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Riflessione di Maria sul fine settimana GIM2 di marzo 2017 a Venegono.

Spunti di riflessione dal GIM2 di Venegono

Nel cammino del GIM2

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GIM2 – marzo 2017

Devo ammetterlo. Questa volta non avevo tanta voglia di GIM. Sono partita stanca per la settimana, o meglio, i mesi trascorsi, senza voglia di pensare e di riflettere troppo. Come sempre, nei momenti peggiori, il Signore sa sorprenderci.

Innanzitutto l’incontro con Emma, LMC da non molto tornata dal Brasile. Lei si è messa in ascolto delle nostre riflessioni fatte di paure, dubbi, arrabbiature, domande e poi ha cercato di darci un parere e un conforto, innanzitutto sulla scelta vocazionale. “Non fatevi tropo prendere dai pensieri, ma chiedetevi se siete felici nella vostra vita di adesso. Se lo siete bene! Andate avanti così! Se non lo siete, invece, chiedetevi cosa vi manca, cosa tocca le corde dei vostri desideri e mettetevi in cammino”. Il racconto della sua esperienza in Brasile nella pastorale carceraria è stato molto bello e toccante. Dobbiamo imparare a vedere le persone dietro i crimini e a sospendere il giudizio davanti a gente che non ha mai provato cosa significa sentirsi amata. Infatti, è l’amore che la trasforma, come nel caso di un ragazzo cambiato dal perdono della madre di una delle sue vittime, che tutti i giorni lo va a trovare portandogli qualcosa da mangiare. Missione è scoperta di sé, è cammino, è incontro.

E così, dopo una notte in un castello ormai non più polare come in pieno inverno, siamo partiti per Rebbio, casa di approdo dei missionari anziani. Che emozione incontrare questi uomini che hanno speso la loro vita al servizio di tanti popoli diversi sparsi per il mondo! Già pranzare con loro è stato bello, perché era come avere tanti nonni intorno, tutti a nostra disposizione! Al pomeriggio, dopo esserci presentate e aver raccontato qualcosa di noi, ci siamo messe in ascolto. Personalmente le persone anziane hanno un grande fascino ai miei occhi, perché le considero davvero un tesoro di vita vissuta e di saggezza. I padri e i fratelli incontrati oggi hanno di gran lunga confermato quello che già pensavo! Che bello vedere i loro occhi illuminarsi nel raccontare le loro storie, nel ricordare la terra e la gente che hanno servito, nel dire quello che hanno portato e quello che hanno imparato. In particolare mi ha colpito Padre Mario, che ci ha detto che si va in missione per imparare cosa è la vita.

Cosa è dunque la vita? È relazione. Relazione. Relazione è anche la modalità con cui Gesù ha trascorso la sua vita, cioè intessendo relazioni. Relazione è il Dio in cui crediamo, Relazione fra tre Persone. Relazione è il senso della vita. Perché senza relazioni non si può far altro che lasciarsi morire. Come quell’uomo in un campo profughi che si è lasciato morire di fame perché non sapeva nulla dei suoi familiari da tre anni. Come quella donna che voleva impiccarsi perché il marito era morto, ma poi non lo ha fatto per suo figlio, che aveva bisogno di lei. Donna che è poi tornata con un enorme grazie perché aveva fatto amicizia con altre donne. I racconti sono stati tanti, belli, ricchi. Come possiamo pensare di mettere le persone anziane ai margini quando hanno tanto da raccontare!

Concludo questa mia riflessione e questo GIM con due sentimenti nel cuore: serenità e gratitudine. Ringrazio il Signore perché in questi due giorni ho ricevuto davvero tanto e perché mi sento più serena nelle mie scelte. Chiedo a lui per tutte noi la pazienza di camminare con fiducia sulla strada nella nostra vita, senza necessariamente voler vedere già la meta, ma sapendo fare un passo alla volta. Ringrazio infine il Signore per avermi dato delle meravigliose compagne di viaggio, con cui c’è davvero una bellissima intesa. Come diceva Antonio ieri, insieme siamo un bel cinema!

 

Un abbraccio fraterno.

Maria

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