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GIM Pesaro: Noi come il Pane dell’Accoglienza spezzato nel deserto

Preghiera iniziale, gennaio 2009

Preghiera iniziale – Gim Pesaro 17/18 Gennaio 2009

Noi come il Pane dell’Accoglienza spezzato nel deserto

Un'altra parabola disse loro:
"Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti".

Canto iniziale: Pane del cielo

Preghiera iniziale:

Sinfonia dell’accoglienza

Essenzialità, silenzio, condivisione, servizio, lavoro umile, disponibilità
Adattamento alle novità, rottura degli schemi, cammino, gratuità.

Tutte queste ”note” insieme compongono la Sinfonia dell’accoglienza

Padre, liberami dalla paura della novità che l’altro può portarmi,
solo l’incontro può guarirmi dalle continue preoccupazioni su me stesso.

Ti chiedo Padre, per tutti noi l’armonia tra le luci e le ombre del nostro essere.

Ti chiedo la capacità di mettere in discussone tutto ciò che non è essenziale,
che tante volte riteniamo assoluto o superiore a quelle di altri popoli.

Grazie per i fratelli e sorelle che ci doni lungo il cammino della nostra vita,
donaci di credere che un frammento del tuo volto si svela per noi tramite loro.

          

Gesto di condivisione e di presentazione
Ingredienti: Farina, acqua, lievito e noi stessi

Uniamo la farina (segno della nostra terra, delle nostre tradizioni, della nostra cultura)
all’acqua (segno del dono di Dio che viene dal cielo, legato alla provvidenza, prezioso per la vita  essenziale alla crescita e al nutrimento)
non dimenticando il Lievito (nel mondo c’è una forza minuscola e gigantesca che lievita tutto: la Parola di Dio).

Ora impastiamo con le nostre mani il tutto
METTIAMO LE MANI IN PASTA, NON LE TENIAMO NASCOSTE IN TASCA
per preparare il pane che porteremo domani sull’altare e spezzeremo insieme, ci presentiamo uno ad uno mentre uniamo la farina all’acqua creando qualcosa di nuovo, la pasta per il pane che ci sfamerà.
E. e A. ci spiegheranno questo gesto.

Dal VANGELO:
In quei giorni c'era di nuovo una folla grandissima, e poiché non avevano da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «Io ho pietà di questa gente; poiché da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. Se li rimando a casa digiuni, verranno meno per strada; perché alcuni di loro sono venuti da lontano».
I suoi discepoli gli risposero: «Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto?

(Vangelo di Marco 8, 1-4)

Il lievito
C'era una donna che,
presa una manciata di lievito,
la tuffò nella farina;
così divenne Pane della vita
e la più bella Eucaristia divina.

          

CRISTIANI COME LIEVITO

Alla venuta di Gesù sembrò che poche cose venissero cambiate; eppure bastò un po' di lievito (il Vangelo) perché tutta la storia ne fosse trasformata (Contrasto tra la piccola quantità di lievito e la pasta lievitata). Invisibile e nascosto come il lievito nella pasta, la Parola di Dio è nel mondo una forza minuscola e gigantesca che lievita tutto. Il Regno arriverà a compimento e la speranza guadagnerà terreno grazie agli amici di Gesù che, in modo umile e povero, trasmettono la più grande felicità possibile alla terra. Attraverso i loro gesti e i loro comportamenti essi fanno "crescere" nella pasta umana la società, la chiesa e il mondo, l'amore e la giustizia che Dio desidera per tutti i viventi.

Preghiera finale:

DIVERSI

No, non è vero che la diversità viene accettata spontaneamente.
Ci sono momenti in cui essa mette a dura prova i nostri nervi
ci sono frangenti in cui vorremmo annullarla, come d’incanto,
per trovare tutti d’accordo con noi, con gli stessi gusti gli stessi desideri.

Tu ci hai fatti diversi lo vogliamo o no, questa è la realtà.
Una realtà scomoda per chi ama troppo l’ordine, e la compattezza.
Una realtà colma di ricchezza per chi sa apprezzare le risorse in qualunque persona.
Una realtà imbarazzante per chi la avverte come un attentato alle sue opinioni, alla sua personalità.
Una realtà benefica, per chi ama la propria e l’altrui libertà.  

Grazie Signore, per tutte le differenze di pelle, di cultura, di tradizioni.
Grazie per averci salvati dall’omologazione e dall’appiattimento,
dalla clonazione e dalla massificazione.
Grazie per tutti quelli che ci obbligano a prendere atto del loro pensiero,
del loro temperamento, delle loro abitudini, così diverse dai nostri.

(Roberto Laurita)

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