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GIM Venegono: Uccisi perchè testimoni del Risorto

marzo 2006

UCCISI PERCHE' TESTIMONI

DEL RISORTO

Eppure la vita ha senso solo se si ama. Nulla ha senso al di fuori dell’amore. La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra: ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell’uomo, la sua perversità, la sua crudeltà, la sua iniquità. E ne sono uscita con una convinzione incrollabile che ciò che conta è solo amare. Se anche DIO non ci fosse, solo l’amore ha senso, solo l’amore libera l’uomo da tutto ciò che lo rende schiavo, in particolare solo l’amore fa respirare, crescere, fiorire; solo l’amore fa sì che noi non abbiamo più paura di nulla, che noi ci porgiamo la guancia ancora non ferita allo scherno e alla battitura di chi ci colpisce perché non sa quello che fa, che noi rischiamo la vita per i nostri amici, che tutto crediamo, tutto sopportiamo, tutto speriamo…

Ed è allora che la nostra vita diventa degna di essere vissuta..

Ed è allora che la nostra vita diventa bellezza, grazia, benedizione.

Ed è allora che la nostra vita diventa felicità anche nella sofferenza, perché noi viviamo nella nostra carne la bellezza del vivere e del morire.

Sento fortemente che tutti siamo chiamati all’amore, dunque alla santità…

Annalena Tonelli

·        Canto d’inizio: Il disegno

 

Molti cristiani, già alle origini della Chiesa, testimonieranno la loro fede con l’effusione del sangue. Ai primi martiri ne seguiranno altri nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Come non riconoscere che anche in questo nostro tempo, in varie parti del mondo, professare la fede cristiana richiede l’eroismo dei martiri? Come non dire poi che dappertutto, anche là dove non vi è persecuzione, vivere con coerenza il Vangelo comporta un alto prezzo da pagare ?

(Papa Benedetto XVI, Angelus 26 dicembre 2005)

 

·        Salmo - Canto: Canto della tenerezza

 

I MARTIRI DEL 2005

 

Come di consueto alla fine dell’anno l’Agenzia Fides pubblica l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel 2005. Secondo le informazioni in nostro possesso, quest’anno sono stati uccisi 27 tra Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, quasi il doppio rispetto al 2004. Come sempre negli ultimi tempi, il conteggio non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di apostolato. Alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, spesso vittime – almeno in apparenza - di aggressioni, rapine e furti perpetrati in contesti sociali di particolare violenza, degrado umano e povertà, che cercavano di alleviare con la loro presenza e la loro opera.

 

Donne martiri nel 2005

 

·        Suor Dorothy Stang, 73 anni, nata negli Stati Uniti d’America e naturalizzata brasiliana, della Congregazione di Notre Dame, è stata uccisa la mattina del 12 febbraio 2005 con sei colpi sparati a bruciapelo in una località a 40 km dal comune di Anapu, nella regione occidentale dello stato del Parà (Brasile). Da più di vent’anni la religiosa era impegnata nella Commissione Pastorale della terra (CPT), accompagnando con fermezza e passione la vita dei lavoratori dei campi, specie nella regione Transamazzonica dello Stato del Parà. A causa della sua denuncia dell’azione violenta dei “fazendeiros e grileiros”, suor Dorothy sin dal 1999 aveva ricevuto minacce di morte. Anche la settimana prima di essere uccisa, il 9 febbraio, aveva presentato una denuncia pubblica per le minacce di morte ricevute. Come riconoscimento per il suo lavoro in favore dei più poveri, aveva ricevuto nel 2004 il titolo di “cittadina di Parà” e, sempre nel 2004, gli era stato assegnato il premio “José Carlos Castro” dell’Ordine degli Avvocati del Brasile, per il suo impegno in difesa dei diritti umani. (vedi Fides 15/2/2005)

 

·        Suor Margarita Vásquez Sandino, 87 anni, delle suore del Buon Pastore, è stata uccisa a Medellin (Colombia) mentre si trovava ad accudire un familiare infermo, l’11 novembre 2005. Un giovane che era in contatto con le suore per alcuni lavori di pittura, è entrato nell’abitazione probabilmente per rubare. C’è stata quindi una colluttazione con la religiosa a causa della quale la suora è morta. Suor Margarita guidava una Campagna natalizia per consegnare regali di Natale ai bambini rimasti feriti dalle mine antipersone.

 

·        Suor Margaret Branchen, 74 anni, religiosa svizzera della Compagnia di Sant’Orsola di Brigue (cantone del Valais), è stata uccisa il 28 dicembre 2005 nella cittadina sudafricana di Ngqeleni, nel Capo Orientale, mentre si trovava all’interno della clinica St. Mary, in cui prestava servizio come infermiera ed ostetrica. Suor Margaret si trovava da diversi anni nel paese africano, dove le Orsoline di Brigue hanno sei comunità. Secondo le ipotesi formulate dalle autorità, la religiosa potrebbe essere stata uccisa a scopo di rapina.

 

Il cammino di liberazione della donna: luci ed ombre

 

L'8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna.

 Ma la data simbolo è legata all'incendio divampato in un opificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive. Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago.

 Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale (1914-18). La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta dal fascismo. La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane).

Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti economici, sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata.

 

Una donna martire:

Annalena Tonelli

 

Mi chiamo Annalena Tonelli. Sono nata a Forlì il 2 Aprile 1943. Lasciai l’Italia a Gennaio del 1969 e da allora vivo a servizio dei somali. Sono trent’anni di condivisione. Scelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati, che ero una bambina e così sono stata e confido di continuare a essere fino alla fine della mia vita… Volevo seguire solo Gesù Cristo. Null’altro mi interessava così fortemente: LUI  e i poveri in LUI. Per LUI fedi una scelta di povertà radicale.

Vivo a servizio senza un nome, senza la sicurezza di un ordine religioso, senza appartenere a nessuna organizzazione, senza uno stipendio, senza versamento di contributi volontari per quando sarò vecchia. Volevo essere tutta per DIO. Era un’esigenza dell’essere quella di non avere una famiglia mia. E così è stato per grazia di DIO.

Vivo sola perché le compagne di strada, che assieme ai poveri fecero della mia vita un paradiso in terra durante i miei diciassette anni di deserto, si dispersero dopo che io fui costretta a lasciare il Kenya. Fu nel 1984. Il governo del Kenya tentò di commettere un genocidio a danno di una tribù di nomadi del deserto. Avrebbero dovuto sterminare cinquantamila persone, ne uccisero mille. Io riuscii a impedire che il massacro venisse portato avanti e a conclusione. Per questo un anno dopo fui deportata (…) sono passati sedici anni e il governo del Kenya ha ammesso pubblicamente la sua colpa, ha chiesto perdono…

Al tempo del massacro, fui arrestata e portata davanti alla corte marziale. Le autorità, tutti non Somali, tutti cristiani, mi dissero che mi avevano fatto due imboscate a cui ero provvidenzialmente sfuggita, ma che non sarei sfuggita una terza volta…

In Kenya andai come insegnante perché era l’unico lavoro che, all’inizio di un’esperienza così nuova e forte, potevo svolgere decentemente senza arrecare danno a nessuno. (…) Ricordo che, quasi subito dopo il mio arrivo, mi innamorai di un bambino malato di “sickle cell” e di fame: erano i tempi di una terribile carestia e vidi tanta gente morire di fame. Nel corso della mia vita, sono stata testimone di un’altra carestia: dieci mesi di fame, a Merca, nel sud della Somalia, e posso dire che si tratta di esperienze così traumatizzanti da mettere in pericolo la fede. Avevo preso, a vivere con me, quattordici bambini. Donai subito il mio sangue a quel bambino e supplicai i miei studenti di fare altrettanto… uno di loro donò e dopo di lui tanti altri, vincendo così l’esistenza dei pregiudizi e delle chiusure di un mondo che, ai miei occhi di allora, sembrava ignorare qualsiasi forma di solidarietà e di pietà. E fu forse la mai prima esperienza in cui, anche in contesto islamico, l’amore generò amore.

 

·        Canto: San Francesco

 

MARTIROLOGIO

 

1.

P. Thomas Richard Heath

USA

13/1 - Kisumu (Kenya)

2.

Don Thomas Harsidiyono

Indonesia

14/1 - Purworejo-Java (Indonesia)

3.

Don Jan Hermanovsky

Slovacchia

20/1 - Brjansk-Mosca (Russia)

4.

Padre Manuel Delgado

Messico

6/2 - Bufalo (Messico)

5.

Suor Dorothy Stang

USA

12/2 - Anapu (Brasile)

6.

Don Mathew Uzhuthal

India

1/5 - Patna (India)

7.

Padre René de Haes

Belgio

7/5 - Kinshasa (R.D.Congo)

8.

Don Robert De Leener

Belgio

4-5/5 - Bruxelles (Belgio)

9.

Sua Ecc. Mons. Luigi Locati

Italia

14/7 - Isiolo (Kenya)

10.

Mons. Luis Enrique Rojas

Colombia

21/7 - Barranquilla (Colombia)

11.

Don Paulo Henrique Machado

Brasile

25/7 - Rio de Janeiro (Brasile)

12.

Don Godwin Okwesili

Nigeria

2/8 - Lagos (Nigeria)

13.

Don Jesus Adrian Sanchez

Colombia

18/8 - Chaparral (Colombia)

14.

Don Vicente Rozo Bayona

Colombia

15/8 - El Diviso (Colombia)

15.

Don Jesus Emilio Mora

Colombia

15/8 - El Diviso (Colombia)

16.

Don Francois Djikulo

R.D.Congo

…/8 - Mutendele (R.D.Congo)

17.

Simon Kayimbi

R.D.Congo

…/8 - Mutendele (R.D.Congo)

18.

Don Mathew Nellickal

India

2/9 -Tezpur (India)

19.

Don Giuseppe Bessone

Italia

2/9 - Blumenau (Brasile)

20.

Padre Angelo Redaelli

Italia

12/9 - Owando (Congo Brazz.)

21

Don Ignazio Bara

India

12/9 - Simdega (India)

22

Don Luis Velasquez Romero

Messico

25/10 - Tijuana (Messico)

23

Suresh Barwa

India

27/10 - Kingston (Giamaica)

24

Marco Candelario Lasbuna

Filippine

27/10 - Kingston (Giamaica)

25

Suor Margarita Vásquez Sandino

Colombia

11/11 - Medellin (Colombia)

26

Padre Philip Valayam

India

25/12 - Nairobi (Kenya)

27

Suor Margaret Branchen

Svizzera

28/12 - Ngqeleni (Sud Africa)

 

“Io sono martire per l’amore delle anime le più abbandonate del mondo;

e voi divenite martiri per amore di Dio,

sacrificando al bene delle anime un unico figlio”

 

(D. Comboni, S 222 – Al padre da S. Croce,

5 Marzo 1858).

 

ADORAZIONE

 

·        Dagli scritti di San Daniele Comboni

 

“Quest’anno è stato il più spaventoso e il più terribile di tutti gli anni passati, dall’inizio del Vicariato… benché quest’anno sia stato uno dei più felici e più fecondi di conversioni e per la salvezza degli infedeli. Tutte le Opere di Dio e soprattutto quelle dell’Apostolato Cattolico, che hanno per scopo la distruzione dell’impero del demonio per sostituirvi il regno di Gesù Cristo, debbono nascere ai piedi del Calvario ed essere segnati dalla Croce. È attraverso la Croce ed il martirio che tutte le missioni si sono fondate e hanno prosperato, e l’Africa Centrale, che è l’ultima di tutte, la più difficile, la più laboriosa, non doveva seguire una via e una marcia diverse dalle altre Opere di Dio: essa deve passare, per la Via della Croce e del Martirio, come il divin Fondatore della Fede è giunto alla sua gloriosa Risurrezione mediante la sua Passione e Morte, e come la Chiesa Cattolica che è uscita dal suo Cuore Immacolato immersa nel sangue dei suoi Martiri ha trionfato nell’Universo”

(Al Presidente e al Consiglio della Propagazione della Fede in Lione,

Khartoum, 31 Dicembre 1878).

 

“Nell’Istituto dei Missionari si inculca profondamente e si cerca d’imprimere e di ben radicare nell’anima dei candidati il vero e preciso carattere del missionario della Nigrizia, il quale deve essere una perpetua vittima di sacrificio destinata a lavorare, sudare, morire senza forse vedere alcun frutto delle sue fatiche … Essi si formano questa disposizione essenzialissima col tenere sempre fissi gli occhi fissi in Gesù Cristo amandolo teneramente e procurando d’intendere ognor meglio consapevolezza delle anime; e rinnovando spesso l’offerta di se medesimi a Dio, della sanità e della vita, in circostanze di maggior fervore fanno tutti insieme in comune una formale consacrazione a Dio di se stessi esibendosi ciascuno con umiltà e confidenza nella sua grazia anche al martirio.

(Relazione al crd. Alessandro Barnabò,

2 Marzo 1872).”

 

·        Silenzio

 

·        Canto: Ogni mia Parola

 

·        Parola di Dio: Dal vangelo secondo Matteo (28, 1-10)

 

Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a seder su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paure, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove è stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto”. Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: “Salute a voi”. Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.

 

·        Condivisioni

 

·        Preghiera

Madre, tu sei la rivelazione di cos’è ogni donna.

Nel disegno di Dio è a te che pensava il Padre quando creava la donna.

È alla donna che lui affida i suoi ultimi segreti.

Perciò tu sei ogni donna che ama.

Che sia finalmente la donna come Dio l’ha voluta.

Ultima creatura uscita dalle sue mani, mentre Adamo dormiva.

(David Maria Turoldo)

 

·        Padre Nostro.

 

·        Canto finale: Vieni e seguimi

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