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Nola:Cronaca delle Giornate Finali a Cimitile e Pomigliano d'Arco

Nola:Cronaca delle Giornate Finali a Cimitile e Pomigliano d'Arco

 

La due giorni finale a Nola

Veglia di Preghiera e Celebrazione Eucaristica alle Basiliche Paleocristiane di Nola e la serata al parco di Pomigliano d'Arco

Le Carovane si incontrano alle origini

Carovane di pace e contro la mafia

foto: (c) PeaceLink - Carlo Gubitosa

 

Le Carovane si incontrano alle origini: Veglia di Preghiera e Celebrazione eucaristica presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile

articolo di sr.Laura

Il giorno 7 settembre, da Limone sul Garda, è partita la Carovana della Pace, che dividendosi in 3 gruppi, ognuno con un percorso diverso attraverso varie città d'Italia, si è poi ri-unita a Cimitile (Nola) il 18 settembre per concludersi il 19 a Pomigliano d'Arco.

Molte le persone presenti all'appuntamento alle Basiliche di Cimitile, luogo di incontro delle prime comunità cristiane, che sull'esempio di ascesi di S. Felice e di radicalità di S. Paolino, hanno saputo trasformare quell'antica necropoli in luogo di incontro, preghiera e celebrazione.

Qui, in una Veglia di Preghiera , sono state ricordate le realtà di sofferenza e di morte, conosciute e ignorate, in cui vivono oggi molti popoli. I carovanieri e le carovaniere hanno condiviso i loro viaggi, hanno raccontato dei tanti volti incontrati, le tante storie di egoismo e di chiusura, i troppi muri eretti nel nostro paese, quelli dei CPT, delle carceri, delle basi militari; le realtà di speranza e di impegno , l'accoglienza ricevuta dalla gente ed anche il rifiuto di chi non vuole compromettersi.

Ogni carovana , nel suo percorso, si è fermata in luoghi significativi, ha provocato reazioni, ha dialogato con la società civile, con la Chiesa, con la gente semplice, in molti si sono uniti nelle marce e fiaccolate, altri si sono ritrovati nelle piazze, sotto la "tenda della pace".

Il Vangelo della Resurrezione, della Vita che è stata data in pienezza su ogni situazione di morte, ci è stato affidato come Parola di certezza e di speranza, da accogliere ed annunciare oggi, in ogni luogo e nonostante tutto.

Le tre piante di ulivo, che le carovane hanno ricevuto alla loro partenza, simboli di pace che altri prima di noi hanno seminato, ma che devono ancora crescere e fortificarsi per dare ombra e frutti, sono state piantate nel giardino delle Basiliche a ricordare l'impegno di essere costantemente in cammino per costruire la pace.

foto: (c) PeaceLink - Carlo Gubitosa
foto: (c) PeaceLink - Carlo Gubitosa
Al termine della Veglia, ogni persona ha acceso un lumino, come segno di portare nel cuore, di farsi carico delle realtà di non vita, per trasformarle con le proprie scelte e il proprio impegno, in vita piena.

La domenica mattina, sempre alle Basiliche di Cimitile, l'Eucarestia e stata presieduta da Mons. Bregantini, Vescovo di Locri, a lui è stato chiesto di farsi portavoce presso la Chiesa delle realtà che le carovane hanno incontrato, perchè insieme si possa essere Chiesa povera, che annuncia il Vangelo della Pace, della giustizia e dell'accoglienza.

Belle e provocanti le parole di Mons. Bregantini che ha invitato i giovani e tutte le persone presenti a scegliere uno stile di vita con tre caratteristiche:

  • Andare al passo dei poveri, di chi è dimenticato e schiacciato. Solo la forza del Vangelo ci permette di stare con loro e stare dalla loro parte. Spesso,stare coi poveri, significa anche non essere capiti. Un invito anche, riprendendo le parole del Vangelo, alla scaltrezza .."i figli di questo mondo, infatti, sono più scaltri dei figli della luce".. Cos'è essere scaltri? E' la capacità di investire nel cuore del povero, di mettere il denaro a profitto nella Banca che non fallisce che è la mano del povero, di chi soffre, di chi la tende verso di te. La scaltrezza è non credere che puoi farcela da solo, ma fare della propria vita un uso sociale per tutti e non solo per sè stessi.
  • Essere uomini e donne di pace, diffondendo la cultura dell'accoglienza e del perdono. Non contrapposizioni ma dialogo e pacificazione, incontro di culture nelle scuole, nel lavoro, ovunque.
  • Vivere la cultura della sobrietà di un cammino. In viaggio si vive con poco e tutto diventa tanto. L'itineranza dice che tutto è dono di Dio, la vita è un'itineranza, un cammino, dono costante di gratuità e di ciò che si è ricevuto. L'invito è quello di camminare sempre.
L'Eucarestia è terminata con un nuovo invio, i rappresentanti del Sud del mondo (Roger del Benin,  Patrick e P. Daniele del Kenya, P. Josef del Congo e Valdeci del Brasile) che hanno  "carovanato " per l' Italia, con una preghiera nella loro lingua e l'imposizione delle mani hanno inviato P. Mosè e P. Paolo, in partenza per il Perù e per il Kenya.
foto: (c) PeaceLink - Carlo Gubitosa
La carovana partita da quella terra dove Comboni varcando i confini, tante volte giunse in Sudan, anche oggi varca  confini per portare vita piena per tutti, non solo per i vicini ma anche per i più lontani.

Carovane di pace e contro la mafia: la serata di Pomigliano D'arco

Articolo di Libera apparso sul sito www.unimondo.org

Si è conclusa a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, la Carovana della Pace organizzata dai Missionari comboniani che ha attraversato numerose città incontrando le comunità locali e proponendo nuove visioni per l’altra società. Dal palco molti interventi hanno ribattuto alle parole di Fini, che ha paragonato i pacifisti a Ponzio Pilato: padre Alex Zanotelli ha richiarato che “non si possono accettare frasi del genere da un vicepremier”. Proprio ieri la Tavola della Pace, riunita per il 17’ Seminario Nazionale, ha scritto una lettera a Fini per chiedere un incontro in quanto sorpresi e preoccupati dell’esplicito invito ai giovani ad una mobilitazione contro il pacifismo. Sempre Alex Zanotelli è intervenuto duramente sulle affermazioni del ministro dell’Interno che ha definito sul comfort dei centri di permanenza temporanea. Gli interventi dal palco sono stati inframmezzati dalle testimonianze dei trenta giovani carovanieri che dal 7 settembre hanno attraversato lo Stivale.

Ha aperto il dibattito Beppe Grillo, con un intervento come sempre a metà fra lo show e lo sfogo. E trovandosi nel bel mezzo di una Campania in preda all’emergenza rifiuti, a pochi chilometri da Acerra, non poteva non dedicare una parte del suo intervento al tema rifiuti. “Dobbiamo stare attenti a pesare bene le parole: è così che ci fregano - ha esordito Grillo - mi spiegate perché un forno, un inceneritore che produce sì energia, ma anche ceneri, un concentrato di veleni, si dovrebe chiamare termovalorizzatore?” E poi la questione energetica: “La legge che regola lo stanziamento di fondi per le energie rinnovabili, quando è stata partorita era una buona legge. Poi qualcuno ha aggiunto una parolina, destinando quei soldi alle fonti rinnovabili e a quelle “assimilabili”. Così hanno finito per stornare migliaia di miliardi utilizzandoli per le centrali a cogenerazione, per il petrolio!”. Zanotelli ha aperto il suo intervento ricordando il dramma che vivono operai e familiari della Fincantieri di Monfalcone che si stanno mobilitando in vista dell’udienza preliminare che il prossimo 5 ottobre li vedrà impegnati nella richiesta di rinvio a giudizio di alcuni dirigenti imputati per “strage d’amianto”. “Abbiamo incontrato gente che lotta contro gli inceneritori anche ad Aragona, vicino Agrigento, e a Trento, la città della quale sono originario - ha detto dal palco richiamando all'appello delle Carovana per la gestione dei rifiuti senza inceneritori - Farò per cinque giorni sciopero della fame a sostegno di queste comunità e di quella di Acerra” – ha dichiarato il padre comboniano che ha richiamato all’importanza di dire da che parte si sta. Anche il Sindaco di Acerra si è aggiunto al digiuno.

Il fondatore dell’associazione contro le mafie Libera, Don Luigi Ciotti ha voluto ricordare la storia di una giovane donna siciliana “vittima più volte della mafia”: Rita Atria, alla cui memoria il comune di Pomigliano d’Arco ha intitolato una strada. “Era una sedicenne quando per mano mafiosa furono uccisi suo padre e suo fratello. Lei contribui ad arrestare i loro assassini, ma quando anche il suo secondo padre, il giudice Borsellino, fu assassinato, si tolse la vita. Don Ciotti ha poi letto una frase dal diario di Rita: “La mafia più difficile da combattere è quella che sta dentro a ciascuno di noi”. “Io vivo l’inquietudine per la democrazia - ha tuonato Ciotti - oggi sono messi in discussione e calpestati diritti costituzionali fondamentale: l’articolo 3 che stabilisce il principio di uguaglianza, per qualcuno rappresenta un’intralcio all’iniziativa economica”. E a questo tema dell’illegalità e delle mafie è dedicata la “Carovana nazionale antimafie” che parte oggi da Milano e concluderà il 19 dicembre in Sicilia dopo aver attraversato tutte le regioni di Italia con alcune tappe in Francia, tra le quali anche la Corsica. Da quest’anno aderiscono anche le tre grandi confederazioni sindacali – Cgil, Cisl ed Uil per sottolineare l’importanza della questione del lavoro. “È proprio sulla questione del lavoro che meglio si vede la quest’anno stretta interazione, come in un’unica tensione, tra locale, nazionale e globale - scrive Ciotti all’apertura della Carovana - è fin troppo facile, oggi, chiudere una fabbrica nel nord-est italiano e delocalizzarla in Asia o in Africa, dove i lavoratori non possono vantare diritti e i salari da fame garantiscono l’abbassamento dei costi di manodopera e la possibilità di reggere la concorrenza su un mercato basato su regole mafiose”.

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