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Prima di Gandhi e M.L. King Gesù inventa la non violenza e compie una vera e propria marcia verso Gerusalemme con la povera gente della Galilea, per sfidare il sistema, per proclamare un nuovo mondo di amore e pace dove l’ingiustizia non è compresa!

Casa di preghiera o covo di ladri?

In cammino con il vangelo di Marco (Mc 11, 1-26) raccontato dal GIM di Casavatore

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Nell’incontro del 3 Marzo, dopo la consueta preghiera iniziale, noi giovani del gim di Casavatore ci siamo confrontati su questo brano del Vangelo di Marco, anche grazie agli spunti di padre Alex Zanotelli dalle sfaccettature sempre nuove.

È un brano denso di significati e simboli e per certi aspetti molto complesso; nella prima parte viene descritto l’ingresso di Gesù a Gerusalemme: Gesù fa il suo ingresso su di un asinello e non su un cavallo sfoderando spade e armi di qualsiasi genere: non è il messia della lotta armata che il popolo d’Israele si aspettava. Ed è proprio questo che lo differenzia: la non violenza attiva. Prima di gandhi e M.L. King Gesù inventa la non violenza e compie una vera e propria marcia verso Gerusalemme con la povera gente della Galilea, per sfidare il sistema, per proclamare un nuovo mondo di amore e pace dove l’ingiustizia non è compresa! Gesù sapeva di essere scomodo all’impero e agli scribi e ai sacerdoti proprio per il suo voler liberare il suo popolo dalla schiavitù della miseria e dell’oppressione e quindi si ritira a Betania per non essere preso di notte dalle guardie, perché di giorno era protetto da tutta una rete di amici, da legami di resistenza.

Le parole del Vangelo dai versetti 12 in poi inoltre ci lanciano un messaggio che ci ha posto dei seri dubbi: Gesù fa qualcosa che può sembrare all’apparenza strano. Si avvicina a un albero di fichi perché ha fame. Non trova nient’altro che foglie, non frutti. L’evangelista inoltre spiega che quella non era la stagione dei fichi… allora Gesù si è confuso? In realtà è tutta una metafora; il popolo d’Israele, che da sempre sognava di vivere sotto un albero di fico bevendo del vino, rappresenta l’albero stesso… Gesù cerca frutti del suo operato nel suo popolo, frutti di giustizia, ma non trova nulla. E allora Gesù esclama: «nessuno possa mangiare i tuoi frutti! »Nel nostro mondo, Gesù trova frutti tra noi cristiani? Riusciamo veramente a portare avanti la testimonianza di Gesù e a denunciare le ingiustizie del nostro mondo?

La seconda parte del vangelo affronta un tema molto caro a Gesù: il binomio o Dio o Mammona. Gesù  condanna severamente i venditori di bestie da sacrificare (anche i poveri erano costretti a portare sacrifici al tempio, oltre a tutte le tasse salatissime che dovevano pagare alla stessa istituzione) e i cambiavalute per permettere a tutte le genti dalle diverse nazioni di poter comprare e spendere nel tempio; li chiama briganti, ladri. Vi era al tempo un vero e proprio business sacro insomma. Parafrasando la Riflessione di Pedro Casaldaliga che abbiamo letto all’incontro,  l’antidio è il denaro, ed è proprio il denaro che rappresenta il nostro egoismo e la nostra brama di possedere, che crea lo sfruttamento, l’isolamento e la morte degli altri e anche di noi stessi, perché uccide il creato.

Ed è proprio in linea con questo principio che ci siamo sentiti chiamati in causa ad essere veri cristiani non solo nella preghiera ma anche nell’ azione per salvaguardare il primo tempio di Dio, la natura e il 15 marzo siamo scesi in piazza a Napoli per il primo sciopero mondiale per il futuro, per il clima. Infine nell’ ultima parte del brano Gesù e i discepoli ripassano nel luogo dove c’era il fico e lo trovano secco. È il popolo di Israele che non ha avuto fiducia in Dio e non porta frutto, si rinsecchisce. Gesù ci dice di avere fede, ed è proprio in nome di questa fede, questa fiducia che come in qualsiasi rapporto è reciproca, Gesù ripone in noi tutte le sue speranze, il suo sogno di un mondo migliore. Tocca a noi essere dei veri cristiani, non far seccare quel fico e portare frutto. Ed è da questi piccoli gesti che possiamo e abbiamo il dovere di farlo.

Gim di Casavatore

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