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Riace

LA CALABRIA CHE CI RIACE

Ieri 8 agosto 2020 i giovani del campo lavoro e spiritualità: “Verso un’umanità plurale” organizzato dai missionari/e comboniani hanno indetto insieme a Domenico Lucano, già sindaco di Riace, una giornata di digiuno e riflessione.

Ieri 8 agosto 2020 i giovani del campo lavoro e spiritualità: “Verso un’umanità plurale” organizzato dai missionari/e comboniani hanno indetto insieme a Domenico Lucano, già sindaco di Riace, una giornata di digiuno e riflessione. Nel mattino si sono ritrovati in piazza “Villaggio Globale”, simbolo internazionale di accoglienza e resistenza, per sensibilizzare la comunità mentre nel pomeriggio le diverse realtà locali si sono unite ai digiunanti. La piazza si è cosi riempita di tanta gente creando un clima di festa e di gioia che ha riacceso la speranza all’utopia concreta di Riace e al sogno di “Mimmo” Lucano.
La giornata di “Digiuno di Giustizia e in solidarietà con i migranti” è stata organizzata per queste ragioni:

  •  La minaccia di sgombero della tendopoli di San Ferdinando da parte del sindaco A. Tripodi nonché la chiusura di tutti i servizi presenti nella struttura perché trova indecente che queste persone vivano in maniera non dignitosa. Questo è un gesto provocatorio da parte del sindaco in risposta alla mancanza di adeguate politiche sociali della regione Calabria in riferimento alle condizioni di schiavitù in cui versano queste persone. Per questo ci appelliamo alla Presidente della Regione Calabria affinché intervenga tempestivamente nell’assegnazione di alloggi regolari, essendo inoltre presenti migliaia di case inabitate nella piana di Gioia Tauro.
  • L’accanimento dell’amministrazione comunale leghista che si rivela anche vietando gli eventi in programma. I divieti colpiscono al cuore il “Villaggio Globale”, sogno politico di inclusione.
  • La mancata erogazione dei fondi (2017/2018) destinati all’implementazione dei progetti “CAS” e “SPRAR” di Riace da parte della prefettura di Reggio Calabria
  • L’incredibile ritardo dell’attuale governo nell’abrogazione dei due decreti sicurezza e il rinnovo del disumano memorandum Italia - Libia. Altrettanto inaccettabile è l’attuale politica migratoria del governo italiano, espressa dalla ministra degli interni Lamorgese. Nella sua recente visita a Tripoli ha infatti portato avanti l’ obiettivo europeo di bloccare la “rotta africana”; nonché il mantenimento della chiusura dei porti e la “guerra” contro le navi salva vite nel mediterraneo.

 

Padre Alex Zanotelli
A nome dei giovani del Campo

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