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Rispetto a due anni fa, devo dire che davvero mi sento una persona nuova e diversa. Ho potuto approfondire le mie conoscenze sul fenomeno degli immigrati, sull'importanza del rispetto dell' ambiente: ma, soprattutto, ho rafforzato la mia fede in Dio, ed è una cosa bellissima per me.

Cammino Giovani Comboniani: un'esperienza straordinaria

La testimonianza di un gimmino di Bari, Nicola Gonnella

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Mi chiamo Nicola Gonnella, ho 24 anni, e sono di Bari. Sono uno studente di agraria, presso l'“Università degli studi di Bari”. Ho conseguito la laurea triennale in "Scienze e tecnologie alimentari" a marzo del 2017, e ora mi appresto a frequentare il corso di laurea magistrale sempre nelle stesse discipline.
Sono un ragazzo cattolico che, abitudinalmente, si reca in chiesa tutte le domeniche. Io però, fino a qualche anno fa, mi limitavo ad andare in chiesa soltanto per la santa messa, senza frequentare alcun cammino spirituale. L' ingresso nel gruppo dei Missionari Comboniani, per me, è stata la mia prima esperienza all' interno di un vero gruppo religioso.


Ma vi racconterò, più nei dettagli, come sono entrato a far parte di questo cammino di fede. Tutto iniziò nel lontano agosto del 2015: mi trovavo in vacanza a Santo Spirito, località vicino Bari. Una domenica mi recai, a messa, nella chiesa madre di codesto paese: si trovava a celebrare padre Ottavio Raimondo, un missionario comboniano. Rimasi subito colpito da questo sacerdote, dal suo carisma, dall' enfasi con cui predicava il Vangelo. Passò del tempo e, a dicembre dello stesso anno, insieme a mio padre, mi recai per puro caso al mercatino natalizio dei Missionari Comboniani di Bari, per comprare qualche regalo. Suonai al portone e, chi venne ad aprirci? Proprio padre Ottavio, che ci accolse con gioia. Io lo riconobbi subito, e gli dissi che io mi trovavo in chiesa a Santo Spirito, proprio il giorno in cui venne a celebrare lui. Così ci mettemmo a parlare, e padre Ottavio mi raccontò delle attività che, quotidianamente, si impegnano a rispettare i Missionari Comboniani.
E, tra le altre cose, mi parlò anche di un campo che, l' estate a seguire, avrebbe avuto luogo presso il “Santuario dell' Annunziata” di Monte Sannace, località poco distante dal paese di Gioia del Colle, in provincia di Bari: un campo per giovani, con età compresa tra 18 e 35 anni. L' idea mi entusiasmò e, l' estate successiva, quella del 2016, ricontattai padre Ottavio, e mi iscrissi a codesto campo.


Vissi una bellissima esperienza a Monte Sannace, ed ebbi da subito una buona impressione dell' ambiente comboniano. Durante questo campo estivo, svolgemmo diverse attività: a momenti di preghiera e di condivisione, alternavamo dei lavori agricoli. Lavorammo presso "Il gelso ritrovato", un' azienda agricola vicino Monte Sannace, gestita da Cecilia Posca: questa ragazza, laureata in agraria, ha dato origine a codesta azienda, dove fa lavorare persone con difficoltà economiche, immigrati, e persone diversamente abili. I prodotti coltivati e raccolti in questa azienda (frutta e ortaggi vari), sono poi tutti venduti con delle bancarelle, in collaborazione con le cooperative agricole sociali "Tracceverdi" e "Siloe", con le quali collabora Cecilia: e, il ricavato, in parte va in beneficenza, in parte serve per mantenere economicamente l' azienda agricola "Il gelso ritrovato". Il lavoro agricolo mi entusiasmò davvero tanto, anche perché, essendo io uno studente di agraria, questa fu per me un' occasione di mettere un po', in pratica, argomenti che, all' università, affronto solo teoricamente. Mi trovai molto bene con padre Ottavio, e con tutti i miei compagni del Campo: e, in una settimana, feci davvero delle bellissime amicizie.


Contento dell' esperienza del campo estivo, a settembre del 2016 decisi di iscrivermi al Cammino Giovani Comboniani, di cui ancora oggi faccio parte .
Frequentando questo cammino religioso, oltre ad aver conosciuto tanti ragazzi bravi e simpatici, ho avuto la possibilità di entrare a contatto con nuove realtà, che dapprima non conoscevo molto bene: tra queste, quella dei "Nuovi stili di vita". Si tratta di un' organizzazione, diretta da Adriano Sella che, facendo riferimento anche all' enciclica "Laudato si" di Papa Francesco, invita la gente a rispettare il creato, e ad adottare delle nuove abitudini quotidiane, fondate sulla preservazione dell' ambiente, sulla riduzione dell' inquinamento atmosferico, e sul rispetto della dignità del lavoro umano, invitando a puntare sull' acquisto di prodotti del “commercio equo e solidale”.
Frequentando il Cammino Giovani, inoltre, sono entrato anche in contatto con altre realtà, compreso il fenomeno dell' immigrazione: abbiamo avuto la possibilità di incontrare degli immigrati, capire le loro storie, e le vere motivazioni che li hanno spinti a lasciare il loro paese. E ho capito quanto sia importante non solo accogliere questa gente, ma anche impegnarsi a risolvere "ab monte" i problemi dei paesi africani, con le missioni umanitarie.
Sono davvero tante le esperienze vissute con i Comboniani: tra queste, merita importanza la FESTA DEI POPOLI, organizzata ogni anno dai Missionari Comboniani, in collaborazione con varie comunità etniche presenti nella mia città (specialmente sudamericane ed africane), ed altre organizzazioni varie, quali Amnesty International, la CGIL, ed Emergency. Obiettivo di questa festa, alla quale ho partecipato con entusiasmo, è quella di stimolare l' accoglienza e l' integrazione dei vari popoli del mondo, con le loro rispettive culture.


L' estate del 2017, dopo un anno di frequenza del cammino Giovani, ripartecipai al campo estivo di Monte Sannace: fu un' esperienza molto simile a quella dell' estate passata, ma ugualmente entusiasmante. Inoltre, contrariamente all' anno precedente, mi apprestavo a vivere questa avventura con uno spirito molto più preparato.
Con grande gioia, a settembre del 2017, ripresi a partecipare agli incontri del Cammino Giovani: era il secondo anno di fila, che frequentavo i Comboniani, ed ebbi così la possibilità di approfondire maggiormente le mie conoscenze sulla tematica degli immigrati, e sui "Nuovi stili di vita". E devo ammettere che, durante questo secondo anno di frequenza, ho sentito, nel profondo del mio animo, di essere davvero cambiato, rispetto a com' ero uno o due anni prima.


E' stata però l' estate del 2018, a regalarmi la possibilità di vivere un' esperienza davvero bellissima: il campo itinerante STILNOVO, in Toscana. E, da quando ho conosciuto i Comboniani, per me è stata la prima vera esperienza "fuori sede", lontano dalla Puglia. Sono stato, inoltre, l'unico partecipante del gruppo comboniano di Bari, e sono stato orgoglioso di impegnarmi a rappresentare, al meglio, la comunità a cui appartengo. Questo campo, organizzato dalla secolare Maria Pia Dal Zovo e dal sacerdote Antonio D' Agostino, è durato 9 giorni, ed è stata un' esperienza davvero entusiasmante, dove ho potuto conoscere nuove persone, ed approfondire le mie conoscenze su alcune tematiche, compresa quella dell' immigrazione.
I primi tre giorni siamo stati a Carraia, vicini Lucca, ospiti presso una struttura delle Secolari Comboniane. Qui abbiamo affrontato la tematica dei “Nuovi stili di vita”, con vari incontri e attività di laboratorio.
I tre giorni successivi siamo stati, invece, nel paese di Quarrata, vicino Pistoia, ospiti presso la comunità di Emmaus, fondata dal sacerdote francese Abbé Pierre. Una comunità attiva in diversi paesi del mondo, molto impegnata negli aiuti umanitari. Un' usanza di Emmaus, per mantenersi economicamente, è la rivendita degli oggetti usati: e, anche a Quarrata, questa comunità gestisce un mercatino del riusato. A Quarrata, tra le altre cose, abbiamo pure collaborato alla gestione di codesto mercatino, condividendo il lavoro con la comunità intera. E' stata pure un' occasione per conoscere nuove persone, e per riflettere ulteriormente sul tema della fratellanza e dell' immigrazione.
Infine, gli ultimi tre giorni, siamo stati presso il parco regionale di Montesole, vicino al paese di Marzabotto, in provincia di Bologna. Questa località, durante la II guerra mondiale, è stata vittima di stragi ed eccidi, ad opera di soldati nazifascisti, contro dei civili innocenti: e, proprio meditando su questi episodi, abbiamo riflettuto sul tema della pace nel mondo.


Adesso, fresco di questa bella esperienza, sto per riprendere a frequentare il Cammino Giovani, per il terzo anno di fila. Rispetto a due anni fa, devo dire che davvero mi sento una persona nuova e diversa: ho conosciuto molti ragazzi, ho fatto nuove amicizie, sono diventato più socievole, mi sento più sicuro di me stesso, più motivato in tutto quello che faccio, più responsabile nei confronti del mio prossimo. Ho potuto approfondire le mie conoscenze sul fenomeno degli immigrati, sull'importanza del rispetto dell' ambiente: ma, soprattutto, ho rafforzato la mia fede in Dio, ed è una cosa bellissima per me.
Questo lo devo a tutti gli amici del Cammino Giovani, che condividono con me questo percorso religioso, ma soprattutto a padre Ottavio Raimondo, che mi ha dato la possibilità di integrarmi nel gruppo dei Comboniani. Mi dispiace che, da quest' anno, padre Ottavio non starà più con noi qui a Bari, in quanto è stato trasferito vicino Foggia: ma, tutti i suoi insegnamenti conferitimi, resteranno sempre vivi e accesi in me.
Ringrazio davvero tutti i miei amici del cammino Giovani, che condividono con me questo bellissimo percorso di fede, e ringrazio anche padre Arturo Bonandi e suor Rosio Aguinaga, che quest' anno ci faranno da guida spirituale.
Davvero consiglierei, a tutti voi giovani, di provare a vivere questa esperienza dei Comboniani, perché davvero vi regalerà tantissime belle soddisfazioni.


Viva i Comboniani!!! Viva il Cammino Giovani!!!

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