.
Biblicamente parlando il deserto è il luogo dove a noi viene data la possibilità di conoscere veramente le nostre capacità e i nostri limiti e accettarli nella grazia.


 Siamo partiti il 27 mattina presto verso le ore 6:00 verso la strada del Mare Morto –Arava- la valle di Arabah e Eila. Alle ore 12 arrivammo a Taba, frontiera con l'Egitto. Lì abbiamo lasciato il nostro autobus e a piedi abbiamo attraversato la linea di separazione... questo l'abbiamo fatto in 3 ore!!! Questo perché i controlli sono tanti e parecchi da ambe due i paesi, e anche perché alcuni dei nostri compagni vengono da paesi che hanno una relazione diplomatica conflittuale con l'Egitto o con Israele. È lì che è iniziato il deserto per me in questa lunga attesa nel golfo di Aqaba, con un panorama bellissimo tra il suo mare e le montagne aride e maestose, ma dove allo stesso tempo mi sono sentita riempire di una grande gioia perché consapevole di essere nuovamente in “ Africa”!!! Mi sono sentita a casa mia e ho ringraziato il Signore per questo grande dono.
Devo dire che in una delle fermate lungo il viaggio ho incontrato due sudanesi (SHOL e JOHN), della tribù denka che lavorano in un autogrill. John mi ha detto che la comunità sudanese a ARAT è molto numerosa e che da poco sono riusciti a trovare un sacerdote che celebri per loro l'Eucaristia, ma che hanno bisogno di suore che possano aiutarli per i sacramenti e per la loro formazione cristiana... Certamente ho dato a John l'indirizzo della nostra comunità di Betania nella speranza che le nostre sorelle possano offrire un po' di sostegno a questi nostri fratelli e sorelle del Sudan.

Alle ore 15:00 siamo saliti sull'altro pullman e ci siamo diretti verso il deserto di Ein Hudra. Lì abbiamo iniziato la nostra Eucaristia con la liturgia della Parola:

Es. 2, 11-22; Lc 4, 23-30; Ct 1, 6-7: RIFIUTO... Circondati dalla sabbia e da bellissime montagne e colline di roccia sabbiosa (non sono sicura come vengono chiamate in italiano questo tipo di montagne) siamo rimasti nel silenzio per quasi un'ora lasciando spazio a questa Sua Parola dentro di noi... Quando sono stata o mi sono sentita rifiutata? Come l'ho vissuto?
Poi abbiamo continuato il nostro viaggio verso il monastero di S. Caterina, che si trova ai piedi della montagna che la tradizione cristiana considera essere quella del SINAI.

Una volta arrivati al Monastero ci siamo sistemati e preparati per la seconda parte della nostra liturgia... Essendo un monastero ortodosso non possiamo celebrare l'Eucaristia nella loro chiesa per cui l'abbiamo celebrato all'aperto circondati da due file di montagne bellissime e abbastanza alte, di formazione granitica questa volta.
Il silenzio si è fatto sentire dopo che il sole è scomparso e i pellegrini che scendevano dal Sinai si sono allontanati dal monastero.... Il cielo mi ha fatto ricordare quello del Sudan, dove tutto è un tappetto di stelle, una più bella dell'altra.
Sono andata a letto con un senso molto forte di lode e gratitudine a Lui per avermi concesso di essere arrivata fin lì, cosa che fino a qualche mese fa non mi sembrava cosa  così facile e possibile.

Abbiamo iniziato la nuova giornata con l'Eucaristia, guidati dalla Sua Parola :

Es.33, 18-23; Ct. 2, 14; Lc. 4, 42-43: RIFUGIO... Cosa è “rifugio” per me? Questa è stata preparata dal mio gruppo e a me ha colpito ciò che uno dei miei compagni ha condiviso sulla prima lettura. Nella tradizione rabbinica uno dei rabbini spiega questa parola dicendo che Mosè rimanendo dietro di Dio ha potuto guardare il mondo dalla spalla di Dio... secondo lo sguardo di Dio stesso... secondo il cuore di Dio stesso.
Raphael, la nostra guida in questo giorno, ci ha detto che la traduzione della prima parte del salmo 62 è molto diversa dal suo originale in ebraico ... essendo la sua traduzione: solo quando la mia anima va verso Dio è (diventa?) SILENZIO (non silenziosa!)... Questa traduzione mi ha molto colpita e guidata durante la mattinata e anche fino a sera. Il mio desiderio di conoscere l'ebraico aumenta giorno dopo giorno. Non per aumentare le mie conoscenze o per altri motivi. Soltanto per assaporare , gustare di più la Parola di Dio.
In questa Eucaristia ho ricordato in modo particolare tutti i-le giovani che ho incontrato e accompagnato fino ad oggi in Italia e Sudan...

In mattinata abbiamo visitato la chiesa del monastero piena di bellissime icone rappresentando tutta l'esperienza del cammino di fede di Mosè e del popolo ebreo. È degna di essere visitata e contemplata con calma, in preghiera, ascolto.
Abbiamo visto il pozzo che la tradizione cristiana chiama il “pozzo di Mosè” (meglio di Zippora, sua moglie, perché era lei che abitava lì e usava quel pozzo!) e il roveto ardente, custodito dai monaci con tanto amore. Dopo siamo stati accompagnati a visitare il museo delle icone.... è meraviglioso... sarei rimasta lì per ore, sopratutto davanti alla famosa icona di Gesù Pantocrator, che è la più antica icona di Gesù... e che parla così intensamente.... Non potrò mai dimenticare questo mio incontro con Lui attraverso questa icona. Ve ne porto una copia, anche se penso che molti di voi la conoscete.

Dopo questa visita ognuno di noi si è ritirato nel suo deserto per quasi 2 ore e ci siamo reincontrati per il pranzo. Qui un'altra Parola mi ha fatto compagnia:

1Re 19, 9-15: Cosa fai qui Expedita? Vai... torna sulla stessa strada verso il deserto di Damasco... Dopo il pranzo mi sono allontanata ancora e sono andata sul sentiero che porta al Monte Sinai, ma dovendo tornare per la condivisione sulla Parola con il mio angelo custode (ognuno di noi ha un angelo custode e allo stesso tempo siamo l'angelo custode del nostro angelo!) non ho potuto allontanarmi troppo.

Dopo la condivisione ci hanno permesso di entrare in chiesa durante la preghiera dei monaci... certamente non ho capito niente, ma aiutata dai loro canti ho continuato a pregare, sopratutto preghiera di lode e di intercessione per voi tutti-e.
Dopo cena siamo andati subito a dormire giacché la levata sarebbe stata un po' prestino: ore 2:15!!! In 26 di noi hanno fatto la salita sul cammello fino alla valle di Elia mentre 6 di noi (le due guide + 4 di noi) l'abbiamo fatta a piedi.

Il giorno 29, giorno di S.Caterina di Siena, e non la patrona di questo monastero, che era nativa di Alessandria di Egitto, alle ore 2:30 abbiamo ascoltato la Parola che ci avrebbe guidato e illuminato durante la giornata:

Es 34, 29-35; Ct 5, 10-16;Lc 9, 28-36 : LUMINOSITÀ (SPLENDORE?)... Qual è la mia esperienza sulla Gloria di Dio? Bisognava cercare il cammello e cammelliere e mettersi d'accordo sul prezzo... tutta un'avventura! La prima mia sorpresa è stata il vedere tantissimi pellegrini già sulla salita , altri che arrivavano, altri che salivano sui cammelli.... credo di non esagerare se dico che quella notte eravamo circa 500 persone in pellegrinaggio verso la cima del SINAI! E pensare che io avevo immaginato questa salita quasi nella solitudine (sapevo che quasi tutto il mio gruppo l'avrebbe fatto sui cammelli) e nel silenzio...!!! Il Signore continuava a sorprendermi! Tutta la montagna era una strada di piccole luci (le pile), di rumori di passi, sussurri, parole e lamenti o linguaggio dei cammelli... Siamo partiti dopo le ore 3:00 e siamo arrivati alla valle di Elia dopo le 5:00. Lungo il sentiero ho sentito tutte le lingue possibile, ho incontrato gente di tutte le età (anche bambini e quasi anziani!), persone abili diversamente.... ognuna camminava secondo il suo passo e possibilità e le fermate per il riposo erano molto personali e per niente prefissate. 
La salita è stata meno difficile di quello che avevo pensato, ma invece ho fatto fatica a pregare in mezzo a tanta gente e cammelli... Dovendo stare attenti alla strada (piena di pietre, gradini e cacca dei cammelli!) e a rimanere vicino agli altri del gruppo, non potevo contemplare il cielo come avrei desiderato e neanche concentrarmi tanto, ma la preghiera del rosario mi è stata di molto aiuto. Quasi verso la fine mi sono trovata in ginocchio (senza capire il come!) per terra e immediatamente aiutata a rimettermi in piedi da due giovani molto sorridenti e belli... i quali sono subito scomparsi nel sentiero e tra la gente.
Una volta arrivati alla valle di Elia ci siamo seduti a aspettare l'uscita del sole: uno spettacolo meraviglioso! Dopo abbiamo celebrato l'Eucaristia lì stesso tutti seduti sulla roccia e come altare la roccia stessa.
Dopo una colazione leggera ci siamo messi in cammino verso l'ultima parte della nostra salita per raggiungere la cima del Monte Sinai (2288m?)... Essendo questa parte più difficile ci è stato più facile fare silenzio dentro di noi e attorno a noi. Anche qui abbiamo incontrato persone di ogni età, razza e lingua. Alcuni di noi (6) sono tornati indietro perché non in condizioni di fare quella salita.
Una volta che siamo arrivati sulla cima e ci siamo riposati un po', abbiamo acceso il fuoco, buttato dentro dell'incenso e abbiamo pregato con la preghiera di S. Francesco e di un rabbino. Anche qui potevo sentire forte la Sua presenza.... Quasi dietro e un po' in disparte si trova il Monte di S. Caterina che è un po' più alto di quello di Mosè.
Il panorama dall'alto è qualcosa difficile da descrivere. Per capirlo è necessario venire e viverlo...

Io sono stata una delle ultime a scendere (sempre l'ultima accompagnata da una delle nostre guide; ci aspettavano e rispettavano i nostri tempi ma mai lasciati da soli sulla montagna o nel deserto!) e sono arrivata al monastero in tempo per fare la doccia e andare a pranzo a mezzogiorno. Dopo il pranzo siamo partiti subito per il deserto di Terrain. Arrivati ad un certo punto abbiamo lasciato il pullman e siamo saliti nelle jeep per andare dentro nel deserto vero e proprio, lontani dalle strade asfaltate e dalla modernità. Li avremo passato il pomeriggio, notte e mattinata e pomeriggio del giorno dopo. Non so se qualcuno di voi abbia mai visto montagne cosi alte formate da sabbia indurita dal passare dei secoli... e in alcune zone mischiate con qualche strato di roccia di granito.... Un altro spettacolo donatoci da Dio gratuitamente...

Una volta arrivati abbiamo diviso il territorio in: zona dormitori, zona cucina (hanno cucinato i beduini per noi), zona toilette e spazio libero per la preghiera... Regola del deserto è non lasciare mai tempi troppo lunghi senza avere confermato che le persone del gruppo sono tutte tornate e che nessuno si è perso o fatto del male, per cui dopo due ore ritrovo e dinamica per verificare se tutti eravamo presenti... all'appello mancava il mio angelo custode, che è una persona molto semplice ma che non sempre capisce bene ciò che ci viene chiesto... Panico perché non rispondeva da nessuna parte ma dopo 15 minuti lo vediamo apparire tranquillo e beato! Ritorno alla preghiera, silenzio e solitudine fino alle ore 19:30 per la cena attorno al fuoco... Dopo cena Musa (Mosè), una delle nostre guide, ci parla dei beduini e della loro cultura e tradizioni. Ancora sono in tanti quelli che vivono tradizionalmente nel loro mondo. Come avrete potuto immaginare dopo avere avuto la sveglia alle ore 2:00 del mattino e dopo una giornata simile, di grande sforzo fisico eravamo più morti che vivi, anche se tutti molto entusiasti e avvolti nella Sua presenza... Alle ore 22:00 eravamo già a letto (sacco a pelo e come materassi la sabbia stessa...)... In principio le stelle non erano molto visibili giacché la luna era forte, ma dopo mezzanotte e nei momenti in cui mi giravo e svegliavo guardavo e mi godevo di quel cielo così bello e così pieno di stelle, come la discendenza promessa da Dio a Abramo... Assieme a tutta questa bellezza naturale se n'è aggiunta un'altra meno desiderata ma che ha avuto anche il suo fascino: il concerto formato da chi russava con melodie diverse e a cori alterni!!!) Più di uno tra gli uomini sono scappati lontani perché non riuscivano a dormire con la musica!

Al mattino abbiamo avuto l'Eucaristia alle ore 6:30 appena dopo l'uscita del sole... La Parola che ci è stata donata:

Nm 20,1-13; Ct 5,2-4; Lc 22, 39-46: RESISTENZA... Qual è la mia esperienza?
Subito dopo la colazione ci siamo messi in cammino verso una delle valli del deserto per arrivare lì dove ci sono alcuni graffiti del tempo dei Nabbatei. Era una di quelle tribù di mercanti e quelli della famosa città di Petra... Durante il cammino abbiamo contemplato le montagne di roccia di sabbia e le sue diverse e bellissime forme, aperte alla nostra immaginazione per vedere in loro mille possibilità di immagini... Abbiamo visto il graffito del cammello, che indicava ai mercanti e ai pellegrini (cristiani e musulmani) la strada dei cammelli, quella da seguire per nor perdersi nel deserto... Abbiamo parlato del significato della parola miracolo nelle nostre culture e nella nostra vita... per concludere che tutto è un miracolo di Dio... la stessa parola ci dice: MIRA... guarda, contempla, percepisci le meraviglie di Dio... questo percorso nel deserto l'abbiamo vissuto nel silenzio quasi spontaneamente davanti al mistero che respiravamo nel miracolo della creazione di Dio, dove la SUA PRESENZA si poteva sentire intensamente.
Abbiamo raggiunto la valle dove si può vedere facilmente come la roccia di sabbia assorbe l'acqua come se fosse una spugna e lì dove è attraversata da uno strato di granito, l'acqua si fa strada per uscire e irrigare il deserto, dando luogo alle OASI... basta colpire la roccia di sabbia lì dove ce l'incontro con la roccia di granito e l'acqua esce, lasciando dietro il sale... Anche questo si può capire soltanto vedendolo con i propri occhi...

Lì proprio in quel posto abbiamo ascoltato questa Parola:

Es 17, 1-7 e Nm 20, 1-13. Raphael l'ha spezzata per noi e dopo siamo tornati alla preghiera personale nel silenzio per quasi un'altra ora e fino all'ora del pranzo. I beduini ci avevano raggiunto con le Jeep e ci avevano preparato il pranzo. È stato un pranzo bellissimo e che ancora mi ha fatto ricordare il Sudan e la sua gente, la mia gente.  Dopo ci hanno riportato con le jeep all'albergo sul mare dove abbiamo passato la nostra ultima notte nella Penisola del Sinai, nel villaggio di Nuweiba. Il mare così azzurro e pulito invitava al bagno ma sentivo dentro di me il bisogno di continuare nel silenzio e solitudine per cui sono rimasta nella mia stanza fino allora di cena. Dopo cena ho passeggiato sulla sabbia e dopo mi sono ritirata di nuovo nel silenzio prima di mettermi a letto.

Al mattino abbiamo iniziato alle ore 7:00 con l'Eucaristia. Questa è stata preparata da due coreani, un indiano e un filippino... e tutti abbiamo potuto percepire e vivere la ricchezza che ci viene dell'Oriente... È stata una celebrazione dove hanno presentato i simboli dei 4 giorni: SABBIA, ROCCIA, FIORI E ACQUA... con tre movimenti circolari chiedendo la benedizione: di ognuno di noi (il tu), dell'Umanità e della creazione tutta... Alla fine con la stessa modalità hanno benedetto le nostre due guide come segno di gratitudine...
La Parola che ci ha illuminati e guidati:

Dt 34,1-8; Ct 8,5-7; Gv 16, 16-22: RITORNO.
Abbiamo lasciato Nuweiba alle ore 10:00 e siamo arrivati a Gerusalemme alle ore 18:00.
Il viaggio di ritorno lo ho vissuto quasi tutto nel silenzio perché ne sentivo bisogno, come lo sento ancora adesso. Il deserto mi attira fortemente e come dicevo all'inizio mi sembra di essere ancora là... oggi sono stata quasi sempre da sola nella mia stanza o nella Basilica della Risurrezione, dove la confusione della gente è tanta e dove bisogna avere molta fede e l'aiuto di Dio per pregare. Possibilmente adesso lo sento di più venendo dal silenzio del deserto.

Sento che in questi giorni Dio è stato molto ma molto generoso con me in tutti i sensi e il mio cuore è pieno di gratitudine e desiderio forte di continuare nella Sua Presenza e Volontà ogni giorno della mia vita. Credo che potrei riassumere questi giorni dicendo che è stata un'esperienza intensa e profonda di sentirmi ABITATA e AVVOLTA nella SUA PRESENZA.

Osea 2 ,14 dice: “... la porterò nel deserto e lì parlerò al suo cuore con tenerezza...”
Posso dire che Lui l'ha fatto e in modo forte. Vi auguro di poter anche voi accettare il suo invito di “cercarlo nel silenzio", nella solitudine nella vostra quotidianità… e di ASCOLTARLO semplicemente... il resto lo fa tutto Lui...

Con tanto affetto.
Expedita

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