giovedì 25 agosto 2016  
 

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:: Un'estate che fa per te  
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:: LIBERARE I SOGNI  

I ‘sognatori’ dell’Isis

Cosa sognano gli strateghi dell’Isis? “Sognano un’Europa islamofoba”, afferma il giornalista canadese Gwynne Dyer. Sognano “capi di stato europei che dichiarino guerra all’Islam”, sognano di convincere tutti i fedeli islamici “che il mondo musulmano è sotto l’attacco del malvagio Occidente cristiano”. Sognano una ‘scontro di civiltà’, sognano una guerra di religioni. Ed è probabilmente per questo che i terroristi stanno concentrando i loro attacchi sulla Francia, perché la Francia, in questo momento, è il paese europeo più esposto a una deriva xenofoba di estrema destra. Il sogno dell’Isis è che Marine Le Pen diventi presidente della Repubblica francese. Non tutti i musulmani condividono questo sogno. Anzi, la maggioranza sognano altri sogni. Tahar Ben Jelloun, ad esempio, famoso scrittore marocchino, sogna che i fedeli islamici scendano in massa in piazza per gridare questo messaggio: “Liberiamo l’Islam dalle grinfie del Daesh!”.

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:: Non possiamo rimanere indifferenti  
Ancora una volta le nostre vite sono scosse dalle notizie e dalle immagini che arrivano dal Canale di Sicilia: tre stragi in tre giorni (una cadenza mai verificata prima) ha messo fine alla vita di tanti uomini, donne e bambini che scappavano da realtà di guerre e persecuzioni.
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:: Appello per un'Europa solidale  

Il sito giovaniemissione.it desidera farsi promotore dell'Appello per un'Europa Solidale.

Dal Centro Astalli Trento siamo stati coinvolti da alcuni capi scout in questa iniziativa: si tratta di un testo scritto da alcuni scout dell'Agesci trentina sulla base di documenti dell'ASGI, di Amnesty International e dell'Unhcr. 

Gli scout non vogliono essere i soli protagonisti di questa proposta e vorrebbero coinvolgere come promotori tutte le associazioni/realtà/movimenti interessati per lanciarlo tutti insieme il 9 maggio 2016, in una occasione simbolica come quella della Festa dell'Europa. Non c'è l'intenzione di avere fra i promotori gruppi più o meno esplicitamente partitici: proprio per questo motivo c'è la distinzione tra noi enti promotori e chi aderisce dal 9 maggio anche in via personale.

Per diventare promotori con le vostre realtà, vi chiediamo per cortesia di scrivere a tommibiso@libero.it : è l'indirizzo personale di uno studente scout, che ha fatto partire la proposta insieme ad altri capi scout.

Al momento risultano promotori a livello nazionale: AGESCI, Centro Astalli e FUCI.
A livello locale: AC Diocesi Vicenza; Divieto di Sosta seratalternativa; Vincenzo Passerini, presidente del CNCA Trentino-AA; AIESEC Trento (non ancora ufficiale) e Cittadini per la Costituzione (non ancora ufficiale)

Grazie ad alcuni volontari, si stanno contattando anche AIESEC, Libera ed Amnesty nazionali; oltre che SISM, il Portico, la Comunità S.Egidio, il CUAMM ed il Sermig.

A livello nazionale, l'Agesci ha deciso di organizzare 2 eventi nazionali in contemporanea a Lampedusa e al Brennero tra il 26-29 maggio. Restando sempre l'idea di qualcosa di aperto a tutti, che coinvolga anche scout austriaci ed altre associazioni, potremmo fare un ragionamento con le nostre singole realtà anche per una eventuale partecipazione a questo o ad altri eventi per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto a questi temi, che ci stanno così tanto a cuore. 

Appello per un'Europa solidale

Come ribadiscono l’UNHCR e Amnesty International, nel mondo ci sono 60 milioni di profughi, di questi solo 19,5 milioni lasciano il proprio paese e l'86% di questi ultimi è ospite presso le regioni più povere del pianeta. L’impatto più significativo di questa crisi non si fa sentire in Europa, ma in paesi come il Libano, con un milione di rifugiati, la Turchia, il Pakistan e l'Iran. In Europa vediamo profilarsi iniziative di chiusura molto lontane da quel sogno di Europa dei popoli, da quel sogno di Robert Schuman di Continente in grado di essere solidale con il resto del mondo. E siamo coscienti che paradossalmente i nostri Paesi sono corresponsabili di molte delle situazioni che spingono le persone a lasciare le loro case, siano queste rifugiati o migranti economici.

Noi rifiutiamo la costruzione di barriere come risposta al fenomeno migratorio.
Siamo contrari ad una politica di chiusura che porta ad “un'anestetizzazione delle coscienze” e a una mancata assunzione delle nostre responsabilità e dei nostri doveri di solidarietà e accoglienza.

Per questo noi chiediamo ai nostri rappresentanti politici:  

- la creazione di corridoi umanitari per evitare i cosiddetti “viaggi della morte”, organizzati spesso dalla criminalità organizzata, in modo tale da gestire gli arrivi in sicurezza e secondo una politica

- che venga rivisto il trattato di Dublino secondo il principio di solidarietà e la libera manifestazione

- che venga istituito un sistema di riconoscimento reciproco delle decisioni positive in materia di protezione internazionale

- che venga creato un sistema di inte(g)razione europeo

Allo stesso tempo noi ci impegniamo a metterci in gioco personalmente. Ci impegniamo ad essere i primi ad accogliere. Ci impegniamo a “promuovere seriamente le economie dei Paesi di provenienza dei migranti, anziché soffocarle”. Ci impegniamo a “ripensare e cambiare il nostro stile di vita che, per molti aspetti, non è compatibile con il benessere di tutta l'umanità”.

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:: MIGRANTI: NO MIGRATION COMPACT  

La proposta fatta dal governo Renzi alla Commissione Europea per risolvere il ‘problema’ dei migranti in arrivo dall’Africa, il cosiddetto Migration Compact, è un brutto passo da parte dell’Italia. Infatti lo spirito del Migration Compact è lo stesso dell’accordo fatto dalla UE con la Turchia. Lo ha detto lo stesso nostro ministro degli esteri, Gentiloni, parlando a porte chiuse, alla Commissione Trilaterale (!): “Lo stesso impegno, profuso dall’Europa per la riduzione dei flussi migratori sulla rotta balcanica, va ora usato sulla rotta del Mediterraneo centrale per chi arriva dalla Libia.”

Trovo grave che il governo Renzi ritenga un successo l’accordo UE con la Turchia. Un accordo abominevole (costato sei miliardi di euro!) che richiederà la ‘deportazione’ in Turchia di migliaia di migranti e profughi. E siccome le ‘deportazioni’ sono atti criminali, ritengo l’accordo fra UE e la Turchia un atto criminale. “I 28 paesi dell’Unione Europea hanno scritto con la Turchia -ha affermato giustamente Cristopher Hein, portavoce del Consiglio Italiano per i Rifugiati- una delle pagine più vergognose della storia comunitaria. E’ un mercanteggiamento sulla pelle dei rifugiati.” Lasciamo alla Grecia la responsabilità di effettuare i rimpatri (impossibili!) in un paese, la Turchia, che non è il loro paese, che non li vuole e per di più, non ha risorse per integrarli.

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