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2 GIM Venegono: Don Tonino Bello

dicembre 2001

Don Tonino Bello

Veglia del  Seconda G.I.M. 

 Venegono, dicembre 2001

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Questa veglia segue le provocazioni di don Tonino Bello.
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DON TONINO BELLO
Veglia della Seconda GIM di Venegono
8 Dicembre 2001

Salmo 74     Dio giudicherà il mondo            

 

Verrà un giorno – dice il Signore-                       

In cui io siederò in giudizio        

per rivelare i protocolli segreti

siglati nelle stanze dei bottoni.

                                   Alle cosiddette superpotenze io dico:

non consideratevi padrone del mondo

per dividerlo in zone di influenza

con dei patti stipulati con le armi.

Ai loro governanti ripeto:

non siate superbi e arroganti,

non credetevi onnipotenti e intoccabili,

non mettetevi al posto di Dio.

                                   Dio è il giudice del vero e del falso,

                                   Lui decide il bene e il male,

                                   chi è degno di stima e di fiducia

                                   e chi invece è un verme arrivista.

Nel libro segreto del suo cuore

ha trascritto i fatti della storia

per rivelarli nel giorno del giudizio

e rendere giustizia alle nazioni.

                                   In un calice ha raccolto con cura

Il sudore, le lacrime e il sangue

con lÂ’ira e la rabbia degli oppressi

per trasformarli in un vino drogato.

In quel giorno sarà umiliata e derisa

lÂ’alterigia di tutti i potenti;

sarà riscattato il sangue dei martiri,

esaltato lÂ’amore degli umili.

                                   Sarà riscritto il libro della vita

e distrutto il calice del dolore;

sarà proclamata l’eternità della grazia

dal Signore Giudice del mondo.

 

 

·         “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli”

“I poveri sono coloro che non hanno appoggi terreni: né ricchezze economiche, né amicizie che contano, né risorse personali tali da imporsi alla pubblica attenzione. Sono coloro che non sono difesi da nessuno e per i quali nessuno è disposto a spendere una parola”

          (Don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della prima icona)

·         “Beati gli afflitti, perché saranno consolati”

“Ho quasi vergogna a parlare di questo: potrebbe sembrare che ne faccia uno show ascetico-spirituale, che la sofferenza di un vescovo diventi, come dire, una sofferenza un po’ aristocratica. Io non faccio altro che partecipare –non so se l’offertorio è valido- alle sofferenze di Cristo, ma anche alle sofferenze della gente. C’è tante gente che soffre, come me, senza gli aiuti che ho io. Qualcuno rimane colpito. Come anche il vescovo?! Ma di fronte alla malattia il vescovo è un comune mortale, come tutti”:

          (Don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della seconda icona)

·          “Beati i miti, perché erediteranno la terra”

“Toccare il Signore significa rimanere estatici, “exstasis”, cioè uscire fuori dal proprio sedentarismo, significa avere l’atteggiamento dell’innamorato. Toccare Gesù significa piantare la tenda della propria vita attorno a lui, assumere la logica delle beatitudini come una travatura di tutto il nostro comportamento”.

          (don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della terza icona)

·         “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati”

“Dobbiamo sentire la necessità di collaborare con le istituzioni pubbliche e con i servizi sociali presenti nel nostro territorio, stimolandoli alla tenacia, precedendoli nella battuta, intuendo risposte nuove ai bisogni nuovi, non gareggiando, come se volessimo dimostrare che siamo più bravi noi della parrocchia che non i servizi sociali del Comune. Il nostro compito è quello di incoraggiarli; schierarsi lealmente con chi si impegna a rimuovere le situazioni di violenza, di ingiustizia, denunciare profeticamente le strutture di sopraffazione presenti nel nostro territorio, ma soprattutto collaborare con le istituzioni. Data una mano non importa a quale partito appartengono o di quale provenienza siano. Siate coscienza critica in queste strutture”.

                                                                                            (don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della quarta icona)

·         “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”

“Essere uomo capace di misericordia oggi, significa accettare il rischio della carità politica, sottoposta per sua natura alla lacerazione delle scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e delle conflittualità sistematiche, al margine più largo dell’errore sempre in agguato”.

                                                                                            (don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della quinta icona)

·         “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”

“O ci mettiamo nell’appellativo di “beati” facendoci poveri, o conquistiamo sul campo quello di “benedetti” amando e servendo i poveri. Come titolo valido per l’usufrutto del Regno esiste un’alternativa al titolo di “povertà”: quello della “solidarietà” con i poveri. Diventare cioè così solidali con loro da esserne il prolungamento. Fare tutt’uno con loro, così da esserne considerati quasi la protesi”.

                                                                                            (don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della sesta icona)

·         “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”

“Anzitutto la gente della pace. Mi commuove e mi edifica la contemplazione di tante persone che credono, sperano, amano, camminano, annunciano: con la vita prima che con le parole. È un mondo sommerso incredibile di testimoni della speranza, dalla cui forza io attingo tantissimo. E infine, ci sono i poveri che con il loro abbandono in Dio e con la loro fiducia nella provvidenza hanno tonificato la mia vita interiore”.                                                                                                         (don Tonino)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione della settima icona)


·           “Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”

“Un uomo che ha creduto nell’umanità e che ha saputo vivere il rapporto con questa alla luce del Vangelo in maniera integrale, senza compromessi e nel rispetto della libertà interiore. Un uomo di comunione, non di separazione. Di carezze, non di offese. Un uomo che anche nei momenti in cui i contrasti si sono fatti più forti, non ha mai abdicato a questo ruolo d’amore nei confronti del prossimo. Al suo sentirsi in sintonia con tutti, anche con quelli che si trovavano su posizioni differenti. Il suo sorriso accattivante era l’arma con la quale affrontava i problemi, senza dogmatismi, senza posizioni preconcette, sempre con un grande amore per l’uomo”.

                                                                                    (Claudio Ragaini)

canto: Nada te turbe                  (silenzio e contemplazione dellÂ’ottava icona)

 

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Preghiera della sera

 

“preghiera della sera. Anzi della notte.

Signore, oggi sono contento di aver perso del tempo.

Ti prego, fammene perdere ancora.

Forse, così ne perdevi tanto anche Tu.

Aiutami a rivivere i miei atteggiamenti sempre tesi all’efficienza, privi di abbandoni, vuoti di tempi vergini, intrisi di faccende, e incapaci di giocarsi su spazi sottratti alla ossessiva schiavitù dell’agenda.

Tu, che oltre a vivere e a regnare per tutti i secoli dei secoli, non hai disdegnato le convivialità notturne, hai rimproverato Marta per la sua inettitudine a comprendere la gioia delle conversazioni non programmate, hai perso una nottata intera per il solo Nicodemo, e hai affermato che…è tua delizia stare con i figli dellÂ’uomo.                          Amen”                                                                                                         (Don Tonino)

 

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