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A MANI VUOTE

Lettera di Delio Montieri

Citta’ del Messico, 20 dicembre 2015 Inizio a scrivere questa lettera nella mia nuova camera del Noviziato di Citta’ del Messico. Sono passati piu’ di quattro mesi da quando sono venuto qui. Il tempo e’ davvero volato. In questo tempo ho avuto l’opportunita’ di scoprire un mondo nuovo, che, fino a pochi mesi fa, mai avrei immaginato di conoscere. Sono partito “a mani vuote”: senza aver studiato lo spagnolo, senza sapere bene cosa portare in valigia, senza conoscere nessuna delle persone che avrei successivamente incontrato, senza immaginare, neanche una volta, come sia il Messico, senza conoscere la cucina tipica messicana e quale cibo puo’ danneggiarmi, senza sapere che questo paese e’ pieno di scorpioni e anche di tarantole.

Il risultato di tutto questo e’ stato un’eterna sorpresa che ho vissuto giorno dopo giorno. Sono rimasto sorpreso di quanto e’ bello vivere la fraternita’ tra persone di diversa nazionalita’, che hanno culture e opinioni differenti. Sono rimasto sorpreso e incantato nel vedere le farfalle monarca volarmi attorno; quando passano, queste farfalle sembrano dei piccoli aquiloni colorati. Sono rimasto sorpreso e incantato anche nel vedere nascere tre piccoli agnelli in una notte di novembre. Sono rimasto sopreso nel vedere i messicani vegliare i propri defunti nella notte in un oscuro cimitero e festeggiare con musica la presenza quantomai viva dei loro familiari e amici; sono rimasto sorpreso nello scoprire in una chiesa di Sahvuayo, piccola citta’ dello stato di Michoacan, la vita di Jose’ Sanchez Del Rio, martire cristiano ucciso nella Guerra Civile Cristera del 1926, a soli tredici anni. Sono rimasto colpito per quanto e’ ricca e variegata “la comida” messicana e, allo stesso tempo, quanto puo’ far danno se non si e’ abituati. Sono rimasto sorpreso nell’osservare quanto sono ricchi di colori i mercati messicani, che vendono varieta’ di verdure e di frutta che noi europei assolutamente non conosciamo: ad esempio l’aguacate o il nopal, un tipo di cactus commestibile. Sono rimasto sopreso ascoltando la musica e il canto dei postulanti comboniani di San Francisco del Rincon. Sono, infine, rimasto sorpreso sull’immensita’ di Citta’ del Messico e sulla capacita’ dei suoi abitanti di saper convivere pacificamente e, soprattutto, di saper accogliere chi e’ straniero; allo stesso tempo, sono rimasto sopreso nel vedere quanti grandi muri dividono questa citta’, separando i ricchi dai poveri, le zone ricche dalle zone povere. Partire a mani vuote pero’e’ stata per me anche un’esperienza spirituale: e’stato sperimentare i miei limiti; sperimentare che la mia visione del mondo come europeo e’ limitata; sperimentare , ancora una volta, che la vita e’ un’occasione di conversione. E i cristiani sanno che non c’e’ una sola volta dove Dio chiama a questa trasformazione di vita. La vita del cristiano e’ sempre una vita di conversione. Il cristiano, ma forse sarebbe meglio dire l’essere umano in generale, e’ chiamato a non restare nella sua verita’ e nel suo modo di pensare. La conversione, quindi, appartiene a chi tiene il cuore aperto alle novita’ che la vita e i segni dei tempi offrono. La conversione, poi, appartiene soprattutto a chi ascolta: chi ascolta cio’ che vive il popolo di una terra, di una citta’, di un villaggio o di un quartiere, con le sue gioie e le sue sofferenze. Per questo necessitiamo di tenere le mani vuote e il cuore aperto. Se abbiamo questa predisposizione, possiamo fare in modo che tutto quel vuoto che teniamo dentro sia riempito dai sogni e dalle speranze delle persone che amiamo; quei sogni e quelle speranze diventeranno i nostri sogni e le nostre speranze. In sostanza, faremo in modo che tutto quel vuoto che teniamo dentro sia riempito da Dio. Inoltre, se abbiamo questa predispozione, ci sentiremo incapaci e limitati, pero’ sempre aperti alle novita’ che l’altro ci offre; non ci sentiremo frustrati e delusi se cambiano i nostri progetti, perche’ non avremo paura di lasciarci sconvolgere la vita. Allora, stiamo sempre pronti ad accogliere le novita’ e le trasformazioni che possono capitare nella nostra vita e nella storia umana. Stiamo sempre pronti ad accogliere un nuovo cambio di vita, che Dio puo’ presentarci. Stiamo sempre pronti a sorprenderci. Stiamo sempre pronti a stare a mani vuote.

Auguri di buon Natale!

Un abbraccio fraterno

Delio Montieri

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