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Gv 9, 1-37: Il cieco nato - Farsi carico delle persone che incontriamo

Convegno G&M Padova, maggio 2011


IL CIECO NATO: Farsi carico delle persone che incontriamo

(Gv 9, 1-37)

 Dal laboratorio di lettura biblica sul tema "Dall'indifferenza al nuovo stile di presenza"


L’episodio del Cieco nato può essere diviso in quattro parti principali:


- Prima parte, Gesù incontra il Cieco e lo guarisce.

- Seconda parte, le reazioni della comunità al miracolo. 

- Terza parte, il Cieco viene espulso dalla comunità.  

- Quarta parte, la reazione di Gesù.

 

E’ necessario poi analizzare le principali azioni cercando di comprenderne il significato:


- “VIDE”, Gesù si accorge del cieco, assume uno sguardo critico, presta attenzione a chi è più in difficoltà.

- “INTERROGARE” – “PUNIZIONE”, di chi è la colpa?, la cecità viene vista come la conseguenza della colpa di qualcuno; spesso di fronte ad un problema si cerca di trovare un colpevole al di fuori di se stessi.

- “CECITA’”, l’invalidità dell’uomo è un occasione per Gesù per compiere il miracolo, bisogna fare attenzione all’utilizzo del verbo al plurale “DOBBIAMO”, le difficoltà degli uomini sono un’occasione per tutti noi per compiere le opere del padre (miracoli), dalla difficoltà si rinasce.

- “SPUTO’ / FANGO”, Gesù si sporca le mani per aiutare chi è in difficoltà; la saliva e il fango sono riferimenti alla creazione, Gesù rappresenta la ri-creazione, la rinascita.

- “SALIVA”, Gesù offre qualcosa di intimo per la guarigione, mette in gioco la parte più profonda di se stesso.

- “SABATO”, Gesù salva il cieco di sabato, giorno secondo la legge dedicato al riposo, pretesto banale a cui ci si aggrappa per screditare quello che è successo, questo ci indica che non bisogna limitarsi a seguire la legge, ma ci viene richiesto qualcosa di più.

- “LO CACCIARONO FUORI”, la comunità diventa cieca e si rifiuta di vedere le cose, il riscatto sociale del Cieco non viene accettato perché ora ci vede, ora ha un pensiero, ora può parlare e viene cacciato dalla comunità, l’uomo nuovo non viene riconosciuto. Viene espulso perché si permette di parlare, perché testimonia, diviene discepolo di Cristo, diviene mina per il sistema.

 

Cerchiamo ora di evidenziare i suggerimenti che questo brano ci propone:


- Accorgersi delle diversità mettendoci in ascolto (e Gesù passando vide).

- Mettersi nei panni del cieco e capire quanto si è ciechi, ormai siamo talmente abituati a vedere che non vediamo (se foste ciechi non avreste alcun peccato).

- Dobbiamo sporcarci le mani, toglierci le cose dagli occhi (fece del fango con la saliva…si lavò e tornò che ci vedeva).

- Una volta incontrata la luce, dopo aver visto il mondo con occhi nuovi, non si può tornare indietro, non si può più tacere e rimanere indifferenti (prima ero cieco ora ci vedo)

- Non bisogna avere paura anche se il sistema ci spinge a tacere (sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?).

- Non limitarsi ad una vita che segue delle norme ma cercare di fare esperienza di Dio, di incontrarlo, il Cieco non ha più paura dopo aver fatto esperienza di Dio (prima ero cieco ora ci vedo).

- Dare dignità alle persone, farle sentire amate (Gesù seppe e lo incontra).

 

Cosa ci viene in mente se riportiamo nel nostro quotidiano questo brano?:


 - LAMPEDUSA, migliaia di persone che vengono ignorate, a cui non è data dignità e qual è la reazione? Già non dovrebbero essere qua, come si permettono di lamentarsi o protestare?

   - CARCERI e PROSTITUZIONE, fenomeni di degrado che siamo talmente abituati a vedere che ormai passano come normalità.


Stile missionario:


Assumere uno sguardo critico non avendo pregiudizi e ridonare dignità alle persone.

di: Gim Padova

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