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Via Crucis...

Simone Bauce dalla Colombia

VIA CRUCIS...

Bogotá, aprile 2009


Edoardo ha un bambino di 2 anni, ma le cose con la ragazza non sono andate bene; si sono lasciati e lui vive con un’altra. Da oltre 3 mesi nessuno dei due ha potuto lavorare, ormai sono quasi ridotti alla fame, lui ha perso 20 kg. Perchè non ha funzionato la prima unione? Perchè è ridotto in queste condizioni, nonostante abbia la patente per guidare i camion e sia aiutante cuoco?

Marcela non si trovava bene, nè con la scuola, nè con le amicizie e ha deciso, grazie all’appoggio di alcuni parenti, di andare a vivere in Ecuador. Non è stato facile, però è riuscita a trovare un lavoretto che le permetteva qualche soldino. Poi un incidente: è rimasta incinta. Che fare? Era troppo difficile tornare dalla mamma in Colombia, con un figlio; ha pensato di togliersi questo peso. E adesso, dove sei Marcela? Come stai? Cosa farai?

Edgar una mattina è costretto ad accompagnare all’ospedale la figlia, si pensa ad un’appendicite. La sorpresa è grande quando si rende conto della situazione: la figlia Angiul dà alla luce un altro bel bimbo. È il secondo, con un altro compagno. Che fare adesso, buon Edgar? Senza pensarci su, si torna a casa... s’incaricherà anche di questa nuova creatura, oltre agli altri 4 figli che ha avuto con la moglie.

Consuelo mi accoglie con grande sorpresa nella sua casa. Stanno sistemando la nuova stanza che, dopo tanti sforzi economici, sono riusciti a costruire. “Vieni Simone, ti presento la bella sorpresa”. È una bellissima bambina di appena 20 giorni, seconda figlia di Mayra. Così Consuelo è nonna per la seconda volta, Mayra mamma per la seconda volta a 20 anni... e il papà delle bambine, un ragazzino che appena si accorgeva della gravidanza di Mayra, spariva. Perchè tanta irresponsabilità? Perchè tanta povertà nel calcolare le conseguenze, nel pensare al futuro?

Sulma non sta bene. Sono successe tante cose intorno alla vita della parrocchia che l’hanno fatta pensare: perchè tanta sofferenza? Perchè questo senso di malessere che avverte da qualche mese? Non sono convinto che questo inizio di depressione dipenda dal suo servizio nella chiesa. “Come vanno le cose a casa tua?”. Un momento di silenzio, poi scoppia a piangere. I due figli cominciano ad essere grandi, 18 e 15 anni. Ma con il marito proprio non va. Lei sola, si è sempre incaricata economicamente dei figli; lui lavorava qui e là per un periodo, però molte volte spendeva velocemente quello che riceveva. ”Ormai non c’è dialogo, c’è molta indifferenza in casa.... fino a quando durerà tutto questo? Perchè non posso essere felice?”.

Dolly mi accoglie con un sorriso. Adesso vive sola con i 3 figli, di 10, 8 e 5 anni; si è separata, non ne poteva più. Lui beveva e da qualche tempo non si interessava alla famiglia: ha un’altra donna. Abita in una casa che dei familiari le stanno prestando gratis, perchè lei non ha ancora trovato un lavoro e poi deve farsi carico almeno della bambina più piccola, che ancora non va a scuola. Per legge dovrebbero ricevere dal marito la metà della spesa in cibo, però è arrivata al punto di dover denunciarlo, perchè il buon stipendio che guadagna preferisce spenderlo con l’altra, invece che per i figli.


...CAMMINO DI LUCE

“Il fico non fiorisce più e non c'è più frutto nelle viti;
ha negato il suo frutto l'olivo e il campo non dà più da mangiare;
è scomparso dal serraglio il bestiame e non c'è l'armento nelle stalle!
Io invece mi rallegrerò nel Signore, esulterò in Dio mio Salvatore!
Dio, mio Signore, è la mia forza,
farà i miei piedi più veloci di quelli dei cervi e mi condurrà sopra le alture” (Ab 3,17-19)

Dov’è la speranza per Edoardo, Marcela, ...? Dove trovare la forza in situazioni tanto disperate, estreme? Non c’è più.... non c’è più Dio. Forse si è nascosto, forse si è stancato, forse...
Sento molta impotenza: che fare? Come poter servire a questi miei fratelli e sorelle, in un momento di dolore, di sofferenza, di angustia, di paura, ...? Non so, non mi resta che stare loro accanto, accompagnarli... accompaganarli, come Maria nel cammino del Calvario, come Maria ai piedi della croce, come Maria al lato del sepolcro. Accompagnare, con fiducia, con speranza.

Penso che la Madonna non comprendesse molto il significato profondo dello stare accanto alla sofferenza del figlio, soprattutto negli ultimi momenti della passione; non comprendesse una morte tanto miserabile per un innocente. Però stava, non ha abbandonato il figlio un solo istante. Stava, in silenzio, nel dolore, accompagnandolo. Neanch’io capisco il perchè di tutto questo dolore, questa ingiustizia, questa povertà umana.... ma ho deciso di stare, di rimanere al fianco della gente che soffre.... forse è inutile, o forse no. Forse davvero è l’unico sentiero che conduce al Mistero, al miracolo dell’amore, del dono totale di sè.

Sto male, non mi piace tutta questa sofferenza e umanamente non la posso accettare. Forse ho poca fede, non mi fido tanto di Colui che mi ha dato la vita e rappresenta il senso stesso dell’esistenza... forse sto lasciandomi portare lontano dal progetto di Dio, influenzato da altri valori. Davvero non riesco a gustare le parole del profeta: non abbiamo più cibo ed io mi rallegro nel Signore. Perchè non ho tutta questa fiducia in Lui, perchè la mia disponibilità non arriva a tanto? Non so, sono confuso.

Ritorno alla Parola, e la figura di Maria mi martella: perchè è rimasta fedele, anche senza capire? Perchè tanta fiducia incondizionata, credendo dall’annuncio dell’angelo fino alla crocifissione? Non avrà avuto anche lei i suoi dubbi? Penso all’apostolo Paolo che ci ricorda una logica contraria alla comune: quando sono debole, è proprio allora che sono forte. Com’è possibile? Come si può manifestare la “forza” nella nostra fragilità? Perchè se non ci facciamo piccoli non entreremo nel Regno dei cieli?

Forse dobbiamo un po’ tutti passare per questo: abbassarci, quasi annullarci, affinchè un Altro, cresca. Come Giovanni Battista lasciando spazio a Gesù, come tanti profeti e martiri anche del nostro tempo. Se non ci facciamo “piccoli”, se non facciamo sparire tanto di noi stessi, non potremo manifestare il volto e gli atteggiamenti del Cristo misericordioso che c’è in ciascuno di noi; non potremo “fare” la volontà del Padre. È per questo che, anche se non capisco, se non faccio nulla... sto, rimango, accompagno la sofferenza umana. Credo che sia la mia missione, come cristiano e religioso. Spero che anche per te, la Via Crucis possa essere un cammino di liberazione, un cammino di Luce.

Un abbraccio,

Simone

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