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lettera di appoggio a mons. Gonzalo

Fr. Simone Bauce, lettera dall'Ecuador, febbraio 2011


LETTERA IN APPOGGIO A MONS. GONZALO

Carissimi giovani che leggete queste poche righe,
spero di suscitare in voi uno spirito sano di partecipazione
nella costruzione del Regno e chissà forse anche qualche azione concreta.
Vi scrivo preoccupato per quello che sta succedendo
in una zona del Paese dove mi trovo, l'Ecuador.
Nella regione chiamata Sucumbios,
da un paio di mesi hanno cambiato il vescovo, già anziano,
che aveva passato 40 anni della sua vita al servizio dei poveri.
Fin qui tutto normale.
Il problema è la transizione
e il modo come è stato allontanato monsignor Gonzalo.


VI INVITO A LEGGERE L'ALLEGATO E SE POSSIBILE, APPROFONDIRE NEI LINK IN SPAGNOLO. (Leggi e ascolta questa notizia alla radio!)


All'inizio non sapevo molto, ma piano piano ho cercato di approfondire il tema e sembra che dietro a tutto questo ci sia davvero una strategia perversa. Pensate che il blog creato da alcuni religiosi vicini alla figura e alla linea pastorale portata avanti da monsignor Gonzalo, che in due mesi ha già raggiunto i 35.000 contatti !!, ora è stato più volte intervenuto, cioè  qualcuno ha cercato di farlo sparire.
Cosa grave se pensiamo che è una forma libera di manifestarsi....e non solo questo. Una delle persone che ha ideato e realizzato il blog, è stata minacciata direttamente!!! Non sto scherzando, sembra di essere nei tempi dell'inquisizione. Síì perché molto probabilmente è una fazione della stessa chiesa cattolica quella che sta facendo pressione affinché questo movimento di opinione non si sviluppi  !!!
Davvero è preoccupante....lascio a voi un approfondimento serio, critico e sereno.
Se poi, dall'indignazione nascesse anche qualche iniziativa concreta, sono a disposizione per collaborare.

Un abbraccio di pace,
fratel Simone Bauce

P.S. Nella foto qui sotto, monsignor Gonzalo e l'amministratore temporale. Non c'è bisogno che vi indichi qual è monsignor Gonzalo, vero?


Monsignor Gonzalo López, carmelitano scalzo, che da 40 anni accompagna come pastore la Chiesa di Sucumbios (nord dell’Ecuador) è stato invitato ad abbandonare il suo servizio in un modo a dir poco sconcertante. Certo, ha già raggiunto l’età pensionabile (ha 77 anni), ma il fatto di dargli una settimana di preavviso, dopo tutta una vita spesa in questa diocesi, mi sembra almeno una mancanza di stile. Per non parlare poi della lettera che gli è arrivata dal Vaticano, dove si afferma che lo svolgimento del suo ministero non è stato sempre in linea con la dottrina della Chiesa; che per questo il nuovo incaricato della diocesi dovrà ricominciare tutto il lavoro pastorale in maniera diversa. Infine si invita monsignor López a lasciare presto la diocesi e se possibile l’Ecuador (è di origine spagnola).

Ma chi è, nel fondo, questa persona incapace e “pericolosa”?

Arrivato nel 1970, in un contesto socio-politico di grandi cambiamenti in America Latina e in un ambiente ecclesiale in fermento (a pochi anni dal Concilio Vaticano II e poco dopo la Conferenza Generale dei vescovi latinoamericani di Medellin), monsignor Gonzalo ha cercato di promuovere la società civile come artefice del proprio sviluppo.
Ha fatto nascere, in collaborazione con il governo di turno, numerose istituzioni educative; ospedali e centri di salute; ha fatto nascere e incrementato le organizzazioni popolari; ha difeso i diritti umani, in modo speciale con un’attenzione agli indios; ha cercato di mantenere la pace in una zona molto conflittiva perché confinante con Colombia; … o, usando le stesse parole che monsignor ha rivolto a tutti i vescovi dell’Equador, aver lavorato “in sintonia con la Chiesa-Comunione, emanata dal Concilio Vaticano II e dai vescovi latinoamericani riuniti nelle storiche conferenze continentali”.


Cosa c’è di così sbagliato in tutto questo?

Una persona semplice, che è tornato alle sue origini (come lui stesso afferma), adesso che sta riposando in un convento carmelitano,…. che si sente “libero, felice e fortunato, perché Dio gli ha concesso di compiere la missione che gli aveva affidato durante un pezzo biblico di tempo”,….che nella sua stanza, accanto al crocifisso, ha posto le foto di 3 testimoni del Vangelo come monsignor Romero, monsignor Proaño e monsignor Labaka (martire in Equador).

Eppure….eppure qualcuno ha scelto di cambiare strategia, nominando come incaricato temporale della diocesi un rappresentante degli "Heraldos del Evangelio" (non conosco la denominazione corretta in italiano), linea conservatrice all’interno della Chiesa.

Questa decisione unita all’attuazione caratteristica dei membri di questa associazione privata di fedeli, di diritto pontificio, ha fatto insorgere una buona parte della popolazione della regione che si sentiva identificata nel modello di Chiesa partecipativa di monsignor López.

La situazione in questo momento, sta trascendendo l’ambiente esclusivamente ecclesiale, perché le numerose manifestazioni della società civile hanno cominciato ad impensierire il governo, preoccupato di mantenere nella regione la pace, soprattutto visti i recenti problemi con il governo colombiano.

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CHI È FR. SIMONE BAUCE?
Leggi le altre lettere di Simone pubblicate nel nostro sito:

 

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