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GIM Venegono: Infanzia negata - Infanzia da difendere

dicembre 2005

Canto: Canzone di Maria Chiara

Le parole dell’uomo

Art . 32 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia

1.      Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o che sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale.

2.      Gli Stati parti adottano misure legislative, amministrative, sociali ed educative per garantire l’applicazione del presente articolo. A tal fine, e in considerazione delle disposizioni pertinenti degli altri strumenti internazionali, gli Stati parti, in particolare:

a.       stabiliscono un’età minima oppure età minime di ammissione all’impiego;

b.      prevedono un’adeguata regolamentazione degli orari di lavoro e delle condizioni di impiego;

c.       prevedono pene o altre sanzioni appropriate per garantire l’attuazione effettiva del presente articolo.

La Parola di Dio

Marco 10,13-16 

Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.

Isaia 9,1-6

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madian. Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia e ogni mantello macchiato di sangue sarà bruciato, sarà esca del fuoco. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

La realtà dei bambini nel mondo

Minori capofamiglia

·        Ora devo occuparmi del mio fratello Rukundo. Stiamo assieme in una tenda nel campo per bambini soli. Lui è sempre triste perché pensa alla mamma, però io cerco di comportarmi da grande perché ora sono il capofamiglia. (Yankurie, Repubblica Democratica del Congo, 7 anni)

·        I miei genitori, cinque fratelli e sorelle furono uccisi e i loro corpi furono divorati dai cani. Due sorelle sopravvissero nascondendosi dietro i loro cadaveri. Io venni violentata e ne nacque un bambino. Ora devo curarmi di lui, di due sorelle minori e di un fratello. (una ragazza sopravvissuta al genocidio in Ruanda del 1994 che ora è tra le migliaia di minori che in quel paese devono prendersi cura dei familiari scampati ai massacri)

Il ragazzo del mio villaggio

·        Un ragazzo tentò di scappare dai ribelli, ma fu preso... Le sue mani furono legate, poi essi costrinsero noi, i nuovi prigionieri, a ucciderlo con un bastone. Io mi sentivo male. Conoscevo quel ragazzo da prima, eravamo dello stesso villaggio. Io mi rifiutavo di ucciderlo ma essi mi dissero che mi avrebbero sparato. Puntarono un fucile contro di me così io lo feci. Il ragazzo mi chiedeva: perché mi fai questo? Io rispondevo che non avevo scelta. Dopo che lo uccidemmo essi ci fecero bagnare col suo sangue le braccia... Ci dissero che noi dovevamo far questo così non avremmo avuto più paura della morte e non avremmo tentato di scappare... Io sogno ancora il ragazzo del mio villaggio che ho ucciso. Lo vedo nei miei sogni, egli mi parla e mi dice che l'ho ucciso per niente, e io grido. (Susan, 16 anni, rapita dal Lord's Resistence Army, in Uganda)

Bambini lavoratori

·        Quanti sono

In mancanza di cifre esatte, l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che siano coinvolti nel fenomeno circa 250 milioni di bambini fra i 5 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo (80 milioni in Africa, 17 milioni in America Latina, 153 milioni in Asia): di questi, 120 milioni lavorano a tempo pieno, 130 milioni solo per una parte della giornata.

A questi vanno poi aggiunti i bambini-lavoratori del mondo industrializzato, Europa (soprattutto nei paesi ex-socialisti), Nord America e Oceania. Per l’Italia è stata finora ipotizzata la cifra di circa 300mila casi, non suffragata però da conferme ufficiali. Una recente inchiesta della CGIL riporta tuttavia una stima ancora maggiore (509.000). Secondo l’organizzazione non governativa Mani Tese, si calcola che nel Regno Unito lavorino a vario titolo almeno il 15% dei ragazzi fra gli 11 e i 14 anni di età. Negli Stati Uniti lavorano circa 5 milioni e mezzo di ragazzi, e le violazioni delle norme che regolamentano il lavoro dei minori sono aumentate del 250% tra il 1983 e il 1990.

·        Il lavoro minorile può assumere molte forme diverse.

-          Lavoro domestico: svolto a casa altrui, spesso in forma di vera e propria schiavitù come nel caso delle piccole restavek di Haiti o degli “incatenati” del Bangladesh. In Sri Lanka una famiglia su tre ha in casa un servo-bambino di età inferiore ai 14 anni, in Kenya una su cinque. Questi bambini sono molto spesso malnutriti, angariati in ogni modo e sottoposti a orari massacranti. L’abuso sessuale è quasi regolarmente considerato dai loro padroni come un complemento del loro impiego.

-          Lavoro forzato: Dai telai del Nepal alle piantagioni di canna da zucchero del Brasile, dai cantieri edili in Myanmar/Birmania alle tende nel deserto della Mauritania, centinaia di migliaia di bambini e adolescenti pagano con il loro sudore i debiti contratti dai loro genitori. Naturalmente, il lavoro non basta mai a ripagare il debito, e il bambino-schiavo rimane tale per un tempo indefinito.

-          Sfruttamento sessuale a fini commerciali: Il business del turismo sessuale e della prostituzione minorile coinvolge, circa un milione di minori all’anno nel mondo, in gran parte bambine e ragazzine. Alcuni paesi, tra cui Thailandia, Repubblica Dominicana e Brasile, tollerano questa vergogna in virtù degli enormi introiti in valuta straniera che essa fa circolare nel paese.

-          Lavoro nelle industrie e nelle piantagioni: Attività pesanti e pericolose, che sottopongono il fisico dei minori a gravi rischi. Ci sono bambini che scavano carbone nelle miniere della Colombia, che raccolgono il tè in piantagioni irrorate di pesticidi nello Zimbabwe, che tagliano la canna da zucchero in Brasile, che fabbricano bracciali di vetro o confezionano sigarette in condizioni disumane nelle fabbriche dell’India.

-          Lavoro di strada: Un bambino che lavora per strada spesso ha alle spalle una famiglia bisognosa, spesso genitori assenti o violenti, e con molta probabilità contribuisce a mantenerla con i mille lavori precari della strada, oppure con l’accattonaggio o con piccoli furti. I bambini di strada, sono il facile bersaglio di azioni repressive a volte spietate condotte in nome dell’ordine pubblico e della difesa della proprietà. Ai problemi quotidiani di una difficile sopravvivenza, alle malattie infettive e al continuo pericolo di essere incarcerati o assassinati, si aggiunge per questi bambini il senso di disprezzo da parte della società circostante e la perdita della propria autostima. Accade frequentemente che essi trovino un effimero rifugio nelle droghe sintetiche, estremamente dannose per l’organismo.

-          Lavoro in famiglia:. Se è normale e anche formativo che bambini e adolescenti aiutino nelle faccende casalinghe, diventa intollerabile un carico di lavoro tale da impedire la frequenza della scuola o da pregiudicare un sano sviluppo del corpo nelle fasi più delicate della crescita. A volte il lavoro in famiglia, soprattutto nelle zone rurali, può essere così duro e oppressivo da spingere i ragazzi a fuggire in cerca di un lavoro remunerato in città, come accaduto a molti dei mini-lavoratori impiegati nelle fabbriche di tappeti a Katmandu, in Nepal. Bisogna specificare poi che le bambine svolgono in casa una quota di attività mediamente superiore rispetto ai coetanei maschi.

-          Lavoro delle bambine: Secondo stime ufficiose il 56% dei bambini lavoratori nei paesi in via di sviluppo sono maschi (stima OIL 1994). Ma se potessimo analizzare i luoghi informali del lavoro minorile, soprattutto le abitazioni private, vedremmo che sono molto più numerose, di fatto, le bambine che lavorano. I pregiudizi di carattere sessuale aggravano considerevolmente il problema dello sfruttamento dei minori, e alle bambine si nega più ancora che ai bambini il diritto all’educazione di base, con l’effetto di mantenerle ai livelli più infimi della scala sociale e di assoggettarle, una volta cresciute, al controllo e allo sfruttamento da parte del marito.

Canzone : Bambini (Paola Turci)

Bambino, armato e disarmato in una foto senza felicità,

sfogliato e impaginato in questa vita sola che non ti guarirà.

Crescerò e sarò un po’ più uomo ancora un’altra guerra mi cullerà.

Crescerò, combatterò questa paura che ora mi libera.

Milioni sono i bambini stanchi e soli in una notte di macchine.

Milioni tirano bombe a mano ai loro cuori ma senza piangere.

Ragazzini corrono sui muri neri di città

sanno tutto dell’amore che si prende e non si dà.

Sanno vendere il silenzio, il male, la loro poca libertà.

Vendono polvere bianca ai nostri anni e alla pietà.

Bambini, bambini.

Bambino in un barattolo è rinchiuso un seme, come una bibita

lo sai che ogni tua lacrima futura non ha prezzo come la musica.

Io non so quale bambino questa sera aprirà ferite e immagini.

Aprirà le porte chiuse di una frontiera in questa terra di uomini.

Ma dimmi qual è la piazza di Buenos Aires dove tradirono tuo padre.

Il suo passato assassinato oramai. Desaparecido.

Bambino armato e disarmato in una foto

senza felicità sfogliato e impaginato

in questa vita sola che ti sorriderà.

 

UN MONDO A MISURA DI BAMBINO

Il messaggio del Children's forum all'assemblea dell'ONU

Siamo i bambini del mondo.

Siamo le vittime di sfruttamento e abusi.

Siamo i bambini di strada.

Siamo i figli della guerra.

Siamo le vittime e gli orfani dell'HIV/AIDS.

Ci viene negata una buona scuola e una buona assistenza medica.

Siamo vittime di discriminazioni politiche, economiche, culturali, religiose e ambientali.

Siamo bambini le cui voci non vengono ascoltate: è ora di prenderci in considerazione.

Vogliamo un mondo a misura di bambino,

perché un mondo a nostra misura è un mondo a misura umana per tutti.

In questo mondo,

Vogliamo rispetto per i diritti dell'infanzia: Un impegno reale e concreto dei governi e degli adulti per i principi dei diritti dell'infanzia e l'applicazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia a tutti i bambini. I bambini devono vivere in un ambiente sicuro in famiglia, nelle loro comunità, nelle nazioni

Vogliamo la fine di sfruttamento, abusi e violenza: Devono essere definite e rispettate da tutti leggi che proteggano i bambini dallo sfruttamento e dall'abuso. Centri e programmi che aiutino a ricostruire le vite dei bambini che ne sono vittime

Vogliamo la fine della guerra: I leader mondiali risolvano i conflitti con un dialogo pacifico invece di usare la forza. I bambini profughi e vittime delle guerre siano protetti in ogni modo e abbiano le stesse opportunità di tutti gli altri bambini

Vogliamo il disarmo, l'eliminazione del commercio delle armi e la fine dell'impiego di bambini come soldati

Vogliamo poter avere assistenza sanitaria: disponibilità di cure e di farmaci salva-vita a basso costo per tutti i bambini, la formazione di alleanze affidabili e solide tra tutti i soggetti per promuovere una migliore salute infantile

Vogliamo l'eliminazione dell'HIV/AIDS: I sistemi scolastici devono includere programmi di prevenzione dell'HIV. Test gratuiti e centri di consulenza. Informazioni sull'HIV/AIDS liberamente disponibili per la gente. I bambini resi orfani dall'AIDS e i bambini ammalati o portatori devono essere curati e devono godere delle stesse opportunità di tutti gli altri bambini

Vogliamo la protezione dell'ambiente: la conservazione e il recupero delle risorse naturali, la coscienza della necessità di vivere in ambienti sani e favorevoli al nostro sviluppo, zone accessibili per i bambini con esigenze particolari

Vogliamo la fine del circolo vizioso della povertà: comitati anti-povertà che portino trasparenza nelle spese e diano attenzione ai bisogni di tutti i bambini la cancellazione del debito che impedisce progressi per l'infanzia

Vogliamo che sia fornita un'istruzione: parità di accesso e di opportunità a una scuola di qualità gratuita e obbligatoria, ambienti scolastici in cui i bambini siano contenti di imparare, un'educazione alla vita che vada al di là delle materie di studio e includa lezioni sulla comprensione, i diritti umani, la pace, l'accettazione degli altri e una cittadinanza attiva

Vogliamo la partecipazione attiva dei ragazzi: maggiore consapevolezza e rispetto fra le persone di ogni età verso il diritto di ogni bambino di partecipare pienamente, nello spirito della Convenzione sui diritti dell'infanzia. I bambini devono essere attivamente coinvolti nelle decisioni a tutti i livelli e nella progettazione, attuazione, controllo e valutazione di tutte le questioni che riguardano i diritti dell'infanzia.

Ci impegniamo a lavorare insieme in modo paritario in questa lotta per i diritti dell'infanzia.

E mentre promettiamo di sostenere le azioni che intraprenderete a favore dei bambini,

vi chiediamo anche sostegno e impegno per le azioni che noi intraprenderemo,

perché i bambini del mondo non sono compresi bene.

Non siamo la fonte del problema: siamo le risorse necessarie per risolverlo.

Non siamo spese: siamo investimenti.

Non siamo solo giovani: siamo persone e cittadini di questo mondo.

Fino a che gli altri non accetteranno le loro responsabilità verso di noi,

combatteremo per i nostri diritti.

Abbiamo la volontà, il sapere, la sensibilità e la dedizione.

Promettiamo che da adulti difenderemo i diritti dei bambini

con la stessa passione che abbiamo ora da bambini.

Promettiamo di trattare tutti gli altri con dignità e rispetto.

Promettiamo di essere aperti e sensibili verso le nostre differenze.

Siamo i bambini del mondo, e a dispetto delle nostre diverse origini condividiamo una realtà comune.

Siamo uniti nella nostra lotta per fare del mondo un posto migliore per tutti.

Dite che siamo il futuro, ma siamo anche il presente.

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Padre nostro

Canto finale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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