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Gli eserciti in Siria

Operazione Colomba - Libano, 18 ottobre 2014

Mi avventuro in una brevissima sintesi della situazione militare siriana, sulla base delle informazioni raccolte in questo periodo.

Uno dei primi effetti dei bombardamenti della coalizione arabo-occidentale e' stato quello di compattare proprio i gruppi islamici estremisti che si volevano combattere: IS (Stato Islamico) e Jabhat Al Nusra.

Queste due costole di Al Qaida, rispettivamente irachena e siriana, si erano fino ad ora spesso osteggiate o combattute sul territorio siriano. Con l'inizio dei bombardamenti Al Nusra, prima piu' vicina all'Esercito Libero, ha dichiarato ufficialmente la sua alleanza con l'IS (quantomeno tollerata alla sua nascita dal regime, che doveva legittimare la repressione delle rivolte). L'Esercito Libero, i cosiddetti "ribelli moderati", gia' ultimamente ridotti a bande poco organizzate, finanziate ed armate, sono ora ancora piu' deboli e isolati, "costretti" a razziare la popolazione locale. Molti combattenti dell'Esercito Libero si sono uniti ai gruppi islamisti pur di combattere il regime con armi adeguate (ed uno stipendio di 1600$ al mese...).

Ora ci sono praticamente quattro "sirie", quella del regime, quella curda, quella dell'IS (in espansione) e quella dell'Esercito Libero (in riduzione).

In Libano la tensione e' abbastanza alta. Ci sono stati diversi episodi, anche qui a nord, di attacchi armati a militari libanesi. A pochi chilometri da Telabbas, la settimana scorsa, e' stato ucciso un soldato da raffiche sparate da una moto in corsa. La situazione dei militari libanesi in ostaggio presi ad Aarsal e' ancora bloccata. IS e Al Nusra vogliono la liberazione di loro prigionieri in Libano e fare pressione perche' Hezbollah ritiri le sua truppe dalla Siria. I profughi siriani sono accusati di essere i responsabili della situazione. L'esercito sta agendo in maniera dura, facendo raid nei campi profughi e arrestando siriani ai posti di blocco. Ci sembra che in gran parte questi arresti siano casuali e a puro scopo intimidatorio. Nell'ultima settimana abbiamo saputo di quattro persone arrestate solo qui, a Telabbas. Abbiamo visitato l'altroieri due di loro, due ragazzi sui vent'anni, appena dopo il rilascio, dopo tre giorni di prigionia e maltrattamento. Sembra non ci fosse neanche un capo d'accusa.

Parallelamente anche gli sgomberi attuati dalle municipalita' e le minacce di civili libanesi armati stanno diventando frequenti. Anche persone aperte, e con le quali abbiamo avuto sempre un buon dialogo, hanno sempre piu' paura e ci dicono che i siriani non si possono piu' aiutare.

In questa situazione la nostra presenza sta diventando sempre piu' significativa, sia come ponte e strumento di dialogo, che come fonte di protezione. Due giorni fa al campo di tende a Telabbas ci hanno chiesto di rimanere tutti per la notte perche' temevano un raid dell'esercito, e due di loro non avevano ancora i documenti in regola. Durante una visita a un campo a Bebnine ci hanno mostrato una bottiglietta incendiaria lanciata pochi giorni prima di notte sulle loro tende. Ci hanno chiesto di stare a dormire. Oggi siamo da loro e forse ci fermiamo per la notte.

Stiamo anche lavorando con sheikh A. ad una dichiarazione di distanza dalle armi e dai gruppi armati. Ma ne parlero' un'altra volta...

Intanto le piogge sono arrivate in maniera consistente, e con esse anche il fango e gli allagamenti delle tende... Ci si sta provando ad attrezzare ma molti non hanno i mezzi. Stiamo provando a dare una mano anche per questo (oltre che a sistemare la nostra tenda!).

Buonanotte da Bebnine

Corrado

 (fonte: www.operazionecolomba.it - photogallery)


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