giovaniemissione.it

GIM Pesaro: Il giovane ricco

novembre 2004

Il giovane ricco

Veglia GIM Pesaro - novembre 2004

cerca nel sito

torna alle pagina Veglie e Preghiere

scrivi

Catechesi

Teologia della Missione

Sfide per crescere



 

Il giovane ricco


Segno di croce


  • CANTO

            La preghiera: condividiamo i pensieri e le riflessioni del pomeriggio.


  • CANTO

  • Intronizzazione della Parola


1) Ci introduciamo nella preghiera…

ci mettiamo alla presenza di Dio


Iniziamo ora a fare silenzio.

Ascoltiamo il nostro respiro.

Pensiamo che incontreremo il Signore.



Salmo 139


Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri,

mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;

la mia parola non è ancora sulla lingua

e tu, Signore, già la conosci tutta.


Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

Stupenda per me la tua saggezza,

troppo alta, e io non la comprendo.


Dove andare lontano dal tuo spirito,

dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei,

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora

per abitare all’estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano

e mi afferra la tua destra.


Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra

e intorno a me sia la notte”;

nemmeno le tenebre per te sono oscure,

e la notte è chiara come il giorno;

per te le tenebre sono come luce.


Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.


Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora.


Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri:

vedi se percorro una via di menzogna

e guidami sulla via della vita.


poi invochiamo lo Spirito


Invochiamo lo Spirito, perché ci liberi da noi stessi.

Lo Spirito ci renda attenti all’ascolto e ravvivi la Parola che leggeremo.

Apra gli occhi del nostro cuore, ci riveli il volto di Dio e la sua volontà.


  • CANTO


2) Leggiamo la Parola


Prendiamo la Parola e ascoltiamo la lettura. Il Vangelo è la bocca di Gesù: è Dio che Parla. Facciamo una lettura attenta, calma, in modo che il testo sia capito e si imprima nel cuore. E’ lettura-studio fatta con il cuore in ascolto.

Dal Vangelo di Marco: Mc 10, 17-22

Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? ”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”
Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.





3) Meditiamo la Parola


Meditiamo la Parola, approfondiamo, scaviamo. Gli antichi parlavano di “ruminare”, cioè masticare continuamente la Parola letta e compresa, fino a gustarne il sapore. Rimuginiamo la Parola inserendola nella nostra vita concreta, finché diventi “Parola per noi” e illumini la nostra situazione.


Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro…


Una corsa, un desiderio, un atteggiamento di umiltà.

Io sto cercando un tesoro e, in esso, desidero porre il mio cuore. Desidero le ricchezze, quelle vere, e, con esse, cerco la ricchezza di un Cuore... Tutto ciò che io possiedo, non basta. La mia vita vuole correre verso qualcuno...

Anch’io corro...Penso di avere chiara la meta. Eppure a volte mi fermo e chiedo: “Vado bene per questa strada?”.

A volte, sicuro della via, ho ugualmente paura di sbagliare, come una nave che, nella direzione giusta, procede con il vento contrario…

e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? ”.

Ti imploro anch’io in ginocchio?

Maestro, cosa devo fare di buono per dare un significato pieno alla mia vita?

Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”.

Questo lo so Signore, e cerco di seguire con gioia i tuoi comandamenti…se questo basta…Basta?

Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”.

La vita eterna è una ricompensa alle ie buone azioni (come era diffusa in Israele la mentalità che Dio ricompensava l’uomo in base alle sue opere)?

Allora Gesù, fissatolo, lo amò…

Cerco di immaginarmi l’abbraccio che lo sguardo di Cristo aveva su tutte le cose: sui bambini che giocavano, sul passero che cadeva, sul fiorellino del campo, sulla donna di strada che stava ai margini…

Quante volte mi sono sentito non amato! Eppure, ora la situazione è diversa…C’è uno sguardo amorevole su di me - e non capisco cosa Dio mi chiede- e sento una spinta alla felicità…

e gli disse: “Una cosa sola ti manca…

Lo so, Signore...Manca un senso alla mia vita...Seguo i comandamenti, ma non mi basta. Arriva il momento in cui ci si rende conto che non basta...

C’è qualcosa di più profondo, di più grande e sicuramente anche di più impegnativo.

Mi manca il desiderio di affidarmi, la capacità di accettare la tua volontà.

Mi manca di capire che sono creato per donarmi...

và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo…

Quello sguardo... quello sguardo mi mette in discussione... Ora quegli occhi non vedono solo me, ma altri. Sono i poveri, sono coloro che attendono il mio dono.

Vendi ciò che hai: l’intelligenza, i sentimenti, il cuore...Ecco, mi metto a disposizione degli altri. Occorre diventare noi i poveri di tutto per acquistare quel campo, per avere la perla...

Mi chiedi di vendere, non di regalare...

Vendere vuol dire apprezzare ciò che mi hai donato e restituirti tutto, perché sia Tu e non io a fare della mia vocazione un dono a quanti mi affiderai.

Posso donarmi, dare! Nella libertà vera, nella quotidianità, nelle piccole cose di tutti i giorni. Morire a me stesso...

Perché accontentarsi di essere cristiani a metà (se poi vuol dire essere cristiani), quando si può essere cristiani fino in fondo.

poi vieni e seguimi”.

Dio è misterioso ed esigente. A Dio non piacciono i “forse”, i “ma”, i “vedremo”.

Vuole una risposta sincera, generosa ed immediata.

Si tratta di divenire disponibile a lasciarmi fare, a tirare fuori da me stesso, plasmare, rispondendo con docilità all’azione generatrice e piena di amore di Gesù è ciò che, da parte mia, può aprirmi all’esperienza concreta della sequela.

Esiste in me questa disponibilità? Il mio modo di vivere si sta trasformando in autentica esperienza di speranza e abbandono?…

Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.

L’abbraccio di Gesù è troppo stretto per me? E’ troppo esigente?

Mi divincolo: arrivo alla soglia di una nuova tappa della mia vita: ho il coraggio di varcarla?

Mi fido? O me ne vado afflitto, rattristato.

In fondo non può bastarmi quella religiosità che già possiedo? O forse così abbandonerò anche questa religiosità, o farò di tutto per coniugarla con il mio stile di vita, ponendola tra le tante cose che già possiedo?

Ma in fondo resterò sempre triste?


4) Parliamo con Dio

E’ la preghiera spontanea che sgorga dal cuore. E’ il dialogo io-tu.

E’ essere in conversazione con Dio. La Parola che è venuta a noi, torna ora a Dio sotto forma di stupore, lode, ringraziamento, richiesta di perdono, supplica per me, per i fratelli, il mondo.


5) Contemplazione

Orientiamo la mia preghiera sul dopo, sulla nostra vita, sul nostro impegno, sulle persone che ci sono accanto.

Ci impegniamo a realizzare quanto abbiamo pregato (preghiera continua).

Addentrandoci nella contemplazione della Parola di Dio; cogliendo nella storia sacra il mistero della volontà di Dio circa la storia umana; imbattendoci in una infinita varietà di situazioni umane illuminate e salvate dalla Parola di Dio; immergendoci nella meditazione della vita di Gesù…incontriamo la forma pura ed autentica della vita umana, quella che Dio stesso ha proposto come luminosa rivelazione di Se stesso. Allora ritorniamo alla vita di ogni giorno con una nuova luce di speranza.

Condividiamo la nostra preghiera

  • CANONE


6) Conclusione

  • PADRE NOSTRO


torna alle pagina Veglie e Preghiere

Condividi questo articolo:

Registrati alla newsletter