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LETTERA APERTA CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE DELLA CRIMINALITA'

Lettera aperta

 

Contro la globalizzazione della criminalità

 (di p. Alex Zanotelli)

E’ nel cuore della notte di Korogocho (questa grande baraccopoli alla periferia di Nairobi, la capitale del Kenya) che tento di vergare queste poche righe. Lo faccio, con grande fatica, per le relazioni di amicizia che mi legano a tanti a Palermo.

E’ notte a Korogocho, notte fonda! E’ la notte dell’oppressione, dell’impoverimento, dell’AIDS…

E’ la notte di 100.000 sardinizzati su una collina lunga due km, larga uno, specchio dell’assurdità di Nairobi, dove il 60% della popolazione (oltre due milioni di abitanti su quattro) sono costretti a vivere nell’1,5% della terra totale della municipalità. E’ la notte del 50% dei bimbi che non riescono ad entrare nella scuola pubblica (costa troppo!), è la notte dei malati che non possono accedere agli ospedali o ai farmaci essenziali (costa troppo!), è la notte di chi non riesce più a seppellire i propri cari (costa troppo!) …

Tutto questo in faccia ad una conferenza megagalattica come il Global Crime 2000 che costerà quasi 90 miliardi di lire solo per la ripulitura della città di Palermo (mezzo miliardo solo per i fiori!).

Un mega festival per sfoggiare il lusso e lo sfarzo dell’Impero del denaro, davanti ad una drammatica realtà sociale che vive la vostra città, pagata come al solito dalle fasce più povere.

E’ uno schiaffo ai poveri di Palermo, è un invito a nozze per la Mafia. E’ un altro schiaffo a circa due miliardi di esseri umani che vivono nella miseria.

Queste grandi passerelle internazionali servono solo a far funzionare meglio il Sistema. Altro che lotta alla criminalità globale!

E’ il miglior sostegno alla criminalità globale che appoggia un sistema economico dove il 20% della popolazione mondiale si pappa l’82% delle risorse mondiali; lasciando al 20% della popolazione solo l’1,4% delle risorse mondiali, (proprio le briciole!).

E’ questa la grande criminalità organizzata (la globalizzazione della criminalità!) che strozza ed ammazza ogni anno per fame dai 20 ai 40 milioni di esseri umani! Un vero olocausto annuale!

E’ questo il grande crimine, è questa la orribile ingiustizia. Sono i gestori di questo sistema i criminali di turno, in primis i presidenti del Fondo Monetario, Banca Mondiale, Organizzazione mondiale del commercio. E’ questa la prima grande mafia internazionale: è il sistema economico basato sulla pura speculazione finanziaria che permette a pochi di avere sempre di più a spese di molti morti di fame. Oltre l’80% dell’umanità vive sulla soglia della povertà. E per difendere i propri privilegi questa mafia internazionale è capace di spendere 800 miliardi di dollari all’anno in armi, di investire nelle guerre stellari, di rinnovare l’armamentario atomico…

E’ una follia! Se pensiamo che con 13 miliardi di dollari potremmo risolvere, per un anno, i problemi della fame e della sanità per i miserabili della terra! Ma non possiamo mollare le armi che servono a mantenere i privilegi di pochi a spese dei molti!

E quando ci sono gli intrecci fra armi, droga e criminalità organizzata, così ben dimostrato dal giudice Carlo Palermo nelle sue inchieste, allora si capisce quanto la criminalità organizzata prosperi dentro questo sistema. Senza dimenticare la dimensione massonica così presente in questi intrecci.

Per me non si può fare la lotta alla criminalità organizzata se non abbiamo il coraggio di mettere in discussione il “crimine globale” che è l’Impero del denaro.

Vi devo anche confessare che questa Conferenza dell’ONU contro il Crimine Globale 2000 mi puzza tanto di quella “tolleranza zero” che è diventato il nuovo credo degli U.S.A. e che ora sta entrando in Europa. Berlusconi ne è uno degli esponenti di spicco con quel suo motto elettorale: “Città più sicure”.

“Così si diffonde la nuova concezione penale americana: mano pesante contro i reati minori, le piccole infrazioni, inasprimento delle pene, - scrive Loic Wacquant nel Le Monde Diplomatique -, graduale cancellazione delle norme specifiche sulla delinquenza minorile, focalizzazione sulle popolazioni o sui territori considerati a “rischio”…: il tutto in perfetta consonanza con il senso comune neoliberale in materia economica e sociale. Ogni considerazione di ordine politico o civico è soppiantata dal ragionamento economicista, dal dogma efficientista del mercato, dall’imperativo della responsabilità individuale – di cui l’altra faccia è l’irresponsabilità collettiva – che si estendono nell’ambito del delitto e castigo.”

Nessuna volontà quindi di rimettere in discussione un sistema ingiusto e illegale (l’Impero del denaro), ma solo la volontà di punire chi (gli impoveriti!) non marcia al suon di musica corrente, il valzer del denaro.

Global Crime 2000 ha lo sfavillio di luci, di musica, di fiori in una Palermo imbellettata e protetta da un dispiegamento di forze dell’ordine, è l’ennesimo tentativo del Sistema di darsi un imbiancato. Proprio in una Palermo che ha dimostrato, in questi ultimi anni, una volontà grande di impegno contro la Mafia, tanto da diventare simbolo di resistenza nella lotta al crimine organizzato.

Chiedo alla società civile di Palermo di coordinarsi, di mettersi in rete, di resistere in maniera non-violenta attiva gandhiana, come hanno fatto gli abitanti di Lilliput, perché i grandi del mondo che verranno a Palermo capiscano che i “piccoli” non ci stanno più ad essere presi in giro. Trovate tutte le strategie non-violente per esprimervi (e voi siciliani siete maestri in quest’arte!).

Chiedo alla chiesa di Palermo il coraggio di schierarsi dalla parte dei piccoli, dalla parte degli impoveriti. Quand’è che questa nostra chiesa diventerà coscienza critica nei confronti dell’Impero del denaro!

Chiedo alle comunità di base, ai gruppi, alle associazioni cristiane il coraggio di aderire a questa rete Lillipuziana contro i potenti e criminali politici di turno, la grande mafia internazionale.

In questa notte di Korogocho continuerò a resistere aspettando buone notizie da Palermo, punto di resistenza contro la mafia locale e internazionale.

“Sentinella, quanto resta della notte?…”

Alex Zanotelli

 

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