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“Ma, ma, ma,
ma, ma, i grandi amori non vanno via, come le macchie
di eternità…"
Umberto Tozzi |
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Leggiamo per un
paio di volte il testo scelto (Mc 2,13-17)
Uscì
di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li
ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al
banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi».
Egli,
alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori
si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti
infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei
farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano
ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei
pubblicani e dei peccatori?». Avendo udito questo, Gesù disse
loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;
non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».
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Gesù
- con i suoi discepoli - esce ed incontra
Gesù di Nazareth “uscì
di nuovo..” si tratta dell’azione
missionaria per eccellenza.
Non ci sono sconti
Gesù continua ancora adesso ad uscire ed incontrare… qui iniziamo
il 2°GIM
ma Lui ci sta già cercando da quando eravamo embrioni ed ancor
prima!! Non si accontenta di quelle persone che vanno a ricercarlo.
Si assiste ad un
doppio movimento: Gesù esce lungo il mare e la folla corre a Lui.
Così dovrà, o dovrebbe, essere questo cammino che intraprendiamo:
lasciarsi incontrare, ascoltarlo e giocarsi in
profondità
seguendolo |
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Gesù
“stana” Levi (Matteo) il tangentista
Mentre camminano - la gente,
i/le discepoli/e, Gesù - incontrano una persona sgradita alla gran parte
della popolazione: Levi (Matteo), una persona che riscuoteva le imposte a
favore di Roma. Era risaputo a tutti che tali esattori imponevano quote più
elevate del prestabilito: erano degli “autentici abitanti di
tangentopoli”. Senza mezze misure Gesù lo convoca “Seguimi”. Si tratta
di un imperativo “esistenziale” più che vincolante; Matteo avrebbe potuto
anche rifiutare senza apparenti gravi conseguenze, ma avrebbe continuato una
vita da ricco e da odiato.
“Egli, alzatosi, lo seguì”.
Per seguire Cristo non è possibile rimanere impantanati nei nostri “banchi
delle imposte” magari ingannando se stessi e gli altri. Matteo si alza -
rompe con quella sua falsa vita e quel suo falso amore - si mette in
movimento, in altre parole si converte a Gesù, alla Vita in pienezza. |
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La celebrazione
della conversione di Matteo in comunità
La
conversione è sempre cammino personale (in questo
caso la risposta è di Matteo) ma inevitabilmente ha
intrecci e dimensioni anche sociali e comunitarie.
La
cena casa di Levi può esserne un valido paradigma:
v
Spalanca letteralmente le porte della
propria casa; non è possibile incominciare questo
cammino GIM con l’antifurto inserito, con il terrore
che qualcuno possa visitarmi e magari sconquassare ciò
che avevo programmato.
v
L’invito a cena è evidente
celebrazione dell’incontro che lo ritorna alla Vita,
insieme al caso di Zaccheo, è l’unica conversione
di ricco raccontata nei quattro Vangeli, a
dimostrazione che a nessun essere umano è tolta la
possibilità di vivere in maniera profondamente umana.
v
Non si tratta sicuramente di una cena
romantica ed esclusiva tra Gesù e Matteo, “molti
pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme”.
Supera il pericolo concreto rappresentato dalla
“mia” relazione con il “mio” Dio, dalla
“mia” preghiera per le “mie” esigenze, dalla
“mia” Messa per i “miei” defunti, dai
“miei” santi invocati per le “mie” varie
circostanze complicate; il luogo dove niente e nessuno
ha spazio per entrare e così crescere insieme a me e
a Dio.
v
La gioia di chi ha ritrovato la Vita non
può essere contenuta, deborda e genera anche
disappunti perché supera i paradigmi stagnanti,
adottati da chi non ha speranze e desidera perpetuare
il passato. |
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E
chi non ha ancora trovato ed amato la Vita?
Il
gruppo (“la setta”) dei farisei vedendo il
banchetto criticano aspramente Gesù ed i suoi
discepoli perché mangiano insieme ai peccatori. Essi
però sono semplicemente degli spettatori della cena,
non vi partecipano e tentano di danneggiarla
pesantemente. Si tratta di persone che si fermano alla
“buccia della vita”,che non giungono alla
“polpa” e pretendono
che tutti si blocchino senza assumersi
responsabilità di proposte.
Non
puoi incominciare questo cammino 2°GIM pensando di
fermarti alla “buccia” e magari di bloccare anche
gli altri compagni di comunità. Apriti come ha fatto
Levi e comprenderai quanto abbia senso nutrirsi della
“polpa” della vita. |
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"La
conclusione aperta della cena a casa di Matteo"
Gesù disse loro: «Non sono i
sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non
sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».
Dalla
medicina si riscontra che una donna o un uomo
ricorrono alle terapie mediche nei momenti in cui si
sentono malati, tranne nei programmi di prevenzione,
casi in cui il medico offre alla persona un bagaglio
di conoscenze per comprendere il proprio stato di
salute, così da riconoscere la malattia quando
presente ed i benefici della guarigione quando si
manifestano.
Le due
posizioni estreme sono: il “macho incosciente”,
che si ritiene sempre sano e afferma con decisione che
giammai si ammalerà; l’altra è l’ipocondriaco il
quale suppone invece di essere afflitto da tutte le
malattie esistenti.
È
necessario riconoscersi bisognosi, ovvero finiti, per
poter incontrare a Gesù; altrimenti si è così
indipendenti da essere estranei anche a se stessi. Se
sai già tutto e se sei già sazio, quindi sano
completamente, non partecipare al 2°GIM. Se invece
sei desideroso di crescere, se sei inquieto e vuoi
comprendere i sogni che il Signore ha posto in te
allora buttati senza risparmi al 2°GIM, assumilo come
priorità dell’anno. (per approfondire, leggi
l'articolo di S. Galilea "La
scelta preferenziale per gli altri")
Gesù di Nazareth conclude la cena motivando una volta di più la ragione
dell’Incarnazione e così il suo schieramento dentro
la storia: dalla parte dei poveri e della conversione
del peccatore, non della sua morte. |
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Potenziali
contributi per la riflessione e per la preghiera
personale
Ø
In quest’inizio di cammino, segui Gesù
alzandoti dalla tua condizione o pretendi di metterti
alla sua sequela rimanendo “seduto
al banco delle imposte”?
Ø
La risposta - conversione di Levi
(Matteo) lo porta ad assumere scelte assai concrete e
tu con quali attitudini incominci?
Ø
Quale tipo di cena prepari con il
Signore Dio della Vita e con le sorelle e fratelli che
ti fa incontrare?
Ø
Cosa comporta rimanere spettatori alla
cena di Gesù?
Cosa significa per te la precisa presa di posizione di Gesù di Nazareth:
“Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma
i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i
peccatori”? |
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