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GIM Pesaro: Nella nuova creazione

ottobre 2005

·       Silenzio: Ci introduciamo alla veglia restando in silenzio, allontanando dalla mente tutti quei rumori che sono diventati un’abitudine nella nostra vita! Spogliamoci delle nostre certezze e mettiamoci in ascolto... lasciamoci perforare dalla Parola, dalle nostre parole, dai testimoni!

 

Paolo Borsellino

Il coraggio di osare un tempo nuovo, nella passione per la vita,

nella lotta con la giustizia, affinché si compia la nuova creazione!

 

"A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato": servitore dello Stato fino in fondo, Paolo Borsellino, magistrato nato e morto a Palermo, ha portato all'estremo la sua scelta professionale e di vita. Ucciso insieme agli uomini della scorta, il 19 luglio del 1992, nella strage di via D'Amelio, Paolo Borsellino è stato inserito dalla speciale commissione della Santa Sede nell'elenco dei martiri della giustizia del XX secolo. E da martire, Borsellino, ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita: dopo un'altra strage, quella del collega e amico Giovanni Falcone (era il 23 maggio del '92, con il giudice c'erano la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta).

Nell’80 il capitano Basile (stretto collaboratore di Paolo nel Pool antimafia ) viene ucciso in un agguato. E per la famiglia Borsellino arriva la prima scorta. Da quel momento il clima in casa Borsellino cambia. Il giudice comincia a vivere sotto protezione, le sue abitudini di vita cambiano, anche se si sforzerà di non farlo pesare ai tre figli che intanto crescono.

Il suo modo di fare, la sua decisione, influenzano il "sentire" dei suoi familiari. La moglie ricorderà così quegli anni: "Il suo modo di esercitare la funzione di giudice lo condivido, perché anch'io credo nei valori che lo ispirano... Non penso mai, per egoismo, per desiderio di una vita facile, di ostacolarlo... Non è stato un sacrificio immolare la sua vita al mestiere di giudice: Paolo AMA tantissimo cercare la verità, qualunque essa sia".

Ad un mese dalla morte dell'amico Falcone, tra le fiaccole e con molta emozione parla di lui, cerca di raccontarlo: "Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione... per amore. La sua vita è stata un atto d'amore verso questa città, verso questa terra che lo ha generato. Perché se l'amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, amare Palermo e la sua gente ha avuto e ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era possibile dare delle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore questa città e la patria a cui essa appartiene. Sono morti tutti per noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo, continuando la loro opera, dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo".

Amava ripetere, scherzandoci su per esorcizzare la morte: "Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà. Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento. Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno".

In una delle sue ultime interviste:

“La sensazione di essere un sopravvissutodi trovarmi in, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare....dalla sensazione che o financo, vorrei dire, dalla certezza che tutto questo può costarci caro”.

 

·       Breve pausa di silenzio

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Giovanni Paolo II

La fiducia nei giovani,

speranza di un nuovo mattino, sentinelle nella nuova creazione

 

Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! E' difficile. Non è il caso di nasconderlo. E' difficile, ma con l'aiuto della grazia è possibile, come Gesù spiegò a Pietro: "Né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli" (Mt 16,17).

In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.

Carissimi giovani, in questi nobili compiti non siete soli. Con voi ci sono le vostre famiglie, ci sono le vostre comunità, ci sono i vostri sacerdoti ed educatori, ci sono tanti di voi che nel nascondimento non si stancano di amare Cristo e di credere in Lui. Nella lotta contro il peccato non siete soli: tanti come voi lottano e con la grazia del Signore vincono!

Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" (cfr Is 21,11-12) in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.

Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.

Maria Santissima, la Vergine che ha detto «sì» a Dio durante tutta la sua vita, i Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi e le Sante che hanno segnato attraverso i secoli il cammino della Chiesa, vi conservino sempre in questo santo proposito!

 

·       Breve pausa di riflessione

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Dio è morto

 

Ho visto la gente della mia età andare via lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia, nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già, lungo le notti che dal vino son bagnate, dentro alle stanze da pastiglie trasformate, dentro alle nuvole di fumo, nel mondo fatto di città, essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà.

E un Dio che è morto ai bordi delle strade, Dio è morto nelle auto prese a rate,

Dio è morto nei miti dell'estate Dio è morto.

Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede in ciò che spesso ha mascherato con la fede, nei miti eterni della patria o dell'eroe perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudini e paura, una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto.

E un Dio che è morto nei campi di sterminio Dio è morto,

coi miti della razza Dio è morto, con gli odi di partito Dio è morto.

Io penso che questa mia generazione è preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge.

In ciò che noi crediamo Dio è risorto, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,

nel mondo che vogliamo Dio è risorto, Dio è risorto

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·       Silenzio: Ci prendiamo un po’ di tempo per maturare queste parole, per farle vita in noi. Ecco alcuni spunti per la riflessione:

*      La nostra vita parte dal nostro presente, il nostro passato è quello su cui costruiamo il nostro futuro. Ripensa a come hai vissuto la tua estate, potrebbe essere il punto di partenza per continuare un esperienza o cominciarne una nuova attraverso il cammino che oggi iniziamo insieme?

*      Riguardando la tua vita ti sei mai fermato a pensare se le tue azioni vanno contro corrente o seguono il “popolo omertoso”?

*      Il Papa ha fiducia nei giovani, ti senti responsabile di questo dovere/diritto di giovane?

*      Pensi che Paolo Borsellino sia un eroe o che sia un uomo come noi, spinto da una forte passione per la Verità e una fede incrollabile nella Giustizia. E tu…?

 

·       Condivisione: Portiamo all’altare il simbolo che ci rappresenta. Raccontiamo la nostra storia

 

·       Preghiera conclusiva: Signore, fammi pazzo!

 

Signore, fammi pazzo, irrimediabilmente pazzo

come i poeti senza parole per i loro poemi,

le donne possedute dall'amore proibito,

i suicidi pieni di coraggio davanti alla paura di vivere,

gli amanti che fanno del corpo un'esplosione dell'anima.

 

Dammi Signore il dono affascinante della pazzia

incarnato nel volto misero del Povero di Assisi,

contenuto nelle pellicole dionisiache di Fellini,

splendente nelle tele policromatiche di Van Gogh,

presente nella lotta gloriosa del Lampiao (eroe della liberazione brasiliana).

 

Voglio la pazzia esplosiva senza l'amarezza

della ragione etica delle persone saziate la notte dalla televisione,

della soddisfazione dei funzionari fabbricanti di relazioni,

dei doveri dei padri vuoti d'amore,

dei discorsi politici ciechi di fronte al futuro.

 

Fa' di me, Signore, un pazzo inebriato del tuo amore,

emarginato dal ruolo di uomini seri per poter apprendere la scienza del popolo,

a nozze con la Croce che solo la fede intende,

come un pazzo ad un altro pazzo!!!

 

Frei Betto

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