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Una lavata di capo

di don Diego dal Brasile

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Matriz, 02/3 novembre 2000

Cara Laura,
grazie del tuo ricordo affettuoso. Fa bene a tutti una pacca sulle spalle. Io ne ho bisogno, in un certo senso, perché le elezioni hanno provato in maniera inconfutabile che i tempi di maturazione delle persone sono lunghissimi e che quando c'è bisogno di coerenza, coraggio e correre qualche rischio si crea immediatamente il vuoto intorno all'idealista di turno.
Ho lasciato passare un mese e domenica prossima dovrò dare una lavata di capo a tutta la comunità cattolica, cercando di non fare politica ma solo e strettamente religione in chiesa.
Due o tre cose devono essere dette senza mezzi termini.
1. Esiste una legge, votata l'anno scorso in seguito a un referendo popolare al quale anche noi abbiamo dato appoggio raccogliendo, con estrema difficoltà più di 600 firme, la quale proibisce ai candidati di dare agli elettori qualsiasi cosa che possa avere valore o rappresentare un favore e proibisce agli elettori di ricevere qualsiasi cosa, stabilendo anche le pene abbastanza serie. In Matriz, la Giustizia, durante le elezioni è stata letteralmente cieca e perciò il denaro e altri favori sono scorsi a fiumi. Pazienza quando lo fanno i politici corrotti e le folle alienate, ma le persone che ci tengono a dire che appartengono alla Chiesa, come se lo possono permettere? E che dire di quel gruppo di giovani (nientemeno che la Comunità di Giovani Cristiani!) che è andato a cercare un candidato offrendosi di votarlo in cambio di un donativo per realizzare un "bingo" (una specie di tombola, le cui cartelle sono messe in vendita). Un gruppo di giovani di Chiesa che si permette di tentare di corrompere un candidato!!!
2. Il sindaco, nelle ultime settimane, ha cominciato a chiamare quelli che non mostravano chiaramente di appoggiarlo con l'appellativo sinistro e minaccioso di "cara preta" (= faccia nera). In Brasile, è stata votata recentemente una legge che definisce il reato di razzismo e lo punisce con pene molto gravi. Se la persona non è di razza scura, allora il reato non è più di razzismo ma, almeno, di ingiuria o di diffamazione. Purtroppo, la maggior parte dei frequentatori della chiesa cattolica, durante quei giorni, vestiva trionfalmente la maglietta gialla del sindaco, e non s'interessava per nulla di quello che diceva e faceva! Praticamente, tutti erano diventati protettori e guardaspalle di un tizio che commetteva, contro un sacco di persone indifese, reato di razzismo, di ingiuria, di diffamazione, di intimidazione, ecc.
Spalleggiare chi commette reato è ugualmente reato. E il reato non deve anche essere considerato peccato? Come dobbiamo giudicare le persone, e sono tante, che continuano imperturbate a fare la comunione?
Cara Laura, è difficilissimo dire queste cose, quando si è minoranza, ma le dirò, nella speranza che, almeno alcuni pochi si ravvedano e quelli che avevano sentore della cosa, ma non hanno avuto il coraggio di dire nulla, si sentano confortati. Quanto agli altri... speriamo non si mettano d'accordo per darmi un sacco di legnate!
Nel frattempo, mi trovo con un'altra grana, che dovrà esplodere lunedì. Dopo l'alluvione, una serie di famiglie è andata a farsi una baracca in una certa località lungo la strada principale, in un posto che il sindaco ha definito non adeguato. L'altro ieri il sindaco ha mandato qualcuno a dire a quei poveracci che avevano tempo fino a lunedì (lunedì 6 novembre!), per andarsene, perché in quel giorno manderà le ruspe a far piazza pulita di tutto...
Varie famiglie son già venute in cerca di me, perché sanno che sono l'unica opposizione al sindaco ancora viva, per chiedermi di fare qualcosa. È una bella grana, anche perché, il sindaco ha ragione a non lasciar costruire in quella località, essendo realmente pericoloso. D'altra parte, se volesse, potrebbe espropriare terra sufficiente per dare a tutti la possibilità di costruire una baracca... Purtroppo, per i poveri in Brasile non c'è posto e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, suona un tanto ridicola...  Il massimo che posso fare in questo breve tempo è cercar di cadastrare tutte le famiglie, tentare di entre in contatto con le organizzazioni dei Senza-Tetto, cercare di fare un po' di baccano... Sono però solo e ho un mucchio di altri impegni, tra cui la costruzione urgente di alcune case per le famiglie più numerose che ancora occupano il Centro Giovanile...Ricordaci nella preghiera.Ti salutano anche Brenno, Pereira, Inácio e Pe. Umberto.
Un abbraccio. Don Diego.

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