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“Yo no soy un hombre, soy un pueblo”

Lettera di padre Daniele Zarantonello - Colombia

30 ottobre 2011 - Bogotà - Colombia

“Yo no soy un hombre, soy un pueblo”


 


Sono a Bogotà da due giorni. Sono ospitato alla casa del CAM, il Centro di animazione missionaria dove si redige la rivista “Iglesia sinfronteras”. La comunità è composta da p. Rafael Savoia, che è anche il coordinatore dei comboniani della Colombia, fr. Bernardino Dias Frutuoso, direttore della rivista, e p. Antonio Arbor, amministratore della rivista ed economo della delegazione. 

P. Rafael in questi due giorni mi sta accompagnando, e ringrazio la sua premura e attenzione. É proprio un devoto alla causa degli afro americani, in maniera bella ed appassionata, l'ho visto ieri all'opera con il provinciale dei missionari della Consolata per coinvolgerlo in varie iniziative dove è necessario lavorare in rete, e ne sono rimasto ammirato. 

Oggi, domenica 30 ottobre, è giornata di elezioni amministrative: 30 milioni di colombiani sono chiamati a scegliere 32 governatori, 1103 sindaci e altre migliaia tra consiglieri ed esponenti dei parlamenti locali per il mandato 2012-2015. Sono 48 i candidati assassinati in vista di queste elezioni, numeri che fanno pensare davvero. Il paese è concentrato su questo evento, e noi approfittiamo per farci un giro. 

Sono stato al santuario di Monserrat, per pregare in particolare per mia nonna Marcella, 101 anni, che è morta proprio oggi. L'ho ricordata con gioia e riconoscenza, e l'ho pensata in cielo, festosa, finalmente ritta in piedi, orgogliosa, come è sempre stata, della sua lunga vita, e della vita che ha saputo sprigionare nella sua numerosa e bella famiglia. Donna di fede, donna forte nella sua piccolezza, ha sempre partecipato con gioia alla mia vocazione, l'ho sempre sentita vicina. La porto con me oggi più che mai, fa parte della mia “scorta”, del mio popolo. 

A proposito di questo, oggi prendo in mano una banconota da 1000 pesos (tutti questi zeri mi riportano alle vecchie lire, non ci sono più abituato!) e trovo impressa una frase di Jorge Eliécer Gaitán Ayala, politico e avvocato, ministro, congressista e probabilmente presidente se non fosse stato per l'omicidio di cui fu vittima nel 1948, che dice: “Yo no soy un hombre, soy un pueblo” (io non sono un uomo, sono un popolo). Chi mi conosce sa quanto mi sia cara questa frase e quanto ultimamente io la ripeta, ed oggi me la ritrovo sulla bocca di uno dei leaders storici di questo paese, che fino ad ora non avevo mai sentito nominare. Mi ha commosso questa coincidenza, questa sintonia di spirito: in tutta questa mia storia mi sento accompagnato, di fronte a questa frase oggi, semplicemente, mi scopro atteso in questa terra, e preparato da questi anni di cammino in Italia per esserci con lo Spirito giusto. Spero con tutto il cuore che sia così, e io ce la metterò tutta.
di: padre Daniele Zarantonello

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