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Vietato scoraggiarsi!

Lettera agli amici di fr. Claudio Parotti, Tumaco, Colombia

VIETATO SCORAGGIARSI!!
Tumaco, fine novembre 2009

 

Carissimi amici, amiche e parenti,

dopo qualche mese di silenzio mi ritaglio un poco di tempo per poter alimentare la comunione con tanti di voi. Il mese di settembre l’ho trascorso in parte accompagnando alcuni villaggi visitando famiglie ed preparando la gente per ricevere i sacramenti. Per esempio gli incontri “obbligatori” per i genitori dei bambini e delle bambine che riceveranno il battesimi sono ottime occasioni per ragionare e discutere sulla responsabilità (diritti e doveri) e la vocazione di essere papà e mamma, proprio in questa ottica s’inserisce anche l’educazione alla fede dei figli e quindi la celebrazione del sacramento del Battesimo. Ci sono tanti papà irresponsabili, é piuttosto frequente ascoltare donne che dicono “me toca hacer de mamá y papá”, ovvero, “mi tocca fare da mamma e papá”. Tutto ciò non aiuta sicuramente i bambini, gli adolescenti ed i giovani a crescere con modelli chiari. A volte il papá é presente nella casa ma completamente assente nella relazione con i figli considerata erroneamente “una questione di donne”, altre volte il papá si ubriaca con frequenza (molto spesso durante i fine settimana) sciupando i soldi (giá scarsi) che servirebbero al resto della famiglia. Disgraziatamente la situazione delle famiglie nell’isola di Tumaco non é molto differente da quanto descritto per i villaggi. Non desidero generalizzare poiché incontro anche papá responsabili che fanno enormi sacrifici affinché i propri figli possano crescere nelle migliori condizioni possibili. Un giovedí sera, con il gruppetto di adolescenti che ho preparato alla Cresima nel villaggio Bajito Vaquería abbiamo letto la testimonianza di cinque suore della congregazione “Missionarie della Caritá” (fondate da Madre Teresa di Calcutta) che inviate ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, avevano risposto alla realtá urgente dei ragazzi malati di AIDS cominciando una piccola casa d’accoglienza, iniziando cosí a trasformare la dura realtá. Terminata la lettura abbiamo ricostruito il testo attraverso una buona condivisione e poi abbiamo tentato incarnarlo nella nostra realtá. Kevin (16 anni) immediatamente disse: “consumimos demasiado alcohol en Bajito Vaquería”, ovvero, “consumiamo troppo alcool in Bajito Vaquería”, altri hanno detto che é terribile il pettegolezzo, altri hanno accusato il forte maschilismo. In occasione del 25 novembre “giornata mondiale contra la violenza alle donne” ho preparato i due programmi settimanali che coordino a Radio Mira, la radio diocesana qui di Tumaco, approfondendo questa problematica con Claudia una nostra collaboratrice in parrocchia. Con p. Michele abbiamo pensato che anche i gruppi di Famiglia quella settimana condividessero la Parola di Dio nel contesto di questa data significativa. Mercoledí 18 novembre terminata la registrazione dei due programmi radiofonici con Claudia, rientrai in comunitá. Dopo pranzo con Adriana (una giovane che si stá preparando alla Cresima) visitammo alcune famiglie, cosi’ ci avvicinammo alla casa di María Marleni, la incontrammo fuori della casa ed immediatamente ci disse di non stare bene, il marito due giorni prima l’aveva colpita al collo ed al volto. La sua intenzione é quella di ritornare al villaggio da dove scappò un paio d’anni fa perché minacciata. Sará la soluzione migliore abbandonare il marito e soprattutto l’isola di Tumaco per ritornare (con i suoi 4 figli) al villaggio dove potrebbe concretamente perdere la Vita?? Vi prometto tra non molto di scrivervi un paio di vicende di donne che hanno saputo affrontare la realtá complessa e violenta, trasformandola con gradualitá. Come Fratello Missionario Comboniano mi sento davvero immerso nella realtá di tanta gente, le possibilitá si accompagnare la gente non mancano da una prospettiva biblica e sociale.

 

Ringrazio il Dio della Vita per questi anni che mi sta regalando in terra Colombiana, sono davvero una responsabilitá, un gioia profonda ed una gran possibilitá d’imparare.

 

Vi abbraccio tutti e tutte e vi affido al Dio della Vita.

Fratel Claudio P.


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