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Vivi il Sogno, Lascia il Segno

Insieme al Dio vivente che sogna un mondo di giustizia e di pace per tutti. Un Dio schierato, sempre dalla parte degli ultimi.

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Un indirizzo tra le mani, zaino in spalla, Bibbia e tanta voglia di riscoprirla. Siamo una ventina di giovani provenienti da tutta Italia, giunti qui per una settimana di approfondimento biblico, partendo dalla contestualizzazione storica delle Scritture, per una loro lettura dal punto di vista del Dio dei poveri e del Dio del Creato.
A guidarci padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, da tanti anni in prima linea nelle lotte sociali più significative del nostro tempo.
A ospitarci la casa “Liberi di Volare” della pastorale carceraria della Diocesi di Napoli, che accoglie detenuti ed ex detenuti in misura alternativa al carcere.

L’organizzazione delle giornate vissute qui al campo ci ha permesso di gustare una vera esperienza di vita comunitaria: dalle lodi del mattino da noi preparate, ai momenti di riflessione condivisa, che precedevano la Santa Messa della sera e momenti di deserto personale.
Abbiamo vissuto la preghiera non come rito svuotato, ma come vero incontro tra noi e con Gesù.
Il cuore pulsante della giornata erano indubbiamente le catechesi di padre Alex che hanno portato la Parola a farsi sempre più attiva dentro di noi. I pasti in condivisione e i turni di servizio hanno poi dato mani e piedi ai frutti interiori della riflessione.
Anche le serate sono state occasione di incontro con alcune realtà di periferia della nostra Terra: trasportati nella baraccopoli di Korogocho dalla testimonianza di padre Alex, inviati a servizio nella mensa dei poveri “La Tenda” nel Rione Sanità, e invitati a gustare un’ottima pizza napoletana con gli ospiti della pastorale carceraria. Ascoltare le loro storie di rinascita e di riscatto ci ha aperto gli occhi sulla condizione drammatica del carcere, dando così un volto a quelle realtà alternative che resistono e combattono l’ingiustizia sociale.

Siamo arrivati a questo campo con grandi aspettative e Padre Alex è riuscito a superarle tutte accendendo un fuoco dentro di noi, trasmettendoci la passione e la voglia di scoprire la Bibbia. Tanta era la nostra sete di questa Parola, che nel nostro unico pomeriggio libero abbiamo preferito lo studio degli scritti giovannei a un giro a caccia di sfogliatelle.
Perchè è stato così affascinanate? Perchè ci siamo calati nel contesto storico e abbiamo portato avanti una lettura scientifica, adottando il punto di vista dei poveri. Abbiamo scoperto una Bibbia tutt’altro che noiosa, ma avvincente e soprattutto concreta e capace di parlarci e interrogarci nella vita di tutti i giorni.
Ci siamo resi conto che l’economia, la politica e la vita sociale non sono estranee alla vita di un cristiano, bensì sono parte integrante dell’esperienza di fede. In un periodo storico in cui c’è un forte bisogno, specialmente tra i giovani, di figure ispiratrici, padre Alex è stato per noi un testimone credibile di una vita spesa per gli ultimi, o meglio con gli ultimi. Un sognatore con i piedi nel fango. Ci ha rivelato un Dio totalmente Altro, non il Dio onnipotente che giudica e prepara destini, ma il Dio vivente che sogna un mondo di giustizia e di pace per tutti. Un Dio schierato, sempre dalla parte degli ultimi.
In conclusione, il nostro percorso è stato quello suggerito da Papa Francesco nella Laudato Si’: “a partire dai testi biblici consideriamo la persona come soggetto, che non può mai essere ridotto alla categoria di oggetto” (LS 81). Ad oggetto vengono ridotti coloro che sono schiacciati da “economie di morte” (EG 53) e politiche oppressive. L’essere umano invece è un soggetto con la sua libertà e la sua dignità: restituire questa dimensione a tutti è il Sogno di Dio.


In virtù del nostro Battesimo, siamo profeti, cioè investiti di un messaggio da annunciare con parole ed azioni. Ci impegniamo pertanto a vivere radicalmente il Vangelo, promuovendo economie alternative di condivisione, esigendo politiche di giustizia distributiva; solo così Dio sarà liberato dalle gabbie entro cui lo abbiamo rinchiuso.
Questo non possiamo farlo da soli, ma deve avvenire all’interno delle comunità con le quali vogliamo condividere il nostro Sogno. In particolare, sarà necessario che i pastori alla guida delle nostre comunità cristiane prendano una posizione netta, non tiepida, a favore della via di Cristo, alternativa ai sistemi corrotti e pervasivi della nostra società. Si eviterà così il rischio evocato in Apocalisse: “ma poichè sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3, 16).
Forti del messaggio di Papa Francesco per cui “la speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via di uscita, che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi” (LS 61), quando ci chiederete: perchè proprio ora? Perchè proprio qui? Perchè proprio noi? Noi vi risponderemo: se non ora, quando? Se non qui, dove? Se non noi, chi?

Come promesso col patto delle Catacombe di San Gennaro durante l’ultima Messa, noi uniti crediamo in questo Sogno, nostro e di Dio.
E voi?

Napoli, Rione Sanità, 26 agosto 2019
I giovani del campo
Alessio Geraci – Mccj, Andrea Caprotti, Anita Peretti, Cecilia Santo, Chiara Granata, Erica Turvano, Federico Parolo, Francesca Cavallo, Francesco Cavalleri, Giulio Benigni, Ilaria Calcagno, Jean Ephrem Nastasio, Lorenzo Monteverdi, Marta Zambon, Sara Vellani, Veronica Pettene

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