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GIM: Educare alla pace

convivenza fine 2003

Un impegno sempre attuale: educare alla pace

Convivenza fine anno di tutti i G.I.M., Pesaro, 31 dicembre 2003

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Breve presentazione

 

La veglia è divisa in 3 momenti, ognuno introdotto da un breve passo del messaggio del Papa per la Giornata Mondiale per la Pace del 1/1/2004.

Il primo momento è un momento penitenziale comunitario, nel quale chiediamo perdono per la Pace non costruita. Nel secondo momento ci mettiamo in ascolto anche di un testimone, Desmond Tutu, che ha capito fino in fondo cosa sia la Legge di Dio e quanto questa superi le leggi dell’uomo, che ancora non hanno generato la Pace. Nel terzo momento ci mettiamo in ascolto del Signore che ci parla e a Lui ci affidiamo per un cammino sulla via della Pace: l’AMORE.

Questa veglia – scritta in gruppo – è stata pregata a Pesaro, alla convivenza dei GIM di tutta Italia, nella notte a cavallo fra il 2003 e il 2004.

A voi mi rivolgo, Capi delle Nazioni, che avete il dovere di promuovere la pace!

A voi, Giuristi, impegnati a tracciare cammini di pacifica intesa, predisponendo convenzioni e trattati che rafforzano la legalità internazionale!

A voi, Educatori della gioventù, che in ogni continente instancabilmente lavorate per formare le coscienze nel cammino della comprensione e del dialogo!

Ed anche a voi mi rivolgo, uomini e donne che siete tentati di ricorrere all'inaccettabile strumento del terrorismo, compromettendo così alla radice la causa per la quale combattete!

Ascoltate tutti l'umile appello del successore di Pietro che grida: Oggi ancora, all'inizio del nuovo anno 2004, la pace resta possibile. E se possibile, la pace è anche doverosa!


Primo momento:

Educare alla pace

i nostri peccati sociali

La Chiesa, invece, ha sempre insegnato ed insegna ancor oggi un assioma molto semplice:

la pace è possibile. Anzi, la Chiesa non si stanca di ripetere: la pace è doverosa.”

Momento penitenziale comunitario

 

Chiediamo perdono dei nostri peccati sociali contro:

  • le schiave d’oggi:

Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me che sono una samaritana? (Gv 4)

  • i nostri fratelli immigrati:

Ero forestiero e non mi avete ospitato (Mt 25)

  • la vocazione di tutta la Chiesa alla Giustizia:

Cercate prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia! (Mt 6)

  • la Verità di chi soffre:

Ho osservato la miseria del mio popolo in egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti: conosco infatti le sue sofferenze (Es 3)

  • i sogni dei giovani del Mondo:

Sciocchi e tardi di cuore a credere alla parola dei profeti! (Lc 24)

 

Secondo momento:

il diritto internazionale, necessario alla pace

noi e un testimone

 

L’impegno contro il terrorismo deve esprimersi anche sul piano politico e pedagogico: da un lato, rimuovendo le cause che stanno all'origine di situazioni di ingiustizia, dalle quali scaturiscono sovente le spinte agli atti più disperati e sanguinosi; dall'altro, insistendo su un'educazione ispirata al rispetto per la vita umana in ogni circostanza: l'unità del genere umano è infatti una realtà più forte delle divisioni contingenti che separano uomini e popoli.

Nella doverosa lotta contro il terrorismo, il diritto internazionale è chiamato a elaborare strumenti giuridici dotati di efficienti meccanismi di prevenzione, di monitoraggio e di repressione dei reati. In ogni caso, i Governi democratici ben sanno che l’uspo della forza contro i terroristi non può giustificare la rinuncia ai princìpi di uno stato di diritto. Sarebbe scelte politiche inaccettabili quelle che ricercassero l’uso della forza senza tener conto dei fondamentali diritti dell’uomo: il fine non giustifica mai i mezzi!”

Un testimone: Desmond Tutu

“Non sono mai stato un politico. Sono un pastore che crede che la religione non può astrarsi da alcuni aspetti della vita pubblica. Nella mia attività che qui si definisce “politica”, in realtà ho seguito sempre i programmi di Gesù Cristo, mai quelli dei partiti politici. Non escludo perciò l’esistenza di un rapporto intimo tra religione e politica, tanto che se un uomo è ispirato dalla fede cristiana può tranquillamente diventare un buon uomo politico. Ma per noi esponenti della Chiesa è diverso: siamo infatti tenuti al rispetto della Chiesa e, quando raggiugiamo l’obiettivo delle nostre missioni, dobbiamo poter dire che è stata opera di Dio.”

(Breve risonanza)

 

Terzo momento:

la carità e il perdono, via della pace

la Parola e noi

Per l'instaurazione della vera pace nel mondo, la giustizia deve trovare il suo completamento nella carità. Certo, il diritto è la prima strada da imboccare per giungere alla pace. Ed i popoli debbono essere educati al rispetto di tale diritto. Non si arriverà però al termine del cammino, se la giustizia non sarà integrata dall'amore. Giustizia e amore appaiono, a volte, come forze antagoniste. In verità, non sono che le due facce di una medesima realtà, due dimensioni dell'esistenza umana che devono vicendevolmente completarsi. È l'esperienza storica a confermarlo. Essa mostra come la giustizia non riesca spesso a liberarsi dal rancore, dall'odio e perfino dalla crudeltà. Da sola, la giustizia non basta. Può anzi arrivare a negare se stessa, se non si apre a quella forza più profonda che è l'amore.

È per questo che, più volte, ho ricordato ai cristiani e a tutte le persone di buona volontà la necessità del perdono per risolvere i problemi sia dei singoli che dei popoli. Non c'è pace senza perdono!

Ascolto della Parola

(Gv 14,22-31)

Giuda (non l'Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.
Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. Avete udito che vi ho detto: "Io me ne vado, e torno da voi"; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Ora ve l'ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate. Io non parlerò più con voi per molto, perché viene il principe di questo mondo. Egli non può nulla contro di me; ma così avviene affinché il mondo conosca che amo il Padre e opero come il Padre mi ha ordinato. Alzatevi, andiamo via di qui.

 

* * *

Momento prolungato di silenzio

 

* * *

Preghiere di condivisione:

grazie perché cammini con me… e mi impegno…”

 

Ogni tre preghiere cantiamo:

Lode e gloria a Te, lode e gloria a Te!

Luce del mattino! Lode e gloria a Te!!!

Consegna del decalogo

(ogni 2 punti cantimo il rit di “Este es nuestro cuerpo”)

Padre nostro


Padre Nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome

venga il tuo Regno, sia fatta la tua Volontà

come in cielo così in terra

dacci oggi il nostro pane quotidiano:

il cibo, l’acqua, la casa, il lavoro, le cure mediche, l’istruzione

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori

e non ci indurre in tentazione.

Padre Nostro che sei nei cieli, liberaci dal male!

Padre Nuestro, que estàs en los cielos, libera nos del mal!

Tata wa biso ozali o likolo, bikisa biso o mabè!

Notre Père, qui es aux cieux délibre nous du mal!

Papa kosi ngolo iyaì nakuj, toyunae isua angolo aronon!

Pai Nosso que està no céu, livre-nos do mal!

Our Father, who are in heaven, set us free from Evil!

 

 

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