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GIM Verona: Economia divina, economia di pace

gennaio 2003

ECONOMIA DIVINA - ECONOMIA DI PACE

Veglia del I GIM di Verona

11 gennaio 2003

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Economia e Pace devono trovare un punto di incontro....

  Se cerchi altre veglie su questo tema dai un'occhiata a Giustizia Ambientale e Chiesa e Politica: Dio da che parte sta?

Se invece vuoi approfondire questo tema leggi le nostre pagine sul Sud del Mondo e i nostri Testi di Approfondimento

 

Canto iniziale:   Salmo 61:  DIO FONTE DI FIDUCIA

E’ un salmo sapienziale che si fonda su una certezza: non sono i poteri umani né la forza o la ricchezza a salvare l’uomo.

La vera salvezza viene da Dio. Il salmo perciò è scandito da un ritornello che invita a porre la fiducia in Dio. La seduzione dei messianismi libertari e le illusioni della ricchezza e del potere sono altrettanto vive e presenti in questa nostra società che apre mille porte di accesso a questi miti costruendo mille nuovi poteri e mille illusioni di libertà. 

Rinnoviamo la nostra fiducia in Dio, sorgente inesauribile di vera libertà e di pace.

Solo in Dio trova pace il mio cuore,

in lui solo la mia fiducia;

solo Dio è appoggio sicuro:

 

Dove cerchi la pace, o mio cuore,

un ancoraggio a non perdere speranza?

Quando infuria la tempesta del male

cerca Dio e in dono lÂ’avrai.

 

Fino a quando dovrò sopportare

lo stillicidio di calunnie ed inganni,

i sotterfugi e i pugni allo stomaco

che mi tolgono il respiro e la pace?

 

Solo in Dio trova pace il mio cuore,

in lui solo la mia fiducia;

solo Dio è appoggio sicuro,

un rifugio nei tempi di prova.

 

Non cercare lÂ’appoggio dei ricchi,

di chi occupa i seggi del potere;

non han certo a cuore le persone,

le usano e poi le calpestano.

 

Non fidarti delle loro parole,

non contare sulle loro promesse;

le elargiscono in grande abbondanza

ma solo per accaparrarsi i consensi:

 

Solo in Dio trova pace il mio cuore,

in lui solo la mia fiducia;

solo Dio è appoggio sicuro,

un rifugio nei tempi di prova.

 

La mia forza e speranza è Dio,

lÂ’ancoraggio e il porto dÂ’approdo;

in lui pongo la mia fiducia,

a lui confido gli affanni del cuore.

 

Sono caduchi i poteri dellÂ’uomo,

sono fumo i progetti e le imprese

decantati con grande arroganza;

solo Dio dà consistenza alla vita.

 

Solo in Dio trova pace il mio cuore,

in lui solo la mia fiducia;

solo Dio è appoggio sicuro,

un rifugio nei tempi di prova.

 

Non cercare di importi con la forza,

non raccogliere frutti di ingiustizia;

i più grandi patrimoni e poteri

non ti comprano il senso della vita.

 

Solo la Parola rimane in eterno

e lo Spirito che la incide nei cuori;

solo Dio è premio e promessa

di un compimento oltre la morte.

 

Solo in Dio trova pace il mio cuore,

in lui solo la mia fiducia;

solo Dio è appoggio sicuro,

un rifugio nei tempi di prova.

 

 


 

 

 

Caro Bambino,

ora che di nuovo nasci sulla Terra, ti voglio avvisare:

 

Non nascere nella cristiana Europa:

ti metterebbero solo solo davanti alla Tv riempiendoti di pop corn e merendine

e ti educherebbero a essere competitivo, uomo di potere e di successo,

e a “ essere un lupo” per altri bambini

semmai africani, latinoamericani o asiatici.

Tu che sei lÂ’Agnello mite del servizio.

 

Non nascere nel cristiano Nord America:

ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini, che il tempo è denaro

che tutto può essere ridotto a business, anche la natura,

che ogni uomo “ ha un prezzo” e tutti possono essere comprati e corrotti,

e ti eserciterebbero a sparare missili e a fare embarghi

che tolgono cibo e medicine ad altri bambini.

Tu che sei il Principe della pace.

 

Evita lÂ’Africa:

ti capiterebbe di nascere con lÂ’Aids e di morire di diarrea, ancora neonato

oppure di finire profugo in un Paese non tuo

per scappare a delle nuove stragi degli innocenti.

Tu che sei il Signore della Vita.

 

Evita lÂ’America Latina:

finiresti bambino di strada oppure ti sfrutterebbero

per tagliare canna da zucchero o raccogliere caffè e cacao

per i bambini del Nord del mondo

senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato.

Tu che sei il Signore del Creato.

 

Evita lÂ’Asia:

ti metterebbero “ a padrone” lavorando quattordici ore al giorno

per tappeti oppure scarpe, palloni e giocattoli

da regalare.... a Natale... ai bambini del Nord del mondo,

e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio con palloni di carta o pezza.

Tu che sei il Padrone del mondo.

 

Ma soprattutto non nascere... di nuovo in Palestina:

alcuni ti metterebbero un fucile, altri una pietra in mano

e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli... di stesso Padre:

gli ebrei, i mussulmani e i cristiani.

Tu che ogni anno sei inviato dal Padre per darci il suo amore misericordioso.

 

Caro Bambino, a pensarci bene,

devi proprio rinascere in tutti questi posti

ma non nei cuori dei bambini, e dei Paesi “ piccoli e deboli”:

là ci stai già, ma nei cuori dei grandi e dei Paesi “ grandi e potenti”

perché, come hai fatto tu stesso: Dio potente che diventa bambino impotente,

rinascano anchÂ’essi: piccoli, innocenti e finalmente... deboli.

 

 

 

“ Grida a squarciagola, non aver riguardo;

come una tromba alza la voce;

dichiara al mio popolo i suoi delitti,

alla casa di Giacobbe i suoi peccati:

Mi ricercano ogni giorno,

bramano di conoscere le mie vie,

come un popolo che pratichi la giustizia....

 

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,

angariate tutti i vostri operai.

Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi

e colpendo con pugni iniqui.

Non digiunate più come fate oggi...

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:

sciogliere le catene inique,

togliere i legami del giogo,

rimandare liberi gli oppressi

e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con lÂ’affamato,

nellÂ’introdurre in casa i miseri, senza tetto,

nel vestire uno che vedi nudo,

senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,

la tua ferita si rimarginerà presto.

Davanti a te camminerà la tua giustizia,

la gloria del Signore ti seguirà.

Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;

implorerai aiuto ed egli ti dirà “ Eccomi!”.

Se toglierai di mezzo a te lÂ’oppressione,

il puntare il dito e il parlare empio,

se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno,

allora brillerà fra le tenebre la tua luce,

la tua tenebra sarà il meriggio.

Ti guiderà sempre il Signore,

ti sazierà in terreni aridi,

rinvigorirà le tue ossa;

 sarai come un giardino irrigato

e come sorgente

le cui acque non inaridiscono.

La tua gente riedificherà le antiche rovine,

ricostruirai le fondamenta di epoche lontane....” 

                            

                                                                                                               Isaia 58

 

 

 

Silenzio e riflessione personale: E tu da che parte stai?

                                               Quale’è il tuo posto?

 

Fraternità:

                Dare il pesce allÂ’affamato significa innanzi tutto sentire con “ viscere di misericordia”       bibliche che “ ogni uomo è mio fratello” e quindi “ fare allÂ’altro ciò che vorremmo fosse fatto a noi”...

Uguaglianza:

                Fornire la canna da pesca per pescare il pesce, significa dare “ pari opportunità” a tutti gli esseri umani: giuridiche, educative, tecnologiche.....

 

Libertà:

                Non rubare, non togliere “ il lago ai gruppi a cui il lago appartiene” perché ogni popolo deve avere diritto alla libertà dai bisogni umani fondamentali...

 

Condivisione e preghiere spontanee

( Segno: ognuno di noi fa un nodo sulla corda, riconoscendo la sua responsabilità nelle situazioni ingiuste del mondo..... il segno sarà ripreso alla Celebrazione Eucaristica))

 

 

Preghiamo insieme:

Padre nostro

che stai in mezzo a milioni di affamati,

che stai nella vita

di tutti gli uomini assetati di giustizia,

sia santificato il tuo nome

nei poveri e negli umili.

Venga il tuo regno che è libertà, verità

e fraternità nell’amore.

Si compia la tua volontà

che è liberazione e Vangelo

da proclamare agli afflitti.

Dona a tutti il pane di ogni giorno:

il pane della casa, della salute,

dellÂ’istruzione, della terra.

Perdonaci, o Signore,

di dimenticare i nostri fratelli

e liberaci dalla costante tentazione

di servire al denaro, a noi stessi,

invece che a te e ai nostri fratelli

e allontana da noi ogni male.

Perché tuo è il Regno, tua la potenza

e la gloria nei secoli.

Amen

Canto Finale:

 

Trasformiamo il valore “ Ogni uomo è mio fratello”  in

                                

                                        “ Ogni uomo è uguale ed è libero da ogni schiavitù”

 

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