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Lettera da Carapina

di p. Saverio dal Brasile

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Carapina - Brasile

 

Carissimi Amici,

 

Oggi è stato un giorno molto difficile. E’ cominciato presto con l'arrivo di Cosme e Damiào (Cosimo e Damiano), due fratelli di 12 anni con una grave forma di ritardo mentale.  Ce li ha mandati la giudice dei minorenni perché li accogliessimo nella casa del ragazzi di strada.  Non hanno nessuno.  Abbandonati dalla madre sin da piccoli, vivevano in una istituzione mantenuta da una congregazione di suore brasiliane che ha chiuso le porte e ha praticamente abbandonato questi due ragazzi sulla strada.  In un primo momento mi sono un po' arrabbiato con la giudice.  La Nostra Casa non ha strutture adeguate per lavorare con ragazzi con questo tipo di problema, ma subito dopo mi sono reso conto che non potevo rifiutarli perché l'alternativa sarebbe stata la strada.  Se l'abbandono è difficile e drammatico per qualsiasi ragazzo, ancora di più deve esserlo per chi è totalmente indifeso come questi due ragazzi.  Li abbiamo sistemati in una stanza.  Durante il giorno frequenteranno un centro specializzato.  Resteranno con noi provvisoriamente, anche se sappiamo che, per la mancanza di strutture, questa provvisorietà durerà molto tempo.  Forse Cosme e Damiào sono un segno di Dio, una lettera di convocazione per un altro lavoro, un invito ad aprire una casa per bambini e adolescenti che, oltre all'abbandono, portano nel corpo e nella mente i segni dell'  handicap.  Questa possibilità mi spaventa.  Ne abbiamo tanto di lavoro per assumere un'altra responsabilità.  Ma Dio è fatto così.  Convoca alla missione nelle maniere più strane e con i mezzi forti.  Prende con forza e ci scaraventa nei guai.  Ma lo fa con lo stile di chi poi non ci lascia soli, ma i guai li affronta con noi.  Staremo a vedere come finirà questa storia.  Per il momento Cosme e Damíào diventeranno parte della nostra famiglia.  Siederanno intorno al nostro grande tavolo e divideranno con noi il pane dal profumo dell'accoglienza e della solidarietà.  Non abbiamo mai lavorato con portatori di handicap.  Non so se n'usciremo a fare un buon lavoro.  Ma, una cosa la sappiamo fare bene: abbracciare e amare.

 Mi stavo riprendendo da questa batosta, quando ho ricevuto una telefonata.  Era un'assistente sociale del Comune.  Mi ha chiesto di accogliere nel nuovo progetto Legale trenta ragazzini tra i dieci e quattordic' anni.  Sono i “figli della discarica”, che strappano la sopravvivenza dall’immondizia.  Sono ragazzi che hanno abbandonato gli studi e passano tutto il giorno in un immondezzaio setacciando la spazzatura fino a trovare materiale che può essere rivenduto nei centri di riciclaggio.  Tutti loro sono stati inseriti in un programma del governo federale destinato a porre fine al lavoro infantile.  I ragazzi si impegnano a tornare a scuola e a frequentare durante il tempo libero il Progetto Legale.  In cambio le famiglie ricevono un assegno di circa L. 50.000 al mese.  Anche se il contributo è poco, l'iniziativa è lodevole.  L'unico problema è che non sappiamo dove mettere questi ragazzini.  Il Progetto Legale ha aperto le porte nel mese di giugno.  Accoglie, durante il giorno, 70 bambini tra i sette e i dieci anni.  L'unico spazio che abbiano a disposizione è la chiesetta che funziona come aula per il doposcuola e i corsi di artigianato e una piccola sala che svolge il ruolo di cucina e di refettorio.  Abbiamo in cantiere il progetto di costruire un centro più grande.  Già abbiamo il terreno al lato della chiesetta.  Stiamo aspettando gli ultimi ritocchi dell'ingegnere.  Speriamo di cominciare al più presto i lavori.  Con l'aiuto della Fondazione Danilo Fossati realizzeremo la cucina e il refettorio.  La Provvidenza poi ci aiuterà a fare il resto.  Nel frattempo, vedremo che cosa si può fare per accogliere questi ragazzi. Stiamo pensando di chiedere aiuto al Comune per costruire una baracca provvisoria di legno.  A chi vive tra i rifiuti non si può rispondere con un altro secco rifiuto.  Dobbiamo fare di tutto per garantire a questi ragazzini un banco di scuola, un posto a tavola, un sorriso accogliente, un abbraccio affettuoso, un pallone per giocare e uno spazio per issare l'aquilone.

 Alla fine della giornata, quando sentivo forte il peso della stanchezza, ho ricevuto una bella notizia.  Un grande centro siderurgico, che opera nel territorio della nostra parrocchia, ci ha donato tutte le macchine per montare un panificio.  Sono otto, tra cui un grande forno elettrico.  Il panificio funzionerà nel Projeto Cidadào.  I ragazzi più grandi faranno un corso per diventare panettieri.  Spero che in breve, nei nostri centri, potremo mangiare il pane fatto dal nostri stessi ragazzi.  Per farvi un'idea, ogni giorno consumiamo circa quattrocento panini.  Sarà un'esperienza nuova anche per me.

Oltre al panificio, in agosto inaugureremo un corso di taglio e cucito.  Abbiamo sette macchine sulle quali opereranno sette ragazze.  Speriamo, in breve, di cominciare a produrre biancheria intima.  Vediamo come va a finire questa esperienza.  La nostra difficoltà è il pagamento degli istruttori.  Abbiamo le macchine, ma non è sempre possibile contrattare le persone per amministrare i corsi. Ma, come sempre, ci affidiamo alla provvidenza.

Quindi, a partire di agosto, avremo tre corsi di formazione professionale: informatica, taglio e cucito e panificio.  Speriamo che questi corsi diventino una porta di accesso al mondo del lavoro. 

Che giornataccia!  Meno male che non è sempre cosi.  Ma il ritmo è molto forte.  Nonostante la stanchezza, siamo felici e di questo ringraziamo il Signore.  Attualmente, le nostre opere accolgono trecento ragazzini e ragazzine: duecento, tra i sette e i sedici anni, nel Projeto Cidadao; settanta, tra i sette e i dieci anni, nel Projeto Legal; dodici nella Nossa Casa; dieci nella Libertà Assistita Comunitaria.  Nonostante questo grande sforzo, sono ancora molti i ragazzini e le ragazzine che sono sulla strada o che vivono in situazione di rischio personale e sociale.

 

E’ chiaro che tutto questo lavoro non sarebbe possibile senza il vostro aiuto.  Vi sentiamo parte della nostra grande famiglia.  Vi ringraziamo per quello che fate per noi.  Dio vi benedica e vi ricolmi di pace.

 Vi abbraccio Fraternamente    P. Saverio Paolillo

 Attenzione:

Per la corrispondenza è meglio usare questo indirizzo:

P. Saverio Paolillo

C.P. 04-0115

29160-970 CARAPINA - SERRA - ES

BRASIL


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