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Natale 2006: p. Franco Pellegrini

: Salvador de Bahia, Brasile

 

 

Natale 2006

 

 

Carissimi amici

 

È da tanto tempo che cerco il momento favorevole per scrivere, mandando qualche informazione e, soprattutto, per rinnovare i legami di amicizia, esigiti dalla missione. Purtroppo questo momento non arriva mai, anzi più vado avanti più il ritmo delle attività ed impegni sembra intenso. Tra l’altro per noi con il Natale finisce anche l’anno pastorale (in gennaio ci sono le vacanze estive); per questo, un po’ contro voglia, mi vedo obbligato ad unire gli auguri per il prossimo Natale ed anno nuovo con qualche notizia mia e della missione, visto che siamo già in dicembre.

Inizio ringraziando il Signore perchè mi concede la salute e la forza della fede che assieme all’amicizia e la solidarietà di tante persone mi ha permesso di portare avanti varie iniziative spirituali e sociali in questa grande periferia di Salvador, dove mi trovo ormai da tre anni, ma l’impressione è come se fosse qui da un sacco di tempo.

Il prossimo 10 dicembre realizziamo la grande assemblea parrocchiale per valutare l’anno pastorale, con le sue attività e con la partecipazione delle comunità ecclesiali al processo di evangelizzazione. Insieme con le preoccupazioni, più che normali (mi sento quasi come una mamma davanti alle sfide che i figli lanciano ai genitori), ho anche molti motivi per rallegrarmi per la vita e la partecipazione di queste comunità.

Io vorrei farvi conoscere le due scuole materne parrocchiali, una delle quali è stata ampliata e rimessa a nuovo all’inizio dell’anno, che accolgono oltre 150 bambini tra i più carenti; la sala parrocchiale di circa 100 metri quadrati, per le riunioni e gli incontri di formazione e il Centro comunitario S. Giuseppe nella favela qui vicino alla casa parrocchiale.

Quest’ultimo è stato un gran lavoro, quasi 7 mesi con 5 operai da seguire da vicino, sia per ordinare il materiale necessario, sia per aggiustare l’interpretazione del progetto (i nostri muratori e falegnami lasciano un po’ a desiderare).

Questa opera ci ha permesso di offrire ai gruppi di bambini del doposcuola, che frequentano questo centro, divisi tra mattina e pomeriggio, uno spazio accogliente e adatto alle varie attività educative per far fronte al grosso problema di evitare che i ragazzi finiscano sulla strada ad imparare come spacciare droga o a rubare. Il motivo principale per cui vengono al doposcuola è che ricevono da mangiare (e per molti rappresenta l’unico pasto della giornata) ma così intanto ricevono anche un po’ di istruzione e imparano qualcosa di importante per la vita.

Il centro comunitario S. Giuseppe offre lo spazio anche per il gruppo serale di alfabetizzazione per adulti e, naturalmente, anche per tutte le attività della comunità ecclesiale. Un vecchio amico di Verona ci ha dato un generoso contributo per la ristrutturazione del Centro. La Cappella, sopra il Centro, piccola ma sufficiente, per ora è soltanto coperta dal tetto e senza rifiniture, neppure la malta, e questo perchè sarà la comunità a farsi carico di questa parte, sia pure con l’aiuto di qualche altro amico.

Un’altra attività impegnativa di quest’anno è stata quella di realizzare nella nostra periferia una ricerca sulle persone portatrici di handicap e come sono assistite. Abbiamo individuato 630 persone in uno stato di sofferenza grave e, molte di loro, senza un minimo aiuto pubblico, anche se esistono leggi che garantiscono la sovvenzione sociale. Come risposta abbiamo deciso di avviare un lavoro di assistenza educativa e giuridica per riuscire ad ottenere la pensione o i sussidi cui hanno diritto.

Molte di queste persone, infatti, non hanno nemmeno i soldi per prendere l’autobus, oppure non hanno i documenti indispensabili, come l’atto di nascita, per poter accedere ad una sovvenzione sociale; molti altri stanno aspettando da anni di essere chiamati per fare la perizia per la dichiarazione di inabilità. Sono abbandonati a se stessi per il fatto di non conoscere la legge e per non avere i mezzi economici per contattare un assistente sociale. Se le difficoltà della burocrazia sono sentite anche dalla assistente sociale che abbiamo messo a disposizione di questa iniziativa, figuriamoci come lo erano per l’interessato e la sua famiglia. Tutto questo lavoro è una nuova sfida per la nostra comunità; dopo questo periodo di esperienza, a fine mese potremo fare il bilancio dell’iniziativa.

Nel settembre scorso siamo stati colti di sorpresa per la morte, in un incidente stradale, di Mons. Franco Masserdotti, Vescovo di Balsas in Maranhão. Ero legato da una profonda amicizia e grande stima con Mons. Franco; se per me è stato un grande dolore, ancora più grande è il lutto per la Diocesi di Balsas e per i Comboniani. La Conferenza dei Vescovi, in particolare la Provincia Ecclesiastica del Maranhão, sente la mancanza di uno dei suoi Vescovi più dinamici e aperti. La gioia contagiosa di Mons. Franco apriva strada nei cuori della gente; certamente rimane come lievito in mezzo a tutti coloro che l’hanno conosciuto.

Si sta avvicinando la fine dell’anno e gli impegni in questo periodo si moltiplicano. Ho nella lista alcuni ritiri e confessioni per i gruppi di Prima Comunione in ogni comunità; poi le assemblee delle comunità e quindi quelle di ogni pastorale e poi la grande assemblea parrocchiale: l’obiettivo è sempre “evangelizzare”, ma la metodologia e i mezzi devono essere costantemente rivisti e attualizzati.

Sono sicuro che posso contare sempre con il vostro aiuto fraterno, nella preghiera e nella simpatia.

Con un caloroso abbraccio di pace vi rinnovo il mio grazie e vi porgo i più cari auguri per il prossimo Natale e anno nuovo .

 

Sempre con affetto P. Franco

 

P. Franco Pellegrini

Rua Abelardo Barbosa, 130-E*

SUSSUARANA

41213-610 – SALVADOR –BA = Brasile

combonisalvador@uol.com.br

 

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