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GIM Trento: Economia divina, economia di pace

gennaio 2003

Economia divina - Economia di pace: smascherare i meccanismi del profitto

Veglia GIM - Trento, 11 gennaio 2003

 

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  • Canto iniziale: El profeta
  • Saluto: Nel nome del PadreÂ…

“La vita ha un valore soltanto se le si pone un’esigenza infinita:
tutto o nulla;
attendere lÂ’inaspettato,
credere non già in ‘ciò che non esiste sulla terra’
ma in ciò che deve esistere sulla terra,
anche se non esiste ancora
e non esisterà per lungo tempo…”
(Aleksandr Blok, 1918)

  • Salmo dÂ’oggi

“Come cristiani dobbiamo essere in prima linea
nello sforzo comune per la paceÂ…
Davanti per vocazione, non per paura.”
(don Primo Mazzolari)


“LA FIONDA di DAVIDE”
LÂ’economia a servizio della persona

Oggi è l’economia in fondo che decide tutto. E’ soprattutto il primato dell’economico finanziario: sono i soldi, il denaro, la finanza… sono questi enormi spostamenti di denaro che fanno soldi. E’ il mondo del virtuale non del reale. Molto di questo passa attraverso i cosiddetti processi bancari. Sappiamo molto bene che sono le banche che sostengono tra l’altro il riciclaggio di denaro sporco, le mafie, le tangenti a politici e amministratori, il traffico di armi e droga, i governi antidemocratici, lo sfruttamento dei paesi impoveriti. (…)

Davanti a tutto questo ognuno di noi potrebbe sentirsi impotente. Dopo il peccato dell’idolatria, penso che il peccato più grave per tutti noi sia quello dell’impotenza, di sentirsi impotenti davanti a un Golia economico. E’ vero che ci si può sentire come il giovane Davide che lottava contro il gigante Golia eppure, come Davide ha sfidato Golia e lo ha vinto, così anche noi, ne sono profondamente convinto, possiamo sfidare con la fionda di Davide il Golia imperiale e finanziario. Coniugando il valore in cui crediamo con le scelte quotidiane e se siamo credenti coniugando i valori evangelici con le nostre scelte.

Guai a noi se questo esperimento dovesse fallire.

  • Per la riflessione


Il senso della vita: essere come Dio / Con-creare con Dio

“Il senso della vita è l’autoaffermazione reciproca degli uomini e del creato, è realizzare appieno l’essere figli di Dio, riconciliarsi con Lui e con il suo sogno per noi. E’ terminare con Dio la creazione perché siamo simili a lui. E’ con-creare con Dio…”


FILI LILLIPUZIANI

Ritornando in Italia la cosa che ho notato è che si respira nell’aria questo fenomeno sociale dell’atomizzazione, dove ognuno fa per se, si rinchiude nel proprio buco e vive la sua vita, generando disgregazione nella propria comunità e nella società. Non riusciamo neanche più ad esprimerci, a sentire la bellezza dell’essere insieme, del toccarci, di un cammino comune verso una meta. Ma l’umanità può esistere solo se la si coniuga al plurale: io ho bisogno degli altri, ho bisogno della verità degli altri, della loro esperienza culturale, di altre culture e di altre esperienze religiose. (…)
Alla globalizzazione economica, noi dobbiamo rispondere con una globalizzazione dal basso in chiave di resistenza. Si tratta di mettere in atto una strategia lillipuziana: i minuscoli lillipuziani alti appena qualche centimetro catturano Gulliver il gigante predone, legandolo nel sonno con centinaia di fili. Di fronte alle soverchianti forze e istituzioni globali, la gente può in modo analogo, utilizzare le modeste fonti di potere che ha in mano e combinarle con quelle in possesso di altri, partecipanti ad altri movimenti e in altri luoghi.

La strategia lillipuziana intreccia molte azioni particolari, pensate per ostacolare il livellamento verso il basso - l’economia tende a spostare gli investimenti dove i costi sono minori, e spingere invece il livellamento verso l’alto, per permettere cioè ai poveri di elevarsi.

  • Momento di silenzio
  • Piste per la riflessione
  • Condivisione / Segno

Verso un mondo nuovo: dallÂ’utopia al progetto:

“gli utopisti, allora, sono coloro che, come sentinelle della notte stanno in questi anni lavorando la speranza per praticare la risurrezione per sé, per il prossimo, per i popoli del mondo e per la natura, perché anch’essa attende di “essere liberata dalla schiavitù e dalla corruzione”. L’utopista è un contempl-attivo, sta cioè con lo sguardo nel futuro e con i piedi a terra, per trasformare l’utopia in progetto. Sa perfettamente che, se vuole fare un solco diritto, deve puntare l’aratro verso una stella (proverbio arabo)…”

(Giuliana Martirani)


  • Preghiera: Cry for live

Grida, grida, grida per la vita
Per i vivi, per i morti
Per il deserto, per il mare
Per i pesci avvelenati
Per gli uccelli con le ali spezzate
Poeti senza parole
Cantautori senza un canto
Grida, grida, grida per la vita
Per i bambini che combattono per le strade,
che giocano con giocattoli, con fucili, con le granate
per le madri afroamerindie
che urlano per il dolore
e che si domandano che cosa sarà
del futuro dei loro figli
grida, grida, grida per la vita
per il coraggio
per la speranza
per la foresta
per il fiume
i corpi possono morire lo Spirito non muore
e la nostra lotta
aspettando che un nuovo giorno
incominci ad arrivare
che lÂ’alba arrivi
e mentre aspettiamo per questo nuovo giorno
noi canteremo nella gioia
Grida, grida, grida per la vita!”


(Proclama finale dellÂ’associazione ecumenica
dei teologi del Terzo Mondo, Nairobi 1992)

  • Canto Finale
 

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