Giovanni XXIII
il papa dell'Amore, dell'Unità e della Pace

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Lettere dalle Missioni

Teologia della Missione

Provocazioni p.Alex

a cura di Elisabetta

GIOVANNI XXIII

Il papa dell’amore, dell’unità e della pace

“La vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia”

Indice Links
Biografia Ad altri siti
Il Concilio dell'Unità di tutta la Cristianità Nel nostro sito
Le Encicliche Scritti di papa Giovanni
Il Messaggio Scritti su papa Giovanni
Hanno detto di lui ... Scritti sul Concilio Vaticano II
Giovanni XXIII in parole sue Video
Decalogo della quotidianità di papa Giovanni XXIII CD-ROM
Documenti Documenti on line

Preghiera del papa: "E il mio augurio è che dia a voi gli stessi benefici che sempre ha procurato, da quando la recito, a me"
Leggi la poesia di David Maria Turoldo
http://www.papagiovanni.com//63_5quellasera.htm
Il discorso della luna e della carezza ai bambini Leggi il “Giornale dell’Anima” e i Discorsi di Papa Giovanni
http://www.papagiovanni.com/index.htm 
(sotto la voce “pensiero”)
Il discorso ai carcerati di Regina Coeli Leggi il discorso di apertura del Concilio Vaticano II
http://www.bergamo2000.com/papagiovannigme.htm

 

Biografia

Giovanni XXIII è la figura principale del nuovo corso della Chiesa cattolica.

 

Angelo Giuseppe Roncalli nasce il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo. E’ il quartogenito dei 13 figli di una modestissima famiglia di contadini mezzadri (“eravamo poveri ma contenti della nostra condizione…”). A 11 anni, Angelo entra nel seminario di Bergamo dove frequenta il ginnasio e il liceo. Continua gli studi a Roma presso il Seminario Romano dell’Appolinaire, esercita il servizio militare e diventa sacerdote nel 1904. E’ eletto segretario del Vescovo di Bergamo, mons. Radini-Tedeschi, ed inizia ad insegnare in seminario discipline storiche e teologiche. E’ cappellano militare durante la prima guerra mondiale. E’ in questi anni che esprime il suo metodo di lavoro: “Mettersi a contatto con tutti, essere presente dovunque, esporre con chiarezza la dottrina, non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà, non arrendersi alle iniziative avversarie, non accontentarsi di fare argine e tenere posizioni, ma precedere e guidare in spirito di apostolato”.

 

Nel 1921 è nominato presidente del Consiglio Centrale per l’Italia della Pontificie Opere Missionarie, incarico che accresce il suo amore per le missioni estere.

Nel 1925 diventa Vescovo ed inizia una fortunata carriera nella diplomazia vaticana.

Dal ’25 al ’34 è in Bulgaria in qualità di Visitatore e Delegato Apostolico. Dal ’34 al ’44 è ad Istanbul come Delegato Apostolico di Turchia e Grecia e dal ’44 al ’52 è a Parigi come Nunzio Apostolico. In tutti questi paesi, Mons. Roncalli affronta la difficile situazione sociale, politica e religiosa con equilibrio e semplicità, riuscendo a conquistare tutti, potenti e no.

 

Nel 1953 Pio XII lo nomina Cardinale e Patriarca di Venezia. Nel suo discorso di nomina a Patriarca dice ai veneziani: " Vengo dall’umiltà e fui educato a una povertà contenta e benedetta... La Provvidenza mi trasse dal mio villaggio nativo e mi fece percorrere le vie del mondo… preoccupato più di quello che unisce che di quello che separa e suscita contrasti”. Continua: “Raccomando alla vostra benevolenza l’uomo, che vuol essere semplicemente vostro fratello, amabile, accostevole, comprensivo”. Decide che tutti i giorni per tre ore, dalle 10 alle 13, tutti i veneziani, soprattutto i più poveri, che avessero qualcosa da dirgli, potessero liberamente andarlo a trovare nel suo palazzo. Gli piace stare con la gente, tanto che compare per le strade e i campielli e trova spesso il tempo di visitare anche gli ammalati nei vari ospedali. La gente lo ama tantissimo perché vede in lui un fratello e un padre che accoglie tutti a braccia aperte.

Il 28 ottobre 1958, dopo la morte di Pio XII, è eletto Sommo Pontefice e sceglie il nome di Giovanni (nome di suo padre, del patrono del suo paese d’origine e dell’evangelista della carità). Angelo Giuseppe ha ormai 77 anni e l’impressione generale è quella che la sua elezione sia la nomina di un papa “di transizione”, che riceva l’eredità del suo predecessore fino a che la situazione della Chiesa e del mondo cristiano, in un’incerta epoca di trasformazione, si chiarisca. Ma già dopo soli tre mesi dalla sua elezione, egli dimostra che queste non erano le sue intenzioni, annunciando la convocazione di un Concilio Ecumenico. Inizia un nuovo modo di fare il Papa, con molte sorprese:

- Abolisce molte formalità nella Santa Sede.

- Visita inaspettatamente i bambini e gli anziani in ospedale e i detenuti in carcere. 

 

 

- Annuncia a sorpresa il Concilio Vaticano II con lo scopo di aggiornare la dottrina cristiana.

- Aumenta gli stipendi dei lavoratori della Santa Sede, raddoppiando le paghe delle categorie inferiori e migliorando quelle delle categorie superiori.

- In quanto Vescovo di Roma, visita personalmente le parrocchie e le borgate della città. - E’ il primo Papa ad uscire dal Lazio, (dopo l’annessione di Roma allo stato italiano nel 1870), compiendo un pellegrinaggio in treno a Loreto e Assisi.

- Durante il suo Pontificato, nomina 37 nuovi cardinali, tra cui per la prima volta nella storia un tanzaniano, un giapponese, un filippino e un messicano.

- E’ il primo Papa ad eleggere il primo santo di colore, fra Martin de Porres.

Il 10 maggio 1963 il Papa riceve il premio internazionale Balzan per la pace per la sua intensa attività contro i conflitti.

Dopo una breve malattia, Giovanni XXIII muore il 3 giugno 1963.

 

Egli fu molto amato, e lo è tuttora, per la sua personalità umana, il suo interesse verso i più deboli, il suo zelo apostolico che lo portò ad iniziative insolite, a contatto diretto con la gente.

 

E’ stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000.

 

 

Il Concilio dell’unità di tutta la Cristianità

 

Discorso di apertura del Concilio Vaticano Secondo

 

Il Concilio Vaticano II, “fiore spontaneo d’una primavera insperata”, ebbe l’obiettivo di aggiornare la dottrina, la disciplina e l’organizzazione della Chiesa cattolica, per avvicinarsi alla civiltà moderna. Il Concilio si aprì l’11 ottobre 1962, e si concluse il 7 dicembre 1965, due anni dopo la morte di Papa Giovanni.

All’inaugurazione del Concilio, Papa Roncalli stesso affermò che era necessario:

-         rinnovare la Chiesa per renderla più adatta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei;

-         ricercare le vie per l’unità delle Chiese cristiane;

-         rilevare ciò che c’è di buono nella cultura contemporanea aprendo una nuova fase di dialogo col mondo moderno, cercando soprattutto “ciò che unisce”.

Questo Concilio fu “un’intuizione profetica” che “inaugurò una stagione di speranza per i cristiani e per l’umanità”, come sottolineò Giovanni Paolo II.

(http://digilander.iol.it/concili/vat2.htm

Leggi il saluto del papa la sera dell'inizio del Concilio
(il "Discorso alla Luna")
Puoi anche ascoltarlo alla pagina
 http://www.cronologia.it/storia/a1962d.htm

 

 

Le Encicliche


  • Mater et Magistra (1961): sviluppa la dottrina sociale della Chiesa, che è la “madre” di tutti, cristiani e non cristiani. (www.vatican.va/holy_father/john_xxiii/encyclicals/documents/hf_j-xxiii_enc_15051961_mater_it.html)


  • Pacem in Terris (1963): “concilio dal nome augurale e benedetto”, è la prima enciclica dedicata non solo ai cattolici, ma a tutti “gli uomini di buona volontà”. Il Papa affronta i temi della pace, dell’unità tra i popoli e della solidarietà in vista di “un nuovo ordine di rapporti fondato sulla verità, costruito secondo giustizia, animato dalla carità, posto in atto nella libertà”. La pace mondiale è possibile solo se si pone al centro l’uomo, il suo essere e la sua dignità.

 

 

Il Messaggio

A tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso: il compito di ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà”.

 

Ogni credente, in questo mondo, deve essere una scintilla di luce, un centro di amore, un fermento vivificatore nella massa: e tanto più lo sarà, quanto più, nella intimità di se stesso, vive in comunione con Dio”.

 

Papa Giovanni invita tutti gli “uomini di buona volontà” ad abbandonare l’individualismo, che lascia nuove armi ai potenti e nuove catene ai poveri, per impregnare la società con i valori della solidarietà, dell’accoglienza ai più deboli, dell’impegno per ridurre le disuguaglianze culturali ed economiche della terra, della ricerca del dialogo e della pace.

Questo è il suo messaggio nell’enciclica Pacem in Terris:

 

Affinché l’umana società sia uno specchio il più fedele possibile del Regno di Dio, è necessario l’aiuto dall’alto. Allontani Egli dal cuore degli uomini ciò che può mettere in pericolo la pace; e li trasformi in testimoni di verità, di giustizia, di amore fraterno. Illumini i responsabili dei popoli, affinché accanto alle sollecitudini per il giusto benessere dei loro cittadini garantiscano e difendano il gran dono della pace; accenda la volontà di tutti a superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie; in virtù della sua azione, si affratellino tutti i popoli della terra e fiorisca in essi e sempre regni la desideratissima pace”.

 

Con la sua vita, i suoi discorsi e i suoi gesti, Giovanni indica un cammino da percorrere anche oggi:

 

-         Amore: “atteggiamento d’animo che fa sentire come propri i bisogni e le esigenze altrui, rende partecipi gli altri dei propri beni e mira a rendere sempre più vivida la comunione nel mondo dei valori spirituali”.

-         Pace: “la pace rimane solo suono di parole se non è fondata sulla verità, costruita secondo giustizia, vivificata e integrata dalla carità e posta in alto nella libertà”.

-         Fraternità: “apriamo il cuore e le braccia a tutti”.

-         Impegno: “vedere, giudicare, agire”.

-         Disarmo: “al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia”.

-         Unità tra i popoli: “una comunanza di origine, di redenzione, di supremo destino lega tutti gli esseri umani e li chiama a formare una unica famiglia umana” perché “tutti gli uomini sono uguali per dignità naturale”.

-         Volto materno della Chiesa: il suo compito è quello di avere “braccia aperte

per ricevere tutti”. E’ una “casa per gli altri” che “vuol essere di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri”, senza distinzione di razza o religione.

 

Missionarietà : l’incontro e il dialogo con tutte le culture e religioni, l’aiuto dei più poveri e deboli, l’annuncio della salvezza, della speranza e dell’ottimismo nel futuro. Il Papa nutrì sempre un grande affetto per i missionari, che chiamava “speranza dei popoli” e “messaggeri di pace e fraternità”, e donò la sua casa natale ai missionari del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) affinché ne facessero un seminario, sicuro che dal suo paese sarebbero partiti “tanti missionari per portare al mondo Gesù e il suo amore”.

 

 

Hanno detto di lui

 

“ Con il Concilio Vaticano II, in particolare con Papa Giovanni XXIII, c’era stata tutta una ripresa della Chiesa come “Chiesa dei poveri”. Giovanni XXIII, con le sue origini contadine, ne aveva accolto l’importanza. E aveva spalancato le porte, in Concilio, a questa boccata d’ossigeno. Dopo il Concilio alcuni vescovi, che io ho ammirato molto, decisero di iniziare a spogliarsi dei privilegi, a spogliarsi dei loro palazzi, dei loro vestiti per essere semplici e poveri. Fu l’inizio di una stagione nuova nella Chiesa, di una primavera, che ha dato adito a tante speranze”. (Alex Zanotelli, Inno Alla Vita, Il Grido dei Poveri Contro il Vitello d’Oro, EMI, Bologna,1998, p.61)

 

La preoccupazione di Giovanni XXIII per lo spirito umano ha trasceso ogni confine religioso o geografico. La sua saggezza, la sua carità e la sua fermezza, sempre improntate a dolcezza, hanno dato all’umanità un nuovo mandato di coraggio per l'avvenire .” John F.Kennedy, (Giovanni XXIII, I Grandi del Nostro Tempo, Alberto Peruzzo editore, 1982, p.375)

 

“Giovanni XXIII fece uso della sua carica e della sua energia per l’avvento della pace e per opporsi alle politiche che conducono alla guerra ed allo sterminio di massa”.  Bertrand Russel, (Id., p.495)

 

“Giovanni XXIII ebbe la semplicità, la naturale capacità rivoluzionaria di chi è di tutti, di chi sa essere, senza residui o compromessi, interprete della storia. La sua opera, la sua vita, sono un meraviglioso atto di fiducia nell’uomo: un atto di fiducia espresso nell’azione, nato dall’intelligenza d’amore. Questa fiducia e intelligenza d’amore venivano intesi e capiti come cosa propria dai popoli: dagli uomini veri e vivi di ogni parte della terra che sentirono in lui un fratello, un amico, un uomo, che come il più umile e oscuro di essi voleva veramente con tutto il cuore, la pace sulla terra. Come si faceva lontano il tempo della disgregazione, della settaria ferocia!” Carlo Levi, (Id., p.520).

 

 

Giovanni XXIII in parole sue

 

“Il nome della pace è dolce e la pace porta benessere. C’è una grande differenza fra pace e schiavitù, perché la vera pace è tranquillità nella libertà”.

“Ricordate sempre che o nel mondo si applicherà il Vangelo e allora fiorirà la pace, o verrà versato molto sangue”.

“Se non c’è pace e concordia nelle famiglie, come può aversi nella società?”

“Sono nato povero, sono sempre vissuto povero e così voglio morire”.

“Per me vale una regola: dare tutto, ma non per debito.”

“Adoprarsi, nella luce della fede e con la forza dell’amore, perché le istituzioni a finalità economiche, sociali, culturali e politiche, siano tali da non creare ostacoli, ma piuttosto facilitare o rendere meno arduo alle persone il loro perfezionamento”.

“Il bene comune universale non può essere determinato che avendo riguardo alla persona umana”.

Il bene deve essere fatto bene”.

“Bisogna avvicinarsi gli uni agli altri, bisogna conoscersi. Avvicinarsi senza preconcetti, parlarsi senza sottintesi, discutere senza malanimo”

“Il mio cuore è così grande da unire con il desiderio in un solo abbraccio tutti gli uomini del mondo”.

“Il mondo cammina. Bisogna prenderlo per il suo verso con spirito sempre giovane e confidante, non sprecando tempo a far confronti. Io preferisco tenermi al passo con chi cammina che soffermarmi e lasciarmi sorpassare”.

 

 

Decalogo della quotidianità di papa Giovanni XXIII

 

Solo per Oggi

 

1)     Solo per oggi, cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.

2)     Solo per oggi, avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà; non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non pretenderò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

3)     Solo per oggi, sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.

4)     Solo per oggi, mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.

5)     Solo per oggi, dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.

6)     Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

7)     Solo per oggi, farò almeno una cosa che non desidero fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.

8)     Solo per oggi, mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.

9)     Solo per oggi, crederò fermamente, nonostante le apparenze, che la buona provvidenza di Dio si occupa di me come di nessun altro esistente al mondo.

 

 

Solo per oggi, non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà. Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.

 

Links

Links ad altri siti

http://www.papagiovanni.com

http://www.bergamo2000.com/papagiovanni.htm

http://www.vatican.va/holy_father/john_xxiii/index_it.htm

http://www.digilander.iol.it/magistero/

http://www.digilander.iol.it/concili/vat2.htm

http://www.cronologia.it/storia/a1962d.htm

http://www.ofm.org/3/post/roncalli.html

http://www.porto.it/news/2000/beato/giovanni.htm

 

Links nel nostro sito

http://digilander.iol.it/giovaniemissione/paceminterris.htm  (enc. Pacem in Terris)

 

Video

“E Venne un Uomo”, di Ermanno Olmi, 86 min., S.Paolo

“Giovanni XXIII, Il Papa Buono, Due Orecchie e un Sorriso”, 22 min., PIME Audiovisivi

“Giovanni XXIII, Ricordando il Papa della Bontà”, 46 min., PIME Audiovisivi

“Giovanni XXIII Buon Pastore”, a cura di B.Simonetto, 26min., S.Paolo

“Papa Giovanni, Cari Figlioli”, a cura di E.Masina e M.Roncalli, 35 min., S.Paolo

“Beato Giovanni XXIII, Beatificazione 31/09/2000, PIME Audiovisivi

 

CD-ROM

“Giovanni XXIII, Un Sorriso per Tutti”, ed. Sillaba

“Il Vostro Umile Papa”, ed. S.Paolo

 

Scritti sul Concilio

Storia del Concilio Vaticano, diretta da G. Alberigo, edizione italiana a cura di A. Melloni, 5 vol., Il Mulino, Bologna, 1995-2000

 

Encicliche

http://www.papagiovanni.com//3ecicliche.htm

 

Scritti di Papa Giovanni

Giovanni XXIII, Il Giornale dell’Anima e Altri Scritti di Pietà, a cura di Loris F. Capovilla, ed. S. Paolo, Cinisello Balsamo, 2000.

 

Scritti su Papa Giovanni
Giovanni XXIII, I Grandi del Nostro Tempo, 2 vol., Alberto Peruzzo editore, 1982.

Lorit Sergio T., La Vita Raccontata di Giovanni XXIII, Città Nuova Editrice, Roma, 1965.

Capovilla Loris F., Giovanni XXIII, ed. San Paolo, Alba, 2000.

Capovilla Loris F., Un Santo Della Mia Parrocchia, Grafica & Arte, Bergamo, 1998.

Roncalli Mario, Giovanni XXIII nel Ricordo del Segretario Loris F. Capovilla, Società S.Paolo, Alba, 1994.

Balducci Ernesto, Giovanni XXIII, PIEMME, Casale Monferrato, 2000.

Benigni Mario, Zanchi Goffredo, Giovanni XXIII Biografia Ufficiale della Diocesi di Bergamo, ed. S.Paolo, Cinisello Balsamo, 2000.

Allegri Renzo, Il Papa Buono, la Storia di Giovanni XXIII, Mondadori, Milano, 2000.

Hebblethwaite Peter, Giovanni XXIII il Papa del Concilio, Rusconi, Milano, 1989.

Zizola Giancarlo, Papa Giovanni, la Fede e la Politica, ed. Laterza, Bari, 2000.

Zizola Giancarlo, ‘Papa Giovanni XXIII’, Rocca 15, agosto/settembre 2000.

 

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