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IL DIO PETROLIO E LA FOLLIA PASQUALE

Vivendo la Settimana Santa con papa Francesco - Lettera di Fr. Alberto Degan

La lavanda dei piedi di Gesù fu un atto rivoluzionario, un grande scandalo. Lavare i piedi, infatti, era segno di umiltà o di affetto, o di entrambe le cose. Di solito, erano gli schiavi fidati che lavavano i piedi ai loro padroni, ma a volte erano i padroni e soprattutto le padrone di casa che lavavano i piedi a un ospite per cui sentivano un affetto particolare. E poi c’erano mamme che lavavano i piedi ai figli. Insomma, lavare i piedi era spesso visto come un gesto di tenerezza. Ed è proprio questo che scandalizza nel Gesù che ci sciacqua i piedi: è un Dio che mostra tenerezza!

 

E’ la stessa tenerezza che il papa ha mostrato ai profughi e rifugiati del Centro di Castelnuovo di Porto, lavando loro i piedi il giovedì santo. I profughi sono spesso additati come pericolosi profittatori. E si sa che dopo l’attentato di Bruxelles avranno vita ancora più difficile. Ebbene, ha detto Francesco, il terrorismo si combatte con la fraternità, l’odio si vince con la tenerezza, e così ha lavato i piedi a profughi cattolici, ortodossi, musulmani e indù. Ma come? invitare islamici alla messa del giovedì santo? Alcuni rigoristi si sono scandalizzati, perché la tenerezza – che travalica barriere e frontiere - scandalizza sempre. “Noi qui abbiamo diverse religioni”, ha detto Francesco, “ma con questo gesto diciamo che siamo fratelli e vogliamo vivere in pace". Quello che fatto il papa in questa comunità nei pressi di Roma, dovrebbe farlo ogni vescovo, ogni parroco: una lavanda di piedi interculturale e interreligiosa, per promuovere la fraternità e la pace.

La tenera follia di Gesù, la follia di Francesco dovrebbe essere la quotidianità delle nostre parrocchie, la quotidianità della nostra vita cristiana; perché invece ci sembra strano ed ‘eccezionale’ ciò che è semplicemente conforme allo Spirito del Vangelo? Il futuro dell’umanità nell’epoca della globalizzazione si costruisce così, con gesti di tenerezza: mangiando insieme alla stessa tavola, lavandoci i piedi, integrandoci, fondendo i nostri orizzonti. Non c’è altra via, almeno, non c’è altra via evangelica.

Proprio per questo, mi rattrista molto vedere come lo Spirito del Vangelo rimane così lontano dalla nostra vita, dalla nostra mentalità, dalla nostra sensibilità. L’altro giorno ho sentito dei parrocchiani che dicevano che i musulmani devono chiedere pubblicamente scusa per gli attentati di Bruxelles: solo così potremo credere che esistono anche dei musulmani ‘moderati’. E di fatto l’Unione Italiana delle Comunità Islamiche ha subito condannato quei terroristi come ‘belve’.

Ma guardiamo in faccia la realtà! Come afferma Franco Cardini, “uccidere in nome di Dio lo consideriamo un atto blasfemo che ci scandalizza. Ma uccidere in nome del petrolio lo troviamo del tutto normale”. Uccidere in nome di Dio è tipico di selvaggi fanatici, mentre uccidere e bombardare migliaia di innocenti per impossessarci di giacimenti petroliferi è tipico di una società altamente civilizzata, e nessuno se ne scandalizza. Evidentemente, “ognuno sceglie e adora il Dio che vuole”. Ebbene, nel 2011, in nome del dio petrolio i governi di alcune nazioni ‘cristiane’ (Francia, Gran Bretagna e Italia) hanno fatto guerra alla Libia, uccidendo migliaia di civili, molti di più delle 30 vittime di Bruxelles. E in nome del dio petrolio altri governi occidentali, tra la prima e la seconda guerra del Golfo, hanno provocato la morte di almeno due milioni di iracheni, molti di più delle vittime degli attentati di Parigi. I musulmani, visto che le vittime erano quasi tutte fedeli di questa religione, potrebbero giustamente esigere a noi cristiani - elettori di quei governi guerrafondai - delle pubbliche scuse. Quanti di noi l’hanno fatto?

Uno dei temi principali del nostro dibattito politico è se esistono davvero dei musulmani moderati, ma i musulmani potrebbero legittimamente domandarsi se esistono davvero dei governi cristiani moderati! Noi siamo i ‘moderati’ che per il Dio petrolio abbiamo bombardato migliaia di persone in Libia e in Siria, e ammazzato milioni di innocenti in Irak: accidenti, che bell’esempio di moderazione!!!! “Convertitevi o perirete tutti” (Lc 13,3), ci ammonisce Gesù. Mai queste parole furono così vere e così attuali. Allora, prima che i musulmani si convertano alla ‘moderazione’, siamo chiamati a convertirci noi al Vangelo, alla giustizia, alla verità dei fatti! Noi siamo discepoli di un Dio assetato che, anche sulla croce, continua a gridare la sua sete (Gv 19,28). Per questo Gesù ci dice: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva” (Gv 7,37). I discepoli di un Dio assetato sono persone a loro volta assetate; cristiano è colui che condivide la stessa sete di Gesù: sete di abbracci, sete di pace, sete di comunione, sete di lavare e baciare i piedi degli ‘scartati’.

Sì, i cristiani dovrebbero essere persone profondamente assetate. Com’è triste, allora, vedere ‘cristiani’ senza sete, perfettamente appagati e ‘dissetati’ dalla politica dell’odio, perfettamente allineati con l’ideologia della paura, dell’egoismo etnico e della violenza. Dobbiamo dirlo con chiarezza: chi non condivide la sete di Gesù di dare una casa agli stranieri (Mt 25,35) e di accogliere i suoi fratelli più piccoli (Mt 25,40) non è discepolo di Cristo.

Com’è assurda la polemica sulle lacrime della Mogherini che, piangendo pubblicamente sulle vittime di Bruxelles, avrebbe dato – secondo alcuni - un preoccupante segno di debolezza! Io credo che il problema non è che i politici, mostrandosi umani, diano segnali di debolezza. Il vero problema viene da quei politici che vogliono dare segnali di forza, e compiono stragi e massacri, creando problemi cui poi non sanno dare una minima risposta. Come quei politici che hanno scatenato la guerra in Libia, in Siria e in Irak, e adesso non riescono a gestire il fenomeno dei profughi di quelle guerre. In realtà, la vera debolezza dei nostri politici è il continuare a farsi dettare la propria ‘agenda’ dal Dio petrolio, è il non riuscire a liberarsi da questa condizione servile nei confronti delle grandi lobby economiche!

Nella sua omelia sulla lavanda dei piedi, il papa ha ricordato che oggi assistiamo allo stesso contrasto di allora: da una parte Gesù che serve i suoi fratelli, e dall’altra Giuda che - sedotto dal dio Denaro - vende Gesù. E così oggi, ha detto Francesco, da una parte “ci siamo noi, appartenenti a diverse religioni e culture ma figli dello stesso padre, fratelli che vogliamo vivere in pace”, e dall’altra ci sono “i trafficanti di armi che vogliono la guerra e non la fratellanza”, quelli che vendono e “comprano le armi per distruggere". E sappiamo benissimo che molte armi i criminali dell’Isis le hanno comprate proprio dai nostri mercanti di guerra.

Nella Via Crucis del Venerdì Santo il papa ha ricordato “le nostre sorelle e i nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco", vittime di terroristi che “profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze". E poi ci ha invitato a riconoscere la Croce di Cristo “nei volti dei bambini, delle donne e degli uomini, sfiniti e impauriti, che fuggono dalle guerre e dalle violenze, e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate”. Tutto ciò ha trasformato “il nostro Mediterraneo e il mar Egeo in un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata". Infine Francesco ha condannato "i potenti e i venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli” grazie alla complicità di politici corrotti che, “invece di salvaguardare il bene comune, si vendono nel misero mercato dell'immoralità".

Di fronte a tutto ciò, dobbiamo decidere da che parte stare: o dalla parte di Cristo crocifisso o da quella dei suoi crudeli crocifissori; o dalla parte di Gesù, che ci invita a lavarci reciprocamente i piedi in una lavanda interetnica e inclusiva, o dalla parte del Dio denaro e del Dio petrolio, che continua a crocifiggere e sacrificare innocenti – siriani, africani, europei – sul suo vorace altare. Concludendo, in una società in cui la politica è asservita alla voracità del Dio petrolio, e in cui vogliono presentarci la guerra voluta da questo dio come unica scelta razionale degna della nostra ‘civiltà’, davvero solo la ‘follia pasquale’ – come la chiama Francesco – può salvarci.

I terroristi e i trafficanti di armi hanno dalla loro parte straordinarie macchine di morte, molto potere e molto denaro. Dio, dalla sua, ha solo la tenerezza e il desiderio folle di lavare e baciare i piedi di chi ha tanto camminato e sofferto. Parafrasando Martin Luther King si potrebbe dire: le armi e il denaro sono sempre sul trono, mentre la tenerezza è sempre sul patibolo; eppure è quel patibolo, è quella Tenerezza che - in maniera misteriosa - conduce i fili della storia.

BUONA GIORNATA CON GESU’!

fratel Alberto Degan

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