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7 mesi a São Luís

Padre Roberto dal Brasile

 

São Luís, 29 settembre 2007

 
Carissimi amici, un caldo abbraccio dai 2 gradi sotto l’equatore, dall’isola di São Luís, l’unica capitale brasiliana fondata dai francesi, che l’8 di settembre ha compiuto 395 anni di vita.
Molti mi hanno scritto chiedendomi come sto, che cosa stiamo facendo, com’è il lavoro… Qui nel Maranhão da 3 mesi siamo nella stagione secca e nonostante i 640 km di spiaggia e i 3000 Km di fiumi navigabili, quello che ora fa più notizia sono i molti incendi provocati all’interno dello stato.
Un altro grande problema è quello del settore pubblico: dopo i due mesi di sciopero degli insegnanti, sono entrati in sciopero i poliziotti e i postini chiedendo un giusto aumento salariale.
Anche il dibattito sul biodisel è all’ordine del giorno: Bolivia, Venezuela e Cuba sono contrari al progetto brasiliano di aumentare le piantagioni di canna da zucchero che diventerebbero combustibile non inquinante ma che toglierebbe molta terra per piantare mais, riso, fagioli…il cibo dei poveri.
Forse ricorderete il progetto di un nuovo polo industriale multinazionale che avrebbe lasciato i rubinetti della nostra città senz’acqua potabile: grazie alle pressioni popolari il governatore del Maranhão ha bocciato questa proposta, anche se la multinazionale giapponese investirà sempre in Brasile, nello stato dello Spirito Santo. Qui da noi promettono di investire nel turismo, e il parco nazionale dei “lençois maranhenses” con le bellissime dune, concorre all’oscar mondiale delle meraviglie della natura.

La mia salute è buona e dopo sette mesi dalla partenza ringrazio il Signore di essere di nuovo in missione. Anche la comunità sta bene ma p. Carlo ha ancora problemi alla mano operata ieri dopo la frattura di maggio. La scorsa settimana siamo stati visitati dai ladri e nonostante in cinque dormivano in casa, non abbiamo sentito assolutamente nulla. I ladri non dovevano essere tra i migliori perché hanno rubato qualche camicia e jeans stesi, un ferro che non stirava da tempo e un ventilatore già in pensione!

Qui lavoriamo per mesi tematici: dopo il mese di giugno con la bellissima festa del bue (il “bumba meu boi”) , luglio è dedicato alla “pastorale della decima”: come sostenere economicamente la comunità,uno dei nostri punti deboli, per meglio aiutare il lavoro pastorale di evangelizzazione.
Abbiamo così iniziato una campagna e chiesto a ciascuna famiglia già sostenitrice di invitare una famiglia amica e seguirla per un anno, evangelizzandola e collaborando tutti i mesi con un piccolo contributo.
Più di 100 famiglie hanno aderito a questa proposta.
Purtroppo i politici locali si approfittano di questa carenza e offrono alla gente e alle comunità povere degli aiuti o dei servizi in cambio di appoggio elettorale. Il prossimo anno ci saranno le elezioni municipali e prevedendo la costruzione di due nuove chiese, vorremmo evitare danni maggiori.

In agosto qui é il mese vocazionale: Carlos, Francisco ed Eduardo, i tre ragazzi che abitano con noi, sono un grande stimolo per i tanti adolescenti; un giovane mostra interesse per una scelta vocazionale missionaria. Ogni domenica di agosto é stato dedicato a una vocazione: sacerdotale, religiosa, familiare e catequista.

Il mese di settembre in Brasile é dedicato alla Bibbia e quest’anno tutte le comunità cattoliche sono state invitate a studiare i primi 11 capitoli della Genesi. Nella storia e nella crisi il popolo riscopre il progetto di Dio e noi lo abbiamo applicato alla nostra realtà di violenza: hanno partecipato al corso durante una settimana più di 100 animatori che poi lo hanno moltiplicato nelle 13 comunità della periferia urbana a noi affidata.
Ciascuna serata aveva un coordinatore e una dinamica differente : io e padre Carlo abbiamo iniziato e chiuso la settimana, moltissime le domande e nella verifica finale tutti sono stati contentissimi.

In comunione con tutta la Chiesa, ottobre é il mese missionario e visto che la parrocchia dall’ottobre 2003 é dedicata a San Daniele Comboni, qui ha un sapore tutto speciale.
Crediamo in un Dio che continuamente ci visita: in questo mese si visitano moltissime famiglie, soprattutto quelle che non partecipano della vita della comunità; inoltre per tutti gli animatori pastorali avremo una sera con il provinciale e con il vescovo per riflettere sulla missione comboniana nel mondo e nella nostra diocesi.
In questi momenti la gente sempre ricorda il nome dei tanti missionari che qui sono passati ed hanno dato vita alle comunità ed é bello vedere come il popolo ci vuole davvero bene.

Nelle visite domiciliari vogliamo attingere il 25% delle famiglie e le varie equipe hanno un formulario socio economico familiare con una quarantina di domande. L’idea è di avere un poco la fotografia della nostra gente e della realtà, con le varie necessità: pace, lavoro, casa, acqua, salute, scuola per tutti…

Tutto questo servirà per preparare l’ assemblea parrocchiale con 50 delegati che in un fine settimana di novembre elaborerà il piano pastorale dei prossimi tre anni, determinando obbiettivo e priorità della nostra presenza, riaffermando l´impegno con i poveri e i piccoli di questa terra, come ci ricorda la parabola del ricco e del povero Lazzaro, che ascolteremo domani, nella liturgia di chiusura del mese della Bibbia.

A tutti un buon mese missionario e nella prossima lettera di dicembre vi racconterò il resto!

Tchau!!!!!! (Ciao) .... e grazie da padre Roberto.

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