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VIVI DA RISORTO!!! Liberare il Grido!

Gim Bologna - Maggio 2006

 

Liberare il grido!

Questa catechesi del mese di maggio ci vuole aiutare a fare una prima sintesi del cammino. Vogliamo rileggere alla luce del Vangelo di oggi le tappe attraversate finora e la nostra situazione attuale. Maggio sarà per noi un mese di profondo ascolto (in cui anche il confronto personale è importante) per poterci comunicare infine, nel mese di giugno, le prospettive che quest’anno di cammino GIM ci hanno aperto. Le scelte piccole o grandi verso cui ci muoviamo.
A giugno dovremmo anche aver chiare le nostre intenzioni per l’anno prossimo:

 

  • ad alcuni di voi il cammino GIM ha già parlato chiaro e mostrato come incarnare la passione missionaria nella società, nel territorio, nella chiesa locale, nelle scelte di vita. Questi, a giugno, li invieremo con tutta la nostra benedizione e un bel calcione nel sedere, di incoraggiamento!
    Restano aperte anche per loro forme di collaborazione con la nostra comunità e esperienze di condivisione con altri giovani che hanno camminato al GIM (parliamone).

  • ad altri appare chiaro che il cammino va approfondito, si può insistere con più cura nell’ascolto della Parola e dei poveri, ci si può accompagnare meglio con il confronto personale. Queste persone riprendono il GIM1 con impegno rinnovato; ci ritroviamo a fine settembre: ripartire per non tradire!

  • altri ancora intuiscono che l’anno che li aspetta sarà decisivo. Sentono che la vita si è fatta loro così vicina da toccarli nel cuore e chiedere delle risposte coraggiose. Vogliono dare queste risposte capendosi bene con Dio, perché non sono padroni della loro vita. Allora scelgono un anno di discernimento più intenso, in una comunità di cammino più piccola e identificata. Questi li accompagnamo tutti insieme con amicizia e nella preghiera, per il loro percorso di GIM2.

Abbiamo visto in questi anni che il campo estivo (dieci giorni intensi di lavoro, condivisione, spiritualità missionaria e incontro con i poveri) è una grande occasione di snodo tra un anno e l’altro.

Questa introduzione ci dà il tono con cui leggere noi, qui ed ora, questa pagina di Vangelo:

 

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi! ”.
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho”. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: “Avete qui qualche cosa da mangiare?”. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

(Lc 24, 36-43)

 

“Mentre parlavano di queste cose…”

Siamo subito dopo l’episodio di Emmaus, approfondito al GIM di aprile. Abbiamo vissuto insieme la via crucis Pordenone-Aviano, abbiamo già celebrato la Pasqua insieme alle nostre comunità… ci sono tante cose di cui dovremmo star parlando. In queste ultime settimane le provocazioni di Gesù morto e risorto dovrebbero essere molte, anche per noi.
Cogliamo l’occasione, in questo GIM di maggio, per chiacchierare un po’ con i discepoli di Emmaus mentre tornano a Gerusalemme: in che modo ho incontrato il Risorto finora in questo cammino GIM?Ripensiamo agli incontri realizzati, ai testimoni con cui la nostra vita si è intrecciata: p.Lorenzo, dal Centrafrica; p.Daniele, dal Perù; Florence, dall’Uganda; Marcello e Laura, Giampaolo e Stefania,con il progetto del condominio solidale; il gruppo dell’associazione Papa Giovanni XXIII; Simone e Giovanni, nel loro impegno politico; p. Matteo, dal Congo; sr. Elisabetta, dal Mozambico; Annarita di Pax Christi; Faustin, dal Congo; il migliaio di persone in cammino lungo la via crucis Pordenone-Aviano; oggi i monaci di Montesole e un testimone della strage del ’44…

Raccontiamo ai discepoli di Emmaus (e a Gesù che d’ora in poi cammina sempre con loro) quali sono le piccole o grandi scelte di vita che piano piano stanno maturando in me.
Quali segni di resurrezione vedo anch’io nella mia storia…
Mentre parlavano di queste cose, mentre anche oggi facciamo memoria dei passi compiuti, Gesù in persona si fa presente in mezzo a noi! Dove due o più sono riuniti nel mio nome, in ricerca della vita, io sono con loro. E quali sentimenti crescono dentro di noi mentre parliamo di queste cose? Come mi sono sentito-a durante questo anno di cammino?

Lo Spirito Santo, Spirito del Risorto, alito di vita, usa come primo strumento per comunicare con noi proprio i sentimenti, che ci smuovono, ci provocano, ci consolano, ci fanno percepire che forse manca ancora qualcosa per vivere davvero.
Anche tra i discepoli, dopo la morte di Gesù, i sentimenti si sono accavallati, in un misto di contraddizioni e impulsi per ripartire. In questo brano vediamo proprio un’evoluzione:

Erano sbigottiti e pieni di timore -> Erano turbati e dubbiosi nel cuore -> Avevano una gioia così grande da non riuscire a credere -> Erano pieni di meraviglia.

Ricordate il fuoco, su cui abbiamo condiviso tanto all’ultimo GIM? (“ci sentivamo ardere il cuore in petto mentre ci parlava per la strada e ci spiegava le scritture”).
Anche in questo caso, per i discepoli, si attizza piano piano. Prima una paura che ti riempie; poi il dubbio, l’inquietudine. Lentamente cresce la gioia: ci sembra di intuire qualcosa di grande, di nuovo, ma è così fuori dalla nostra portata che quasi non riusciamo a crederci.
Come una coppia che cerca un bambino da tanto tempo, magari già in alcuni casi la gravidanza non è andata in porto… quando la vita attecchisce e cresce, dentro germina una gioia che quasi hai paura a comunicare, di cui anche tu ti fidi poco, finchè non vedi tuo figlio che è nato. Ed è un’esplosione di vita gratuita!
Così per la resurrezione, che è il completamento del cammino del discepolo. Ma qual è il nuovo della resurrezione di Gesù? Di fondo, che differenza c’è? Non è sufficiente ricordarlo con stima e fedeltà?Mettiamoci nei panni di un discepolo qualsiasi: camminare con Gesù gli è sembrato fin lì interessante, utile, prezioso. Potrebbe anche accontentarsi di questo: ha imparato molto con lui, ora che non c’è più si cerca di fare tesoro dei suoi insegnamenti. Invece la resurrezione è molto molto di più: è intuire che lui è vivo in mezzo a noi, che vivere non è rincorrere la speranza (chissà se la conserveremo?). Se Gesù è vivo con noi, siamo già sicuri della speranza, della vittoria della vita, nulla ci fa paura, niente ci schiaccia e anche nelle più grandi difficoltà restiamo Vivi! Con una gioia così, uno quasi esita a credere.

E tu? Rileggi l’itinerario dei tuoi sentimenti in questo GIM. Ha seguito la progressione di cui anche i discepoli hanno fatto esperienza? Sei partito-a con tanti dubbi, forse anche con paura, e pian piano ti stai accorgendo che c’è gioia grande alla tua portata? Oppure per caso sei regredito-a, è stato più comodo fare qualche passo indietro? E in questo tempo ultimo, qual è il sentimento dominante? Ti sembra che Dio abbia potuto interagire con i tuoi sentimenti e parlare al tuo cuore, oppure l’hai tenuto molto fuori dalla sfera personale, quasi come un consigliere da interpellare quando vuoi tu?

Fa pensare la cura e la persistenza con cui il Risorto si avvicina, in tanti modi diversi, ai discepoli. Forse proprio perché sa che da parte nostra, altrimenti, c’è il rischio di lasciar vincere la stanchezza, lo scoraggiamento o il dubbio. Renditi conto che Dio non è uno che ti lascia in pace! Se ti sembra lontano, chiediti bene se per caso non dipende da te! In questo brano avviene per Gesù quello che avviene a noi quando qualcuno ci chiede, esplicitamente o implicitamente, di dimostrargli che ci siamo, che gli vogliamo bene. Pensa a cosa fai tu in questi casi, ai gesti che ti sono usuali…

In questo Vangelo di nuovo, con pazienza, Gesù torna a dimostrare ai discepoli che vuole loro bene, che è realmente al loro fianco, che la vita è davvero più forte della morte! Viene a cercare i discepoli, si fa toccare da loro, mostra loro le sue ferite, mangia con loro.
Vienici incontro di nuovo così, Gesù, ogni giorno: ne abbiamo bisogno! E apri i nostri occhi per accorgerci dei tanti modi in cui lo fai!

“Uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io”.

L’ultimo incontro con Gesù nel Vangelo di Luca ha questo sapore molto semplice e concreto: un pesce arrostito mangiato insieme. Speriamo davvero che -quasi in conclusione di questo anno GIM- ognuno di voi possa dire: ho incontrato Gesù, carne e ossa. Speriamo con altrettanta forza che ognuno di voi possa dire concretamente: “vive in me uno Spirito risorto, che la gente può toccare, carne e ossa”. Fosse anche un pochino, con tutti i nostri limiti e contraddizioni, ma essere segni di speranza-carne-e-ossa è la nostra vocazione. Altrimenti, la resurrezione non trova strada.

di: Andrea

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