Appoggio al CNCA
Appoggio al CNCA
![]() | Carovana della Pace 2004 - Carovana del Sud –
Voce dall’Africa: ”Dì me: ti Amo, Calderoli!!!”…Voce dall’Italia: “Dimettiamo Calderoli!!!” |
La Carovana della Pace del Sud Italia che percorrà i confini d’Italia affacciandosi sul Mediterraneo, inteso come luogo di incontro, e rilanciando il bisogno di Pace che caratterizza la gran parte del popolo italiano, sottoscrive ed appoggia la proposta di dimissioni per il neo-ministro leghista Roberto Calderoli riportata nel comunicato stampa del 9 Agosto 2004 redatto dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (C.N.C.A.). Riteniamo che le gravi affermazioni fatte dal neo-ministro sulla questione degli sbarchi di clandestini sulle nostre coste siano altamente immorali. Riportiamo qui di seguito parte del comunicato diffuso dal C.N.C.A: “ Il neo-ministro leghista Roberto Calderoli, davanti alle scene drammatiche dei vivi e dei morti ripescati nelle acque al largo di Siracusa, collegando gli sbarchi al potenziale terrorismo, dichiara che, disperati o no, i clandestini vanno fermati con ogni mezzo. L’affermazione “con ogni mezzo” evoca brutalità e disumanità ed irresponsabilità che non sono tollerabili per una persona che rappresenti ufficialmente se stessa, il suo partito, la gente, ed i valori del nostro paese. […] … Il Mediterraneo da alcuni anni, nei mesi di Luglio ed Agosto, vede carrette di disperati avventurarsi sulle onde (mentre i terroristi arrivano comodi su mezzi dotati di aria condizionata e comunque coi documenti in regola). Per i clandestini delle carrette del mare chiediamo al Governo italiano di dare forma attiva alla protezione umanitaria prevista dalla Legge Bossi-Fini, ereditata dalla precedente Turco-Napolitano, a norma dell’art. 5, c. 6 del Testo Unico. Chiediamo che il Governo dia disposizioni alla Commissione centrale competente e alle Questure affinché favoriscano i permessi di soggiorno motivatamente richiesti, di un anno e rinnovabili, per coloro che faranno domanda di asilo in questi periodi.” Il comunicato continua dicendo: “Come C.N.C.A, proponiamo che il nostro governo allarghi le maglie della protezione umanitaria operando con intelligenza strategica e costruttiva verso coloro che approdano alle sponde della nostra penisola. Tra essi , infatti, dobbiamo riuscire a distinguere tra coloro che potrebbero necessitare di aver riconosciuto permanentemente il diritto d’asilo, coloro che potrebbero avere necessità di un periodo transitorio, di tutela dai loro paesi di provenienza per motivi seri di carattere umanitario e coloro, infine, per i quali occorre predisporre il rimpatrio.” Questa proposta trova riscontro nelle posizioni espresse dall’Onorevole Buttiglione (21/08/2004) e dal Ministro Pisanu (22/08/2004) che sembrano finalmente iniziare a mettere in discussione la Legge Fini-Bossi. L’esperienza sul nostro territorio raccolta dai Missionari/e Comboniani/e, e il patrimonio di incontri realizzatosi con gli immigrati nelle edizioni della Carovana della Pace negli anni 2000, 2002, 2003, rafforzano e motivano la nostra adesione alle posizioni espresse in questo comunicato. Inoltre, nei giorni scorsi siamo stati testimoni di un evento che evidenzia la ricchezza della presenza degli immigrati nel nostro paese: la storia di Cheikh Sarr, immigrato senegalese, morto per salvare la vita di un anonimo italiano, è una pedata ben assestata al razzismo. Noi riteniamo che la Legge Fini-Bossi oltre ad essere non-costituzionale (la Consulta stessa ne ha silurati due punti cruciali) sia anche immorale, perché non riconosce gli immigrati in mezzo a noi come soggetti di diritto, ma solo finchè funzionali alle logiche del capitale e/o come forza lavoro a basso prezzo. Non possiamo accettare che così tanti immigrati muoiano nel Mar Mediterraneo davanti alle nostre coste in nome di una legge come la Fini-Bossi. Sono morti che ci interpellano direttamente come italiani. Le nostre mani sono sporche di sangue; sangue di gente affamata o in fuga da teatri di guerra. Riproponiamo con forza che venga varata al più presto una legge che permetta di dare risposte alle richieste di asilo politico in chiave costituzionale, non tralasciando le ingerenze di carattere umanitario. Carovana della Pace 2004
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