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Fine anno scolastico a Sisoguichi

Lorena dal Messico

Ciao a tutti!

Qui nel piccolo paesino di Sisoguichi siamo stati senza luce nè telefono per parecchie ore al giorno quasi tutti i giorni, a causa delle prime piogge. Mi scuso per il silenzio forzato, e per la solita mail comunitaria poco personale...

La settimana scorsa è finita la scuola, è stato strano salutare ragazzini che torneranno nelle loro comunità sperdute tra i canyon della Sierra e probabilmente non rivedrò mai più nella mia vita.

È finita la scuola e mi sento arricchita dal rapporto costruito con i miei alunni, ma mi ha lasciato anche tanti interrogativi. La scuoletta di Sisoguichi accoglie ragazzini indigeni provenienti da realtà completamente diverse. Accoglie anche i figli dei narcos della zona: è una bella sfida essere incisiva –positiviamente- nelle loro giovani vite, perchè non siano i futuri delinquenti, i futuri sicari, ma siano futuri medici, maestri, padri di famiglia.

Quest’anno scolastico si é concluso con la violenza di Pepe, ragazzino ribelle di 1° media senza genitori e senza sogni, con tanta droga in corpo e nelle tasche. Sotto l’effetto di stupefacenti, in classe alla 10 di mattina, ha cercato di aggredirmi fisicamente perché sono intervenuta mentre picchiava con violenza incontrollata sua sorella. Era furioso, fuori di sè, con una forza impensabile per un magrolino dodicenne. Il direttore David ha subito chiamato i suoi genitori, che in realtà sono i suoi nonni anziani, perchè i suoi genitori lo hanno abbandonato e sono a spacciare in un altro stato della repubblica messicana.

Sono due persone anziane e stanche di una vita che è solo stenti e dolore, che non riescono a gestire la sua adolescenza con altri mezzi se non le cinghiate. Abbiamo parlato a lungo, cercando di far capire loro che la sua ribellione altro non é che bisogno d’affetto, di stima e di ascolto. Abbiamo chiesto loro di non picchiarlo, semplicemente cercare di stimolare i lati positivi che ha, nascosti dietro la sua durezza. È creativo ed intelligente, disegna benissimo e sa ballare bene, quando non si droga o quando non è impegnato nello spaccio.

Si vede che i nonni sono persone buone, penso che ogni cinghiata fa molto più male al loro cuore che alla schiena di Pepe.

La rabbia mista ad impotenza che avevo provato inizialmente si è trasformata in pena, in dolore per questo cucciolo che si è dovuto costruire la maschera di duro per sopravvivere. Chissà da quando non riceve un abbraccio... mi veniva da svenire, mi sentivo debolissima, orribile. Ero sconvolta, non tanto per l’episodio in sé quanto per la sofferenza che deve sentire dentro Pepito. Tremavo come una foglia.

Nel pomeriggio, mentre uscivo dalla riunione settimanale con i maestri, me lo sono ritrovata davanti, con la sua arroganza e la sua aria di sfida, quella luce spenta che ha negli occhi e che vorrebbe brillare ma allo stesso tempo vuole rimanere nascosta dalla maschera di cholo, “ragazzo cattivo”, che si é costruito. Era lì ad aspettarmi, per urlarmi tutta la sua rabbia, la sua bellezza imprigionata, la sua voglia di esserci, di esser preso in considerazione. Per un attimo ho temuto che avesse un coltello (che qui lo usano per davvero, acciderbolina...le pozze di sangue che si vedono per strada la domenica mattina fanno venire i brividi) poi però mi sono detta "Calma Lorenita, ascoltalo, che ha solo bisogno di essere ascoltato" e così l'ho lasciato urlare. L’ho ascoltato, l’ho stimolato ad andare oltre gli insulti, con pazienza e fermezza. Ha cambiato atteggiamento, ha iniziato a parlare più piano, si é sfogato, ha disteso la fronte, quasi accennando ad un sorriso.

Abbiamo parlato tanto e gli ho detto che la sua vita è preziosa e non la deve buttare via... dovreste vedere che bello è, morenito ma con gli occhi spenti di chi non ha neanche un sogno...

Sono arrivata a casa che mi sentivo pesantissima, le gambe stanche le ossa rotte mi sono buttata sul letto e ho pianto tantissimo, quei pianti disperati che si vedono nei film, penso per tutta la tensione, per tutte le emozioni, per il dolore che deve sentire questo muchacho, per la droga che è davvero una merda.

 

É stato senza dubbio il momento piú prezioso della mia vita in questa Sierra.

 

Che altro dirvi... la Vita qui mi sta insegnando molto... che fatica a volte, ma ne vale la pena!

Un abbraccio forte

Lorena

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