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Celebrando il Natale, respirando resurrezione

Lettera di Natale da Padre Daniele Zarantonello dalla Colombia

Un saluto di pace.

Si sta avvicinando il Natale e grazie a Dio stiamo vivendo giorni di grande emozione e preparativi. 

Alcune parole che mi accompagnano in questi giorni: quest’anno per me il Natale é coinvolgimento, Missione, Risurrezione.

 


 

COINVOLGIMENTO. Un mese fa, in una riunione con l’amministrazione comunale di Tumaco si decise di organizzare un concorso di presepi tra i diversi quartieri della città e della zona rurale nord della cittá. Il concorso prevede diversi aspetti:

- Pulizia del quartiere

- Illuminazione del quartiere la notte del 7/12, che qui in Colombia si chiama “día de las velitas”

- Formazione dei quartieri

- Presepe vivente con la partecipazione di tutte le fasce di etá.

Si sono coinvolte davvero tante persone. Io mi sono incaricato della parte formativa dei quartieri, scegliendo persone che partecipano nelle comunitá di base, nei gruppi giovanili, nella catechesi parrocchiale e diocesana. Nella nostra parrocchia abbiamo scelto 55 formatori, ognuno di loro si é incaricato di preparare al Natale 15 bambini, per un totale di 825 bambini. A livello di cittá abbiamo riunito 2500 bambini. A ognuno di loro abbiamo dato un quaderno e dei colori e si sono riuniti tutti giorni per imparare i canti tradizionali afro, per preparare i costumi del presepe vivente, cercando di spiegare loro il vero significato del Natale.

Oltre alla formazione dei bambini, nella zona di Tumaco che accompagniamo ho cercato di aiutare le differenti amministrazioni di quartiere perché prendessero in serio questa iniziativa, ed é stata molto bella la risposta di tutti. Si sa che quando c’é in palio un premio (il Comune costruirá nel quartiere vincitore un’opera pubblica del valore di $ 25.000 , che da queste parti é abbastanza) spesso si lascia da parte il motivo del concorso per concentrarsi sul premio e cercare di vincere, peró tutti hanno manifestato il desiderio di vivere prima di tutto il Natale, senza l’affanno di arrivare primi. Molte famiglie sono scese in strada, hanno raccolto la spazzatura, dipinto le case, riempito la cittá di frasi di pace e di valori evangelici. Si sono scelti per il presepe vivente di ogni quartiere quegli spazi tristemente famosi per omicidi importanti o collocamento di bombe, perché non siano piú ricordati come spazi di morte, ma come spazi di Vita, dove Gesú nasce, risorge dalle macerie della violenza cieca.

In questi giorni stiamo vivendo tutte le notti in un quartiere diverso i presepi viventi, tra canti e tamburi, e preghiera. Cominciamo in chiesa alle 7:00 pm con la messa, vengono le persone del quartiere incaricato del presepio, con i  bambini vestiti da pastori, angeli, pecore, e una famiglia che fa la parte di Giuseppe e María, poi usciamo in strada cantando fino al luogo dl presepio vivente. Stanotte per esempio passaremo per tre quartieri (Esfuerzo, La Floresta, Panamá/Puente Pachito). 

Non é tutto bello: i nostri quartieri sono violenti, a 10 metri da casa mia tre giorni fa hanno assassinato un altro giovane, ci sono militari e polizia ad ogni angolo, le notti sono pericolose, non tutti si sentono di accompagnare queste attivitá, si sono strade dove non si puó passare… Peró é Natale e Gesú non nasce in un angoletto di pace amore e fantasia. Gesú nasce proprio qui, in mezzo a questo caos senza senso. L’unico evento che da senso a tutto questo é proprio Lui, Gesú: il Natale ci ricorda che l’Umanitá ha una vocazione Divina, che Dio si é ricordato di noi e con Lui risorgiamo. 

MISSIONE. Molte comunitá della costa hanno chiesto che si possano inviare catechisti, giovani, volontari per aiutare a vivere in profonditá il Natale: da qualche mese con la Commissione Diocesana della Catechesi stavo cercando personale per rispondere a questa richiesta e mi hanno risposto 30 persone. Sono stati inviati di due in due e adesso sono in 15 comunitá diverse visitando le case, organizzando i bambini e gli adulti, accompagnando e aiutando i catechisti. 

É bello inviare persone, stimolarli alla missione, che si sentano responsabili della loro costa e le tante comunitá che la popolano. Anche padre Michele, mio compagno di comunitá, é andato in uno dei fiumi della costa con due giovani. Oggi andrá padre Joseluis a vedere come vanno le due giovani inviate nella comunitá di Colorado. Fr. Claudio oggi é andato a Bajito Vaquería, per accompagnare quella comunitá, come fa tutte le settimane. Stiamo lavorando insieme e sento molta comprensione e aiuto. Come comunitá decidiamo e agiamo, ed é bello vedere come ci capiamo e collaboriamo senza fatica. Sono due le cose che credo ci aiutano in questo: prima di tutto una bella vita di preghiera insieme, la presenza di Gesú al centro della nostra vita e delle nostre scelte, e la semplicitá di vita a fianco della gente, senza bisogno di difendere privilegi o strutture. Si vive davvero in strada, dentro la realtá di questo popolo, e questo maniera di vivere davvero mi affascina e trasforma quotidianamente. 

Domenica e lunedí sono stato in tre di queste comunitá, Bocas de Curay, Olivos e Soledad. Ho celebrato con loro i battesimi, le prime comunioni e le cresime dei bambini e dei giovani che sono stati preparati dai catechisti della comunitá e ho introdotto i giovani che sono stati inviati lá. Li ho visto tutti entusiasti e desiderosi di mettersi in gioco. Ho visto giovani timidi mettersi davanti a una comunitá, presentarsi senza paura, dichiarando la loro fede e il loro desiderio di viverla comunitariamente, animando i canti e coinvolgendo bambini e giovani nella celebrazione. Credo che torneranno alle loro comunitá di origine carichi di novitá e conoscendosi un po’ di piú.  

RISURREZIONE. Cos`é per me il Natale, quest’anno?

Il Natale non é cosa per bambini, é passione di gente adulta che nel conflitto del mondo vuole risorgere. A Natale bisogna parlare di Resurrezione. Bisogna capire profondamente il suo significato per assumerlo e viverlo.

Non sappiamo come é nato Gesú, non conosciamo i dettagli, e quello che ci raccontano i Vangeli sono racconti diversi e molto discordanti tra di loro. I testi dell’Infanzia di Gesú non furono scritti per il gusto di raccontare la storia di Gesú, la loro finalitá é quella di suscitare la fede e la speranza delle prime comunitá cristiane. Sono testi che dobbiamo leggere e interpretare alla luce della Risurrezione di Gesú.

La stella che guida fino a Betlemme é Gesú Risorto che illumina la notte del mondo, Erode e la cittá che vuole assassinare Gesú é la struttura di morte dell’Impero romano che non vuole accettare la fede delle prime comunitá nascenti, Gesú nasce fuori dalle mura del potere imperiale, la fede nasce ai margini della storia, in mezzo alle persone che non contano. Le persone che accolgono Gesú sono pastori, gente semplice ed emarginata, sono gli stessi cristiani che accolgono con stupore questo Dio imprevedibile e bello.

Maria e Giuseppe ci ricordano gli atteggiamenti fondamentali perché la fede nasca e si faccia Vita: l’umiltá di María, il suo Sí generoso, la pazienza di una Madre e la sua resistenza e forza con quel pancione delicato su e giú per la Palestina, la fedeltá di Giuseppe e la capacitá di decidere per la vita senza titubanze, il suo Sí generoso senza tante parole, e la sua capacitá di ascoltare i suoi Sogni.

Se leggessimo i racconti dell’infanzia di Gesú alla fine e non all’inizio dei Vangeli, capiremmo molto di piú: dopotutto furono le parti dei vangeli che furono scritte per ultime.

Quando leggo o ascolto di persone che studiano le stelle per vedere se c’era o no una cometa la tempo di Gesú, che si mettono a scervellarsi se c’era o no il bue o l’asinello nella grotta, che rifiutano il Natale perché hanno scoperto che Gesú non nacque proprio il 25 di dicembre e che é una data convenzionale, o altre cosette di questo tipo assolutamente secondarie, mi da un po’ di tristezza. É come se la mamma per buttar via l’acqua sporca butta via il bambino che ha appena lavato. Abbracciamolo questo bambino, rimaniamo con Lui, scegliamo nuovamente la tenerezza e la forza dei Piccoli che Resistono, lasciamoci illuminare dalla stella del Natale una volta ancora!!!!! 

Io a questa stella che illumina la notte del mondo ci credo e lo voglio dire a tutti! Se qualcuno ha trovato una speranza piú grande, un messaggio piú bello, una senso piú pieno alla Vita di quello che trovo io in questa fede semplice e bella che nella guerra  mi fa sorridere ogni giorno, me lo dica … per qualcosa di meglio sono disposto a cambiare.

Buon Natale a tutti.

Vi voglio bene e vi porto con me dappertutto. Vivete da risorti questo Natale e metteteci semplicitá, calore, passione. Dentro i conflitti, con il cuore riconciliato. Adelante, che la vita é uno spettacolo.

p. Daniele

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