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People 2 March: Prima le Persone

Questo è lo slogan della marcia che si è tenuta a Milano sabato 2 marzo 2019 e che ha visto più di 200.000 persone riversarsi nelle strade della città per urlare al mondo il loro desiderio di pace e uguaglianza.

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Alla marcia People: prima le persone, promossa da diverse associazioni e ONG che lavorano nel sociale, nella difesa dei diritti umani e nella tutela dei migranti, anche noi Gimmini di Venegono c’eravamo!

Nel soleggiato pomeriggio di un tipico sabato milanese migliaia di persone si sono vestite dei colori dell’arcobaleno e hanno sfoggiato bandiere, striscioni, slogan e cartelloni per dire: io non ci sto! La causa della marcia era appunto dichiarare la nostra disapprovazione verso le nuove e le vecchie forme di razzismo che stanno sbocciando nelle nostre società. Lo scopo era farsi portavoce della volontà di molti di creare un mondo senza muri, senza discriminazioni e attento alle Persone in quanto tali, senza distinzioni.

Mi ha colpito la presenza di numerose famiglie e bambini piccoli: la speranza di un futuro colorato, basato sui valori dell’uguaglianza e della fratellanza, attento ai diritti umani e alla dignità di ogni persona. Ciascuna realtà portava nel cuore la propria causa, ma tutti eravamo legati da un unico filo rosso: la fiducia che cambiare è possibile e che l’Amore esiste ancora.

Ho nel cuore impressa l’immagine di una bambina musulmana, venuta con la sua famiglia, che reggeva un cartello con scritto “siamo venuti per vivere in pace con voi, non buttateci in mare”. Quando l’ho vista ho sentito un vuoto nell’anima: coloro che vengono sui cosiddetti barconi sono essere umani, uomini, donne e bambini, che hanno un cuore che pulsa di speranza, paura, sogni ed emozioni. Come si può riuscire a lasciarli lì, in balìa delle onde o decidere di rispedirli indietro come se fossero dei pacchi postali indesiderati?

Un altro slogan era “siamo tutti sulla stessa barca”. Già, sulla stessa barca, nello stesso mare e con gli stessi diritti. Essere parte di una ciurma significa avere i propri compiti, ognuno ugualmente fondamentale all’altro per poter navigare.

Erano presenti anche le autorità e diversi sindaci: le istituzioni che hanno fatto sentire la loro vicinanza. L’augurio è che non rimanga una sola presenza d’immagine, ma che si concretizzi in politiche sociali di accoglienza e integrazione, di sviluppo della pace e della solidarietà. Non solo in Italia, ma con una prospettiva internazionale. 

Durante il percorso molti suonavano, cantavano, ballavano. Chi procedeva più stancamente e invece chi, come i bimbi, correva e saltava a più non posso. I colori, i suoni e il sorriso gioioso delle persone era contagioso. Infatti molti curiosi si affacciavano timidi alle finestre o uscivano sui balconi per scattare qualche foto, lasciandosi trasportare dall’entusiasmo di chi desidera ardentemente un mondo migliore.

La marcia si è conclusa in piazza Duomo: la cattedrale è stata circondata dai manifestanti in un abbraccio di pace, che vuole essere aperto a tutti coloro che nel mondo in questo momento vivono sotto le bombe, non hanno da mangiare, sono discriminati, non hanno diritti, vengono schiavizzati, non hanno accesso alle cure mediche basilari, ai bambini che non possono studiare e ai ragazzi che vedono i loro sogni infrangersi. A queste PERSONE vogliamo dire: voi valete in quanto essere umani e non smettete mai di sperare; noi siamo con voi! L’abbraccio si apre anche ai governanti e ai politici: che questa onda di Amore li possa travolgere e contagiare per contribuire con i loro poteri a porre fine a tutte quelle situazioni in cui le persone non sono più umane; che si impegnino ad abbattere i muri di odio e di discriminazione per creare un mondo più giusto.

Insomma, anche noi gimmini ci siamo sentiti parte di questa grande festa, e ritrovarsi lì insieme, con alcune famiglie di laici comboniani e altre realtà ci ha fatto davvero sentire parte di una grande famiglia e ha contribuito a infiammare il nostro desiderio di impegnarci per essere differenza!

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