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Mc 1, 11-13 :Gesù l'amato dal Padre

Gim Pesaro ottobre 2008

 

Gesu’ l’amato del Padre

Mc 1,11-13


E venne una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento.

E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.


Leggiamo il testo nel suo contesto cominciando dal versetto 1 fino al versetto 13.

E ora ci soffermiamo sui tre versetti ultimi.


La voce: è la voce di una parola creatrice… Ogni voce appartiene a qualcuno. È la voce di quella parola creatrice che ci giunge attraverso tutta la creazione, la storia, i popoli, le religioni, … è la Parola scritta nei libri sacri e in particolare, per noi, nella Bibbia.

Un missionario del Kenya racconta che un giorno va da lui portando con sé con molta attenzione il Corano. Gli dice: nel mio libro c’è scritto che dopo la morte andrò in paradiso. Tu dove andrai? Il missionario con altrettanta delicatezza prese la Bibbia e gli risposte: anche il mio libro dice che andrò in paradiso… Il musulmano sorrise e contento se ne tornò portando ben visibile il Corano.


Domanda: la voce che giunge non è stata chiesta, giunge, gratuitamente…

La voce posso udirla o ascoltarla. Mi identifico con chi ode o con chi ascolta?(accarezzo lentamente, dolcemente, il libro della Bibbia). Prego per chiedere di giungere all’ascolto, a un ascolto riconoscente di fronte a una parola che è iniziativa gratuita…



Voce dal cielo: e non dalla terra. Il cielo rappresenta ciò che non passa, ciò che rimane, ciò che non muta, …


Domanda: Ho bisogno di ciò che rimae, di qualcosa di solido, che ha spessore… altrimenti sarò una persona sbalottata, instabile, … Si stanno facendo strada nella mia vita parole su cui posso lanciare la rete come ha fatto Pietro?



Tu sei il Figlio mio: la parola figlio fa pensare a una relazione, fa pensare alla vita… a quella vita che è vivere per, vivere grazie; vivere con; vivere nel. Sei figlio primogenito… Dio non ha figli secondogeniti. Il primogenito riceve tutta l’eredità… ognuno di noi riceviamo tutta l’eredità…


Domanda: Mi chiedo qualche volta: ma chi sono io?



Tu sei l’amato: non sei il caso, sei l’atteso… c’è un’umanità immensa che ti aspetta… che ha bisogno di te, delle tue scelte, del tuo stile di vita…


Domanda: quella vita che non ho chiesto e non ho pagato è un dono. Sono amato e sono atteso…



In te ho posto il mio compiacimento: tu sei la ragione del mio essere, non si è stancato e mai si stancherà di te il tuo Dio. Non dimenticare che la sua paternità è il SI di ogni momento, di questo momento...


Domanda: Sono il SI di ogni momento; un SI che è sempre compiacenza… Perché continuo a guardare di più a ciò che faccio io invece di guardare di più a ciò Dio ha fatto e fa per me?



E lo Spirito lo sospinge: lo Spirito non spinge ma sospinge… motiva, dice “se vuoi”, un sospingere costante; non uno spintone… ma frutto di una presenza e di una presa di coscienza, frutto di sempre nuove opportunità…

Domanda: rileggo la mia vita e scopro il filo rosso che la percorre tutta? Che senso ha questo filo rosso? Perché posso leggere la mia vita in un modo diverso (ciò non significa migliore o peggiore) da come la legge chi è vicino a me o vive nello stesso mondo in cui vivo io?



Nel deserto: luogo difficile ma luogo in cui la terra è sacra… luogo il cui nasce il popolo come popolo; luogo dell’ascolto e della ricerca dell’altro, luogo dell’accoglienza e dell’essenzialità...


Domanda: Dio chiede a Mosè di togliersi i sandali… Senza sandali nel deserto la sabbia scotta, le pietre tagliano la carne, le spine si conficcano nei piedi… Ma se con questo gesto Dio non chiedesse di andare avanti ma di andare in profondità? Di scendere in profondità?



E nel deserto rimane quaranta giorni: tutto il tempo necessario. Hai bisogno di rimanere nel deserto... i quaranta benedetti giorni…


Domanda: Ci sono nella mia vita momenti non occasionali di silenzio?So scoprire il tempo necessario e accettarlo oppure cerco di accorciarlo o allungarlo?



Tentato da Satana: la prima difficoltà del deserto è quella che rimpiangere le cipolle d’Egitto… Oggi tre sono le grandi tentazioni del momento: la competitività, il profitto e il possesso. Distruggono questi tre idoli rispettivamente la convivialità; la gratuità (dono); l'uso delle cose...


Domanda: quali sono le tentazioni che più mi disturbano? E quelle che maggiormente mi danneggiano?



Stava con le bestie selvatiche: le bestie rappresentano tante cose… una realtà dove sembra che ognuno pensi solo a sé stesso, alla sua sopravvivenza… fatta anche di attacchi violenti e distruttivi…


Domanda: che nome hanno le bestie selvatiche oggi nella mia vita?



Gli angeli: sono la comunità e i suoi membri, sono le persone che buona volontà che hai incontrato, sono i popoli con le loro culture e religioni…


Domanda: Vedo di più bestie selvatiche attorno a me oppure angeli? Quali angeli? Come li valorizzo? (Da qui nasce l’idea del libro del mese…).



Lo servivano: tutto ti è stato donato per il tuo bene… tutto ti appartiene ma tu appartieni a Cristo Gesù il quale appartiene al Padre di cui è il Figlio amato.


Domanda: I testimoni sono dono, san Daniele Comboni è dono oggi. Mi chiedo allora se è presente nella mia vita la riconoscenza…fatta anche di ri-conoscenza…


 NOTE.  Siamo qui per fare il cammino GIM. Ci mettiamo in cammino come il pellegrino ebreo, vivendo tutti i suoi atteggiamenti... ed altri ancora. Ci sentiamo pellegrini, in viaggio, orientati a Dio, in comunione con il mondo intero, testimoni di un “Dio – Amore – Solidarietà”. 

            Il pellegrino si rivelava essere:

 in cammino (verso il Tempio)

 in salita (gradino dopo gradino)

 insieme al popolo  (e mai da solo)

 in preghiera  (col cuore e la mente orientati a Dio)

 incontro a Dio (perché questa era la meta del pellegrinaggio). 

Il libro del mese:

una biografia su san Daniele Comboni

oppure per chi già avesse già letta una biografia del Comboni, consigliamo:

CAMMINARE SENZA CONFINI

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