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GIM Padova: Provocati dalla Parola

febbraio 2003

"Pro-Vocati" dalla Parola 

Veglia del I GIM di Padova 01 Febbraio 2003

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«Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo é il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici».

(Gv 15, 9-13)

 

Da questa Parola si sono lasciati provocare i sette monaci trappisti uccisi in Algeria dal Gruppo Islamico Armato il 21 maggio 1996. Pro-vocare, “chiamare fuori”, chiamarsi fuori dal coro di chi dice, di fronte a scelte difficili e rischiose, “salva te stesso”.

Nel discernimento che li aveva condotti alla decisione di restare nel Monastero di Nostra Signora dell’Atlas - nonostante il prevalere della situazione di tensione - padre Christian, fratel Luc, padre Bruno, padre Paul, padre Célestin, fratel Michel e padre Christophe erano consapevoli della possibilità di una morte violenta; dopo l’ennesimo assassinio di un religioso in terra d’Algeria, il fratello marista Henri, così aveva scritto padre Christian a un gruppo di amici:

«Non c’é amore più grande che donare la vita per coloro che si ama (...) diceva Gesù nel Vangelo di oggi, 8 maggio 1994. Se questa parola suona così giusta sulla vita di Henri, non é perché illumina l’ultimo giorno della sua vita. E’ piuttosto perché noi riconosciamo che il nostro fratello, essenzialmente, era “dato”, fino al dono perfetto del perdono (...).

Nelle nostre relazioni quotidiane, scegliamo apertamente il partito dell’amore, del perdono, della comunione, contro l’odio, la vendetta, la violenza».

(Lettera del 15 maggio 1994)

La Chiesa, il mondo, tutti abbiamo bisogno, oggi più che mai, di testimoni fedeli capaci di dire il loro sì fino in fondo, fino a pagare di persona e con la vita la scelta radicale dell’Amore, abbiamo bisogno di seguaci di Gesù pronti ad abbracciare la croce del perdono che libera e salva. Persone disposte a nutrirsi della volontà di Dio: volontà che, a volte, è inizialmente dolce, come il miele in bocca, per poi riempire le viscere di amarezza, dell’amarezza causata dalla sofferenza: la sofferenza per perseguitati a causa del Vangelo, la Buona Novella di Gesù Cristo, come quella per i dimenticati a causa dell’egoismo, il nostro egoismo. E mentre i primi ci devono stimolare, i secondi ci richiamano, ci invocano, ci “pro-vocano”…

I sette martiri trappisti ci stimolano adesso, in modo del tutto speciale, parlando alla Chiesa in Algeria e alle altre Chiese che soffrono per essere fedeli al Vangelo. E Gesù, Colui che era morto e che é tornato alla vita, è come se dicesse con loro, a ciascuno di noi: conosco le tue prove e la tua povertà, ma sei ricco di testimoni fedeli e veraci: sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita…

 

«Nessuno può attraversare il mare di questo secolo, se non è portato dalla Croce di Cristo».

 (S. Agostino)

  Spunti per la preghiera personale:

 

  • Fino a che punto sono disposto ad essere fedele a Gesù?

  • Sono disposto ad “amare fino a dare la vita”?

  • Sono disposto ad “amare fino a dare”?

  • Sono disposto ad “amare”?

Preghiera finale

 

Andiamo Padre, andiamo a dire grazie,

andiamo al Cristo.

 

Andiamo Padre, andiamo come Chiesa,

andiamo nella fede

andiamo nel vento per dire ti amo,

andiamo per la pace vera e il pane autentico.

 

E per la libertà, é tempo di finirla

con il male.

 

Per un tuo bacio,

che farà tutte le cose

nuove e belle

nellÂ’amore,

 

andiamocene fratelli,

in sacrificio di lode a Dio.

                                       (fratel Christophe)

Ave MariaÂ…

 

 

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