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GIM Padova: Gli idoli: ostacolo alla pace

novembre 2002

GLI IDOLI: OSTACOLO ALLA PACE

Veglia del I G.I.M. Padova

9 novembre 2002

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Ecco la veglia di preghiera del GIM di Novembre a Padova; si basa sul tema del fine settimana:

Gli idoli, ostacolo alla pace.

altri giovani come noi stanno camminando andiamo a vedere le anche le veglie  dei ragazzi del GIM 2

 

 

Invocazione dello Spirito

 

                          

 

 

Lettura dal Vangelo secondo Luca: 16,1-13

1 Diceva anche ai discepoli "C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. 2 Lo chiamò e gli disse Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. 3 L’amministratore disse tra sé Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. 4 So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. 5 Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo 6 Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose Cento barili d’olio. Gli disse Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. 7 Poi disse a un altro Tu quanto devi? Rispose Cento misure di grano. Gli disse Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. 8 Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. 9 Ebbene, io vi dico procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

10 Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.

11 Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? 12 E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

13 Nessun servo può servire a due padroni o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona".

LA STRADA (Jovanotti)

 

C’é una strada che ti porta in tutti i posti del mondo

ci camminano i ragazzi con gli zaini sulle spalle

é la strada più lunga ma é anche la più breve

é la strada della pace e della libertà

Di qua di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà

Di qua o di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà

 

Sono tanti gli incroci e i semafori rossi

e si rischia di finire giù dai ponti e dai fossi

ciò che conta però é non tornare mai indietro

neanche di un metro

neanche di un metro

di qua di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà

di qua, di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà

qualche volta si cammina e non si va in nessun posto

però bisogna muoversi amico ad ogni costo

qualche volta si cammina e non si sa dove andare

amico non ti fermare

non ti fermare

di qua, di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà

di qua, di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà

 

C’é una strada che ti porta in tutti i posti del mondo

più o meno da qui a là

più o meno da qui a là

ci camminano i ragazzi con gli zaini sulle spalle

pieni di cianfrusaglie

pieni di cianfrusaglie

é la strada più lunga ma é anche la più breve

qualche volta si può

qualche volta si deve

é la strada della pace e della libertà

 

Di qua, di là

prima o poi da qualche parte amico si arriverà (4 volte)

 

Sarebbe piaciuta questa canzone a padre Turoldo, uno che scelse la poesia per parlare al mondo, per cantargli la bellezza del cammino, il valore dell’amicizia, la fatica della pace, il dramma della libertà negata o sprecata....

Uno che aveva il coraggio di gridare, di fronte alle piccole e grandi ingiustizie, “é la voce della coscienza che ti frastuona: perché hai tradito? Tutti abbiamo tradito e continuiamo a tradire. No, non si può essere cristiani a questo modo: dalla parte dei ricchi, dalla parte dei padroni, dalla parte dei militari, dalla parte degli intellettuali...”

Proprio così, padre David non aveva paura di dare un nome ai moderni idoli, che confondono persino noi cosiddetti <<cristiani>>, noi che per quieto vivere o poco coraggio finiamo per rassegnarci al trionfo della bestia:  

“<<Chi é simile alla bestia? E chi potrà combattere contro di lei?>> Le fu data una bocca che proferiva parole piene di arroganza e bestemmie; e ricevette la facoltà di agire per quarantadue mesi. Aperse la sua bocca per proferir bestemmie contro Dio, bestemmiare il suo Nome, il suo tabernacolo e quelli che hanno la loro dimora nel cielo. Le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; anzi, le fu dato potere sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione”. (Ap. 13, 3-8)

 Ma questa vittoria é solo apparente , soprattutto quella sui santi, perché la santità é libertà e anticonformismo, e non é roba da eroi, tutti vi siamo chiamati; tuttavia, dice Turoldo, “a imitare i santi si può diventare anche matti, ma a <<seguire>> Cristo non sbagli mai, sei sempre nuovo e creativo, e adatto al tuo tempo. Perché Cristo é lÂ’infinito di Dio nel tempo di ciascuno. (...) Dio non é fuori della storia, né fuori della vita dellÂ’uomo! Si tratta di credergli e di rispondergli. E nella misura in cui si dice di sì, allora si diventa esplosivi e rivoluzionari. Cioè si entra in unÂ’altra logica, che é appunto la logica di Dio”.

E la logica di Dio é innanzitutto quella della giustizia, “perché la giustizia é tutto: é prova dell’amore, é garanzia della libertà. Perché non si può essere in pace senza giustizia. E neanche la gioia può essere ingiusta. Non sarebbe più gioia”.

 

Tutti noi sappiamo per esperienza che, sulla strada della pace, qualche volta pare di camminare e non si va in nessun posto, si avanza e non si sa dove andare. Eppure non siamo soli. Cristo cammina con noi.

 

 

UN CAMPO STERMINATO (poesia finale)

 

Un campo sterminato di rovine é la memoria: 

nulla che non fosse male mi rimase estraneo.

Ma fierezza mi conforta fino a credere che mi perdonerà.

  La fedeltà mantenuta, lÂ’istinto, Dio, di te non tradito

lÂ’aver mai tagliato con le radici, mai rotto con lÂ’umile gente

o sceso a patti con lÂ’Epulone, mai!

Prima ragione dei miei amari conflitti pur con la Chiesa:

 ragione che mi rende difficile accettare perfino una sorte felice:

  che mia madre e la madre e il padre di Rigoberta

e lÂ’ultimo campesino e il negro di Soweto

siano in un paradiso dove giustizia non sia fatta:

        se anche questo a colpa si ascrive

subito si allunghi lÂ’interminabile rosario..............

                                                     

  (David M. Turoldo)

 

testimonianze di chi ha vissuto e di chi vive a contatto con le ingiustizie e le miserie. Lasciamoci provocare dalle loro parole

Lettere dalle missioni

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