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Gim Napoli: Veglia di preghiera 31 Dicembre 2011

PRIMO MOMENTO: Ringraziamento per il referendum sull’acqua

 

Segno: processione con l’acqua.

 

Dal discorso del capo indiano Seattle a Franklin Pierce, presidente USA, 1854

 

Come potete acquistare o vendere il cielo o il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole, come è che voi potete acquistarli?

 

Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.  I fiumi sono i nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete, sfamano i nostri figli. Quest’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è solamente acqua: per noi è qualcosa di immensamente significativo; è il sangue dei nostri padri.

 

Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per i fiumi lo stesso affetto che dimostrate ad un fratello.

 

Tutto ciò che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Tutto ciò che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

 

Noi, almeno, sappiamo questo: la terra non appartiene all’uomo, bensì è l’uomo che appartiene alla terra.

 

Riflessione

 

Questa è una storia totalmente inventata. Per conoscere come un potere immorale e mafioso si sta impossessando dell’acqua del pianeta. Per partecipare ad un altro potere che, a mani nude, sta cercando di impedirglielo. Bisogna sapere. Sapere che è in corso l’ultima ‘guerra’ per il possesso finale dell’ultima merce: l’acqua. Una ‘guerra’ culturale, politica e sociale, dal cui esito di pende la nostra democrazia.

 

Tra tutti i processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell’acqua è il più criminale. Perché è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l’esistenza umana.

 

L’acqua è il punto di congiunzione tra il nulla, la vita e il Creato. E’ il ponte tra il niente e la vita. E la vita è il ponte tra la nostra esistenza e il Creato. Non il nulla, ma il Creato. La ‘guerra’ sta tutta qui: tra chi si è frapposto, come un onnipotente questuante, auto-proclamatosi ‘padrone dell’Acqua’, tra il niente e il Creato.

Roberto Lessio, All’ombra dell’acqua

 

 

TE DEUM (in forma responsoriale)

Noi ti lodiamo, Dio ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.
 
A te cantano gli angeli e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
 
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli e la candida schiera dei martiri;
 
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, e lo Spirito Santo Paraclito.

 Noi ti lodiamo, Dio ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.
 
O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell'uomo.
 
Vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

 Noi ti lodiamo, Dio ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

Soccorri i tuoi figli, Signore, che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria nell'assemblea dei santi.
 
Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, lodiamo il tuo nome per sempre.

 Noi ti lodiamo, Dio ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

Degnati oggi, Signore, di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
 
Pietà di noi, Signore, pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno.

 Noi ti lodiamo, Dio ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur
.

  

SECONDO MOMENTO: la creazione, prima Bibbia

Segno: il mappamondo che  fiorisce

SALMO 104 – INNO ALLA CREAZIONE

Anima mia, dà lode al Signore: quanto sei grande, Signore mio Dio, tue vesti sono magnificenza e splendore.

Egli come di un manto si avvolge di luce, egli come una tenda dispiega i cieli.

Egli sulle acque innalza le sue dimore, egli fa delle nubi il suo cocchio regale, egli sulle ali del vento avanza.

Egli i venti scatena come suoi messaggeri, suoi ministri il fuoco e la fiamma.

Egli ha fissato le basi alla terra, perché non vacilli in eterno, per sempre.

L’avevi avvolta come di un manto dentro le acque dell’abisso:

fin sopra le montagne si levavano le acque.

Le mise in fuga la sua minaccia, al fragore del tuono si trassero atterrite.

Salivano sui monti scendevano le valli, lungo gli alvei da te fissati.

Un confine hai posto a tutte le acque che mai più varcheranno, e mai torneranno a sommerger la terra.

Egli fa scaturire sorgenti e scorrere fiumi giù per le valli e in mezzo alle montagne.

Ivi a bere vanno gli animali dei campi e la zebra vi spezza la sete.

Sopra le lor sponde fan nido gli uccelli e tra le fronde compongono canti.

Egli irriga i monti dalle alte sue stanze: dal frutto delle opere tue tu pasci la terra.

L’erba fai crescere per tutti gli armenti e vegetali per la vita di ogni mortale; perché raccolga pane da tutta la terra.

E vino che allieta il cuore dell’uomo, e olio che fa brillare il suo volto, e pane ancora a irrobustirne il vigore.

Quante le cose che hai fatto, Signore, e con quale sapienza le hai fatte: di tue creature è piena la terra!

Tutti aspettano da te alimento, che tu li nutra a tempo opportuno.

Tu lo provvedi ed essi lo accolgono: tu apri la mano e ciascuno di loro si sazia di beni.

Fin che vita mi duri, a Dio voglio cantare: inni comporre al mio Dio finché avrò vita.

Salga il mio carme fino al suo cuore e questa sia la mia gioia in Dio.

Anima mia, al Signore dà lode.

 

Riflessione

Il futuro cristiano dal mio punto di vista dipenderà soprattutto dall’abilità dei cristiani di assumere le proprie responsabilità per il destino della Terra. La distruzione presente di tutte le forme fondamentali di vita sulla Terra avviene dentro una cultura che è emersa da una matrice biblico- cristiana, non viene dal mondo buddista o dal mondo induista o dal mondo cinese o giapponese, o dal mondo islamico, è venuta dentro la nostra cosiddetta civiltà cristiana occidentale. La difficoltà per come uscire da questa strettoia potrebbe essere mitigata se noi ricordiamo che nelle prime comunità cristiane c’erano due fonti di rivelazione: una la manifestazione del divino nel mondo naturale, l’altra la manifestazione del divino nel mondo biblico. Devono essere interpretate l’una con l’altra, in questo contesto salvare la Terra è una parte essenziale del salvare la primitiva presenza divina nel mondo.

Oggi potremmo dire che la più significativa divisione tra gli esseri umani non è basata né su nazionalità né sull’etnia né sulla religione, ma piuttosto è una divisione fra coloro che dedicano la loro vita a sfruttare la Terra in una maniera deleteria, distruggendola, e coloro che si dedicano a preservare la Terra in tutto il suo naturale splendore. Moralmente noi abbiamo sviluppato una risposta al suicidio, all’omicidio, al genocidio, ma ora ci troviamo a confrontarci con il biocidio, l’uccisione di sistemi vitali e il geocidio, l’uccisione del pianeta Terra nelle sue strutture vitali e funzionali. Queste opere sono un male maggiore di quanto abbiamo conosciuto fino al presente, male per il quale non abbiamo principi né etici né morali di giudizio.

Noi stiamo eliminando forme vitali che hanno richiesto centinaia di milioni di anni, forse miliardi di anni, per giungere all’esistenza, per esempio le foreste tropicali hanno richiesto sessanta milioni di anni per arrivare dove sono arrivate, sono forse la più bella espressione di vita sulla Terra e forse nell’intero Universo eppure stiamo distruggendo le foreste tropicali a una velocità di cinquanta ettari ogni minuto di ogni giorno. Una semplice dottrina della custodia del Creato non sembra più adeguata per affrontare problemi così gravi. C’è bisogno di un più profondo sviluppo del nostro senso di come ci relazioniamo al mondo naturale. 

 Thomas Berry


TERZO MOMENTO: l’oggi

Matteo, 6, 28-29

E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.

 

Riflessione

Nonostante la nostra incapacità a prevedere il futuro in dettaglio il mio punto di vista è che tutti coloro le cui vite coprono queste sette decadi dall’inizio della seconda guerra mondiale, queste generazioni saranno tra le generazioni più disprezzate e più maledette in tutta la storia umana. La ragione per cui verremo così odiati dai nostri nipoti e pronipoti e da tutti coloro che verranno dopo è molto semplice: mai prima d’oggi esseri umani avevano talmente sfruttato, danneggiato e degradato il pianeta Terra al punto cui siamo giunti noi. Il nostro sfruttamento del mondo naturale è inequivocabilmente un problema morale ed etico, distruggendo la Terra noi consumiamo risorse e distruggiamo centinaia di migliaia di specie e così facendo viviamo una profonda situazione di peccato. Potremmo dire che noi stiamo commettendo il peccato originale, noi pretendiamo di essere come Dio (Gn 3,5), e così noi controlliamo la Terra e tutto quello che c’è in essa.  

P. Collins, Judgment Day

 


QUARTO MOMENTO: la speranza

Apocalisse, 21, 1-5

 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.  Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il "Dio-con-loro".
 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.

 

Riflessione

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.


Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate.

 

SALVE REGINA


PREGHIERA FINALE

Cambiare il mondo non è il sogno che manca, ma è la realtà che fa fatica a diventare storia quotidiana. Cambiare il mondo è il clamore sempre più forte che viene dagli ultimi e sofferenti. Cambiare il mondo è il grido che ci rivolge Madre Terra così tanto maltrattata. Cambiare il mondo è la speranza di chi genera una nuova vita per garantirle un futuro dignitoso. Cambiare il mondo è l’impegno di chi crede ancora che Dio continua a stare con noi. Cambiare il mondo è la pazzia di colui che è capace di credere all’impossibile.

Ma come si può cambiare il mondo?

Vanità, presunzione, superbia, follia, assurdità, demenza … Così molti pensano.

Invece si può e si deve cambiare il mondo!

Saggezza, lungimiranza, fortezza, coraggio, audacia, responsabilità..

E’ quello che fa strappare l’impossibile dal sogno e lo rendo possibile.

Cambiare il mondo, è e sarà sempre l’agire di nostro Dio innamorato dell’umanità e generatore di un universo meraviglioso.

Cambiare il mondo, è e sarà sempre l’impegno di chi ama davvero questa nostra madre terra e sorella umanità.

Una strada è stata aperta, e sono già molti che lo percorrono. Un cammino è stato spianato da chi ha avuto il coraggio di credere al nuovo. Una via nuova è diventata quotidiana e sta raccogliendo molti viandanti. Un sentiero sta coinvolgendo molta gente per poter connettere al cambiamento.

Si chiamano nuovi stili di vita e stanno diventando il cibo di molti.

Sono azioni quotidiane possibili a tutti che generano l’onda del nuovo.

Sono scelte giornaliere capaci di dare un volto nuovo alla vita del pianeta.

E allora …

Tu, caro amico e cara amica, puoi cambiare il mondo.

Tu, caro fratello e sorella, puoi trasformare questo nostro pianeta.

Tu, proprio tu, compagno e compagna di viaggio, sei la forza della nuova realtà.

 Tu, proprio tu che non conti niente, come dicono, puoi essere la goccia di un’onda di una grande mutazione.

E allora …

Lasciati prendere per mano da tutti coloro che hanno intrapreso questo percorso.

Solo così potrai vedere il domani pieno di luce e il mondo a colori di arcobaleno.

Cambiare il mondo è possibile: follia di chi ama.  

Adriano Sella

 

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